Libia, nessuno rispetta l’accordo per il cessate il fuoco raggiunto ieri sera con la mediazione dell’ONU. Ancora scontri tra le vie di Tripoli

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. La capitale libica si è svegliata, oggi, ancora con il rumore dei colpi d’arma da fuoco. Nonostante l’accordo, raggiunto ieri sera a Tripoli, con la mediazione delle Nazioni Unite, gli scontri non si sono fermati fino alle prime ore del mattino.

Si è combattuto fino alle prime ore dell’alba di oggi

Secondo quanto racconta la stampa libica, ancora nella notte ci sono stati scontri tra le varie fazioni in lotta che hanno però firmato l’intesa per la tregua.

Il canale di notizie Al-Arabiya ha citato una fonte governativa della capitale libica, affermando che nessuna delle parti in conflitto ha dichiarato il proprio impegno per il rispetto del cessate il fuoco.

I media libici hanno riferito anche di una dichiarazione attribuita all’Ufficio informazioni della 7^ Brigata, uno dei principali attori negli attuali combattimenti nella capitale libica ed uno dei firmatari dell’accordo, secondo cui l’impegno preso per l’attuazione dell’intesa è confermato, ma ci si sta ancora occupando di alcuni degli miliziani che si trovano in zone che fino a ieri erano impraticabili.

Gli uomini della 7^ Brigata hanno ripetutamente sottolineato, nelle varie dichiarazioni ufficiali, la necessità di “ripulire la capitale dalle milizie ribelli”, definendosi un “Esercito regolare, guidato da ufficiali dell’Esercito libico”. Ma resta ancora da confermare l’affidabilità e l’identità dei suoi combattenti, alla luce del fatto che il Governo di conciliazione di Al-Sarraj ha dichiarato, a luglio scorso, che i rapporti di subordinazione tra la 7^ Brigata ed il Governo di riconciliazione sono cessati ad aprile.

Intanto, la Compagnia petrolifera Brega ha confermato che oggi  i dipendenti di un suo magazzino situato a Tripoli sono stati minacciati da un gruppo armato.

Secondo l’ufficio stampa della Brega, il gruppo ha rubato almeno 840 bombole di gas, costringendo l’azienda a bloccare il lavoro. La Brega ha espresso preoccupazione per la scarsità di bombole di gas dopo l’assalto di oggi ed ha invitato tutte le autorità interessate ad intervenire immediatamente per perseguire le persone che hanno commesso l’azione, ignorando alcuni dei punti fondamentali del patto sottoscritto ieri.

A proposito del quale è stata la stessa missione ONU in Libia, sul suo profilo Twitter, ad annunciare la firma dell’accordo tra le parti in conflitto, citando l’inviato delle Nazioni Unite, Ghassan Salameh e dicendo che quanto fatto non è finalizzato a risolvere tutti i problemi di sicurezza della città ma serve per iniziare a sviluppare un quadro più chiaro per la risoluzione futura dei problemi inerenti alla sicurezza.

Un momento della riunione di ieri sera per il cessate il fuoco

Tutte le parti intervenute si sono dette convinte nel trovare una soluzione pacifica alla crisi, cercando di fermare le ostilità con un meccanismo adeguato di monitoraggio della situazione sul terreno.

In base all’accordo, se le varie parti dimostrassero il vero e pieno rispetto degli obblighi contenuti nell’intesa, le Nazioni Unite si impegnerebbero ad aprire un confronto su adeguati accordi relativi alla sicurezza.

Le parti in conflitto si sono impegnate a stabilire 7 punti imprescindibili, senza i quali non sarebbe possibile la tregua. I punti prevedono la necessità di cessare tutte le ostilità, astenersi da ogni ulteriore azione ostile, proteggere i civili nel rispetto dei diritti umani come previsto dal diritto internazionale e nazionale, non violare la proprietà pubblica e privata, assicurare la riapertura dell’aeroporto e di tutte le strade della capitale che conducono ad essa, astenersi dal prendere qualsiasi tipo di iniziativa che possa ricondurre a nuovi scontri armati, inclusi tutti i movimenti delle truppe, il rifornimento di carburante per gli stessi o atti considerati minatori per la tregua e garantire che questo accordo sia rispettato da tutte le parti firmatarie.

I firmatari hanno, inoltre, evidenziato di avere accettato l’incontro con il rappresentante dell’ONU solo per la profonda preoccupazione espressa dalle Nazioni Unite e per le violenze ed la crisi umanitaria. Hanno altresì espresso il consenso unanime sul rappresentante speciale dell’UNSMIL che ha agevolato l’accordo tra i vari rappresentanti.

Ad ora la situazione di crisi sembra rientrata ed i libici esprimono il loro compiacimento per il raggiungimento dell’accordo. Ma dopo questi giorni di sangue, dove si sono registrate numerose vittime e tanti feriti,  sui social si evince il timore che questa tregua possa essere solo apparente.

I libici stanno vivendo queste ore con la stessa speranza della missione delle Nazioni Unite. Si riprendono le attività quotidiane con l’auspicio che nelle strade di Tripoli non si vedano più scene di guerriglia urbana.

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