Libia, operazione anti terrorismo degli uomini di Haftar. Arrestato un ex militare egiziano ed il suo compagno legati ad Al-Qaeda

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. La estenuante lotta al terrorismo, portata avanti dal Feldmaresciallo Kalifah Haftar, sta dando i suoi frutti. Il Generale, sta ottenendo grandissimi risultati sia sul campo di battaglia che sul territorio libico, dove crescono i consensi ed il plauso per il lavoro fatto contro il terroristico nella regione.

L’Esercito comandato da Haftar, tre giorni fa, ha portato a casa un grossissimo risultato con la cattura di uno tra i più pericolosi terroristi egiziani affiliati ad Al-Qaeda e residente nella città di Derna, Hisham Ashmawi ex ufficiale egiziano ed entrato nelle file del jihadismo e convertitosi ad Al-Qaeda.

La foto segnaletica ed i dati di Hisham Ashmawi ex ufficiale egiziano

“Il sequestro di Ashmawi ha rivelato tutti i lati oscuri che si celavano a Derna – ha spiegato nel corso di una conferenza stampa, tenutasi a Bengasi nei giorni scorsi, il Generale di Brigata Ahmed Al-Masmari -. Questa è una risposta che va a coloro che sostengono che la città di Derna è priva di terroristi”.

La conferenza stampa del Generale di Brigata Ahmed Al-Masmari

Il portavoce del Comando Generale delle Forze armate libiche ha confermato che l’operazione dell’arresto del terrorista egiziano è stata condotta grazie ad accurate informazioni di intelligence.

Questo risultato sta rendendo Haftar sempre più forte nella gestione della sicurezza in Libia, oltre ad essere, nello stesso tempo, una risposta all’inviato delle Nazioni Unite Ghassan Salamè che giorni fa aveva dichiarato: “Le parti in conflitto a Derna che negano la presenza di terroristi, sono ribelli contro la verità. Costoro ignorano il ruolo delle Forze armate, le quali si confrontano con questi criminali. Forze che si stanno impegnando ad eliminare tutti gli elementi terroristici dalla Libia.”.

“Hisham – ha aggiunto Ahmed Al-Masmari – era accompagnato dalla famiglia che viveva a Derna con lui, fino al giugno di questo anno, mese in cui Ashmawi Omar Sorour il padre, è stato ucciso insieme alla moglie ed ad alcuni fratelli, in un raid aereo condotto dalle nostre Forze. La ragione principale del successo di questa missione è l’altissima riservatezza che è stata adottata in questo processo. A tutte le Forze è stato vietato di filmare e di non pubblicare alcuna informazione sui movimenti in atto. Il principio di segretezza ha contribuito in modo significativo all’elemento sorpresa che ci ha permesso di catturare i terroristi.”.

Il padre di Hisham, Ashmawi Omar Sorour, ucciso lo scorso 10 giugno, era il Mufti della Shura Council of Mujahideen di Derna (DMSC) un gruppo di militanti che chiedono di applicare la Sharia islamica nella città.

“L’effetto sorpresa, ha bloccato i terroristi – ha aggiunto Al-Mismari – prima che si facessero saltare in aria con le cinture esplosive che indossavano. E’ la prima volta, che un terrorista di Al-Qaeda è stato arrestato in questo modo. Di solito riescono sempre a farsi esplodere, ma questa volta hanno fallito. Questo è un grande successo per le Forze armate.”.

Hisham è arrivato in Libia nel 2011, successivamente si è spostato in Siria per addestrare i militanti. Ha acquisito grande esperienza nei combattimenti, operando nelle aree desertiche. “E tutto- ha spiegato il Generale Al-Mismari – e tutto si è fuso alla sua alta formazione, appresa nelle Forze speciali dell’Esercito egiziano, prima di essere espulso da questo. Ashmawi stava cercando di formare un Esercito egiziano libero. In un futuro, queste Forze armate, non avrebbero combattuto solo, contro l’Egitto ma contro tutto il mondo arabo nel suo insieme. Adesso è stato imprigionato e pagherà per i suoi crimini che sono stati associati ad azioni terroristiche compiute in Egitto, Afghanistan e Turchia.”.

Ma chi è Hisham Ashmawi e chi è Liby Marai Zghbya, l’uomo libico che è stato catturato con lui?

Hisham Ashmawi e Mari Abdel Fattah Khalil, noto come Mari Zoghbya, dopo la cattura

Hisham Ashmawi, 43 anni, è nato a Nasr City. Si è unito alle Forze armate egiziane nel 1994. Da subito è stato sospettato di estremismo religioso ed è stato interrogato a causa di un suo rimprovero ad un lettore del Corano in una moschea. Da quel momento è avvenuto il primo trasferimento militare.

Nel 2007 è stato deferito al Tribunale militare per aver istigato degli uomini contro l’Esercito e destituito dal servizio militare nel 2009. Iniziò a lavorare nel settore dell’import-export. In questo periodo, in una moschea di al-Matareya, conobbe un gruppo di sostenitori dell’ideologia jihadista. Ritornato a Nasr City organizzò e formò una cellula per i sostenitori jihadisti di Gerusalemme.

A quanto riportato nelle indagini effettuate prima dell’arresto, nell’aprile 2013, Ashmawi, si era recato in Turchia e si era infiltrato in Siria. Li si era unito ai gruppi che combattevano contro il regime di Bashar Assad. Tornato in Egitto, con il capo della Fratellanza Mussulmana, Mohamed Morsi, si isolò per prendere parte ad un sit-in.

Stante i precedenti, la Libia, risultava essere il rifugio sicuro per il terrorista. Nei campi di Derna formò una cellula composta da quattro agenti di polizia separati chiamati Ansar al-Maqdis, che trasformò in un distaccamento del Sinai dopo aver giurato fedeltà a DAESH.

Nel luglio 2015 il terrorista, noto anche come Abu Omar al-Muhajir, dichiarò il suo distaccamento da DAESH per la violenza con cui si accanivano sugli innocenti e fondò l’organizzazione al-Murabitun in Libia, fedele ad Al-Qaeda nel Maghreb islamico.

E DAESH mise una taglia sulla sua testa, accusandolo di tradimento.

Accusato di essere coinvolto nell’omicidio dell’ex ministro dell’Interno egiziano Mohamed Ibrahim e in quello dell’ex Procuratore generale Hisham Barakat colpì 101 guardie di frontiera, prendendo di mira la Direzione della sicurezza della Dakahlia. Attaccò gli autobus copti di Minya uccidendo 29 persone e la missione di sicurezza nazionale nelle oasi, ammazzando 16 persone.

E’ stato condannato a morte, in contumacia dalla Corte penale del Cairo occidentale. La condanna è stata estesa anche ad altri 13 terroristi che hanno partecipato all’imboscata di Farafra, provocando la morte di 28 uomini, tra ufficiali e militari di leva.

Nel corso dell’operazione dei militari dell’Esercito nazionale libico di Haftar è stato catturato un secondo individuo: Mari Abdel Fattah Khalil, noto come Mari Zoghbya, nato a Bengasi nel 1960 e con una lunga storia di terrorismo alle spalle. Dopo essersi incontrato a Derna con Ashmawi, fondò con lui l’organizzazione al-Murabitun, fedele ad Al-Qaeda. Mari si unì al gruppo combattente libico guidato da Abdul Hakim al-Haj prima di dirigersi in Afghanistan nel 2001 per unirsi ad al-Qaeda.

Secondo le indagini condotte dall’Esercito, Mari, cresciuto nel quartiere di “Akhribish” nel centro di Bengasi, era stato inserito nell’elenco degli uomini sanzionati dal Consiglio di sicurezza dell’ONU il 2 agosto 2006 perché legato ad Al-Qaeda, ad Osama bin Laden ed ai talebani.

La sua inclusione nell’elenco è dovuta al suo coinvolgimento per il finanziamento, la pianificazione, la preparazione, il sostegno e il reclutamento di militanti, strumentali alle attività di Ansar al-Islam, per conto di Al-Qaeda.

Il terrorista libico, aveva anche lo scopo di fornire ai suoi membri documenti contraffatti, raccogliere denaro attraverso il traffico di droga e distribuire materiale propagandistico come opuscoli e sermoni che incitavano ad atti terroristici, attentati suicidi.

Mari Zoghbya era un membro attivo di Al-Qaeda ed era in contatto con altre cellule in giro per il mondo. È stato accusato di aver ricevuto e nascosto documenti falsi per consentire ad altri membri della cellula di viaggiare all’estero. E’ stato, inoltre, associato a gruppi simili in Europa, Nord Africa, Asia e Medio Oriente.

Dopo lo scoppio degli eventi nel febbraio 2011, Zoghbya era tornato in Libia e si era unito al battaglione Rafallah al-Sahati, guidato da Ismail al-Salabi e aveva partecipato alla lotta contro il regime di Muammar Gheddafi.

Dopo l’inizio dell’operazione Karama (2014) a Bengasi, partecipò ai combattimenti nelle file della Shura Rivoluzionaria di Bengasi, guidata dal leader di Ansar al-Sharia Muhammad al-Zahawi e Wassam bin Humaid, come membro del Gruppo libico dei combattenti.

Al termine della vittoria dell’Esercito nazionale libico nelle battaglie di Bengasi, Zoghbya riuscì a fuggire verso Derna, dove si stabilì sotto la protezione del Consiglio della Shura Mujahideen Darnah, e fu lì che incontrò Ashmawi.

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