Libia, l’ONU si pronuncia su Salah Badi e lo inserisce nell’elenco dei sanzionati. Ha svolto un ruolo di primo piano nei pesanti scontri a Tripoli

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Tutti coloro che hanno seguito e seguono da vicino e con interesse le evoluzioni in Libia, ricorderanno un nome che spesso è risaltato alle cronache del Paese nord africano nel corso dei furiosi combattimenti di agosto e settembre. Salah Badi è un nome che ci riporta alla memoria i giorni di fuoco che negli scorsi mesi, hanno visto morire più di 120 persone. Molte delle quali erano civili.

Salah Badi è un nome che ci riporta alla memoria i giorni di fuoco dei mesi scorsi

Al tramonto della conferenza sulla Libia, organizzata a Palermo lunedì e martedì scorsi, sembra che si siano riaccesi gli scontri vicino Tripoli. Anche se tutto avviene in modo spot, queste rappresaglie non hanno mai smesso di essere presenti sulla strada dell’aeroporto di Maitika, su quella del petrolio ed in diverse cittadine.

A colpire non sono solo le milizie filo DAESH o filo Al-Qaeda ma, come più volte ricordato, ci sono quelle ribelli che, unendosi alle frange terroristiche,minano costantemente quella sottile e impercettibile pace raggiunta. Chi si affaccia costantemente sui social network come Facebook, Telegram ed altri, può constatare come non manchino quotidianamente immagini di scontri, di morti e di “fratelli” ricordati come martiri.

Il Consiglio di sicurezza dell’ONU, venerdì sera ha annunciato ufficialmente il nome di Salah Badi nell’elenco delle persone fisiche e giuridiche soggette a blocco dei beni e divieto di viaggio a seguito di attività legate alla sicurezza. Ha altresì affermato che la presenza del nome di Badi in questa lista è conforme alle disposizioni dei paragrafi 15 e 17 della risoluzione 1970 del 2011 del Consiglio di sicurezza e del paragrafo 19 della risoluzione 1973 dello stesso anno, entrambi adottati ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite.

La decisione presa su Badi è stata ottenuta solo dopo aver analizzato tutti i file che lo riguardavano e che hanno portato alla conclusione che vede Badi come comandante di una milizia armata chiamata Brigata Al-Samoud, conosciuta anche come Fakhr o Pride of Libya e comandante del Marshal Battalion di Misurata. Secondo i paragrafi 15 e 17 della risoluzione 1970, le sanzioni previste, dispongono nei confronti del miliziano di Misurata, il divieto di viaggiare e il congelamento di tutti i beni.

La Gran Bretagna, gli Stati Uniti e la Francia hanno confermato ed accettato le sanzioni nei confronti di Salah Badi, in precedenza emanate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ai sensi della risoluzione 2213 del (2015) del Consiglio di sicurezza.

Secondo la dichiarazione riportata sul sito ufficiale del Foreign Office britannico, Londra ha dichiarato: “Il Regno Unito – insieme ai nostri partner statunitensi e francesi – si è assicurato l’accordo del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per sanzionare Salah Badi ai sensi della risoluzione 2213 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Continueremo a tenere conto di coloro che cercano di minare la stabilità e la sicurezza in Libia”.

Salah Badi è l’alto comandante della Brigata Al Somood, una milizia contraria al Governo di accordo nazionale riconosciuto dall’ONU. Ha lavorato coerentemente per minare una soluzione politica in Libia. Ad agosto e settembre scorsi, ha svolto un ruolo di primo piano nei pesanti scontri a Tripoli, in cui sono state uccise almeno 120 persone, la maggior parte dei quali civili.

Questa designazione sottoporrà Salah Badi a un divieto di viaggio e al congelamento dei beni, inviando così un chiaro messaggio dalla comunità internazionale che le violenze contro il popolo libico non saranno tollerate. Il Regno Unito non permetterà a coloro che “cercano di ostacolare la pace e la stabilità in Libia di agire con impunità”.

Ma chi è Salah Badi? Salah al-Din Omar Bashir Bashir (noto come Salah Badi) è nato il 23 maggio 1957 nella città di Misurata.

Possiede un diploma scientifico, una laurea in Scienze aeronautiche militari conseguita nel 1980 nel campo dell’aviazione da combattimento, ex insegnante dell’Academy of Air Studies e Air Operations Officer.

Secondo le informazioni reperite sui social e sul portale Africa News, nel 1987 ha presentato le sue dimissioni ed è divenuto nel 1992 un oppositore del regime di Gheddafi, il quale fece inserire il suo nome nell’elenco degli uomini che non potevano lasciare il Paese.

È stato processato nel 2007 per aver cospirato ed incitato al rovesciamento del regime e dal 1° marzo 2011 fu assegnato a guidare le operazioni militari dei ribelli contro il precedente sistema politico. Ha ricoperto il ruolo di membro del Consiglio militare di Misurata ed è stato assegnato all’asse Sud della stessa.

A conferma di questo, pare sia stato reperito un video mandato in onda dal canale news Brotherhood, dove pare, che Salah Badi abbia supervisionato la sepoltura del defunto leader Muammar Gheddafi, di suo figlio Mutassim e il suo fidato amico Abu Bakr Yunis Jabr in una località sconosciuta. Probabilmente nei pressi del Jannat Hotel.

Badi è stato uno dei primi “ribelli” nella città di Misurata, dove ha contributo alla creazione del Comitato militare dopo il rovesciamento del regime di Gheddafi, ed è stato assegnato alla guida della difesa delle operazioni di Misurata nel marzo 2013, dove ha svolto un ruolo di primo piano nell’organizzazione e nella formazione dei battaglioni, contribuendo alla creazione del Consiglio militare di Misurata.

Nel 2012, è entrato in politica e ha vinto un seggio alle elezioni parlamentari nel giugno dello stesso anno. Da allora il suo nome è rimasto nascosto, fino a quando nel 2014, è stata riproposta a Tobruk, un’assemblea per le elezioni del Parlamento. In quell’occasione, ha guidato un’operazione miliziana ribelle chiamata “Down of Libya” (13 luglio 2014) che portò ad un temporaneo controllo dell’aeroporto internazionale di Tripoli e dei serbatoi di petrolio sulla strada per lo scalo aereo. Da allora, il suo modus operandi, non pare essere cambiato di molto e non manca di attaccare quella che pare essere la zona di maggiore interesse per la Regione tutta. Zona in cui sono situate le società petrolifere più importanti e dove si trova l’aeroporto internazionale.

A prendere le difese del comandante della Brigata Al-Samoud, Mahmoud Mustafa Busayf al-Wrfaly ci pensa il Consiglio militare di Misurata, già incriminato nel 2017, dalla Corte penale internazionale, per omicidi e crimini di guerra. Sullo stesso pende un mandato di ri-arresto, lanciato nel luglio 2018 dal Felmaresciallo Khalifa Belqasim Haftar, dopo la sua fuga dal carcere militare. Secondo quanto riportato dall’Osservatorio Libico, Al-Wrfaly, sulla sua pagina ufficiale Facebook ha definito, le sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nei confronti di Badi, come una nuova medaglia al valore.

Mahmoud al-Wrfaly nel corso di un’esecuzione

Membro dell’ex Congresso nazionale del Partito per la giustizia e la costruzione, il braccio politico dei Fratelli Musulmani, Mahmoud Mustafa Busayf al-Wrfaly, ha espresso il suo cinismo riguardo alle sanzioni imposte dal Consiglio di sicurezza al comandante della Brigata Al- Samoud, Salah Badi.

Lo stesso ha invitando il popolo di Misurata a sostenere il capo della Brigata Al-Samoud, Salah Badi. “E’ un vanto per noi che il suo nome sia stato incluso nell’elenco delle sanzioni del Consiglio di sicurezza – ha detto -. Popolo di Misurata, Salah Badi è tuo figlio, il comandante delle operazioni militari nel 2011. Questo è per noi motivo di vanto. Ti vedremo (riferito al popolo) in un sit-in con coloro che hanno guidato la resistenza della tua città o darai un consiglio e un messaggio a coloro che si nascondono?”. Al-Wrfaly ha concluso il suo intervento, chiedendo un sit-in per Salah Badi con lo slogan “hashtag” # Misrata.

Sempre sulla sua pagina ufficiale di Facebook, Al-Wrfaly ha ammesso di essere stato uno dei maggiori sostenitori dell’operazione “Dawn of Libya” e di aver avuto l’egemonia sull’espulsione e l’uccisione di chiunque fosse stato contrario a questa operazione ribelle.

“Dicono che i suoi conti saranno congelati – ha aggiunto – ed al suo aereo privato non sarà permesso di raggiungere il cuore di Londra. Le sue opere sono eccellenti. Una nuova medaglia gli è stata data e non ci sarà nessuna consolazione per i traditori.”.

Secondo quanto confermato dall’Osservatorio Libico, il riferimento è esplicito alle sanzioni su Badi e ai suoi sostenitori. Ma le minacce non preoccupano l’ONU, che imperterrita continua ad operare rigorosamente ed egregiamente il proprio lavoro sul file Libia.

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