Libia, pace fatta con l’Algeria dopo le dichiarazioni del Generale Khalifa Haftar. I due Paesi pronti a combattere insieme il terrorismo

Di Giusy Criscuolo

Tripoli.  George Bernard Shaw, premio Nobel per la letteratura 1925, disse: “Esistono cinque categorie di bugie; la bugia semplice, le previsioni del tempo, la statistica, la bugia diplomatica, e il comunicato ufficiale.”

Una citazione che serve ad introdurre il susseguirsi degli avvicendamenti che hanno visto protagoniste, la scorsa settimana, le dichiarazioni rilasciate ai media dal Generale Khalifa Haftar, riguardo ad un suo possibile intervento armato in Algeria.

Sulla scia delle sue dichiarazioni è arrivata la condanna dal Governo di Fayez Al-Sarraj ed una spiegazione sul misunderstanding (malinteso).

Il Generale Haftar. Tutto risolto con l’Algeria

Il ministro degli Esteri algerino Abdelkader Messahel ha riferito che, durante una telefonata intercorsa, all’inizio della settimana, con il suo omologo libico Tahir Sayala, lo stesso abbia definito le dichiarazioni del comandante dell’Operazione Karma, Khalifa Haftar da “irresponsabile”.

Una fonte del Ministero degli Esteri algerino ha poi affermato che Sayala ha sottolineato il loro impegno nel continuare e nel conservare le relazioni fraterne e storiche esistenti tra i due Paesi. Sayala ha concluso la telefonata elogiando e lodando il ruolo dell’Algeria ed il suo contributo, nel quadro delle Nazioni Unite, per la risoluzione della crisi libica.

A seguito di questa telefonata e delle numerose proteste che si sono sollevate sui media, il portavoce del Comando Generale dell’Esercito libico, il Generale di Brigata Ahmed al-Massmari, ha detto che “i libici e gli algerini sono fratelli in trincea e condividono legami politici e sociali”.

Il Generale di Brigata Ahmed al-Massmari

 

Secondo al-Massmari le osservazioni di Haftar erano mirate al coordinamento con la “sorella Algeria”, insistendo sul fatto che la Libia non è una minaccia per i suoi vicini.

E’ stato anche spiegato che le Forze armate libiche hanno notato l’ingresso di gruppi armati nel loro territorio, al confine con l’Algeria. Senza controllarli o fermarli è stato fatto un accertamento immediato con i “gemelli” algerini. Una tempestiva comunicazione tra il Generale Maggiore Abdul Karim con le autorità di Algeri è servita a chiarire se il gruppo armato appartenesse alle guardie di frontiera algerine o a gruppi terroristici infiltrati. Questa comunicazione ha permesso di chiarire il malinteso.

La Gendarmeria algerina ha confermato che il gruppo era composto da loro militari che stavano facendo una ricognizione per controllare se ai confini ci fossero milizie jihadiste. E, per errore, sono entrati in territorio libico ma subito sono tornati indietro.

Al-Massmari ha sottolineato che, le Forze armate di entrambi i Paesi, hanno un obiettivo comune, quello di combattere il terrorismo ed i terroristi ovunque si presentino. Da qui un affondo di spada, diretto al Qatar. Il portavoce, non manca di sottolineare il ruolo maligno che Doha ha cercato di svolgere tra la Libia e l’Algeria.

“Le relazioni libico-algerine sono più grandi e più solide di quelle di Al-Jazeera e dello Stato del Qatar – ha sostenuto Al-Massmari – che promuovono una comunicazione di odio. Non saremo mai predisposti a costituire una minaccia per qualsiasi Paese gemello”.

Il Generale di Brigata al-Massmari ha poi sottolineato che, le Forze armate hanno rafforzato le loro unità militari nella regione del Mezzaluna, in previsione di eventuali attacchi terroristici nel prossimo periodo.

La risposta, del Generale Haftar, alle accuse mossegli dalla televisione qatarina Al-Jazeera, sono arrivate con un comunicato diffuso dall’Agenzia stampa libica: “Il Generale ha confermato l’alto livello delle relazioni che esistono tra i Paesi vicini, tra cui l’Algeria. Non c’è alcuna verità in quella che è stata segnalata come una minaccia all’Algeria. Nessuno vuole trasferire la guerra libica nel loro territorio”.

Nel comunicato, viene sottolineato come “i canali di Al-Jazeera e le notizie della Fratellanza musulmana trasmesse dalla Turchia stiano cercando di mettere il veleno nel miele, distorcendo il discorso di Haftar, riguardo all’Algeria. Discorso tenutosi durante il suo incontro con gli anziani, gli sceicchi ed esponenti di rilievo delle tribù della Libia, nei giorni scorsi”.

Per la Libia “tutti i rapporti con i Paesi vicini sono di alto livello” e c’è una forte “cooperazione nella lotta al terrorismo, soprattutto con l’Algeria.”.

Nel comunicato, viene anche sottolineato che, il Generale Haftar, sempre durante l’incontro con gli alti esponenti delle tribù libiche stava spiegando cosa sarebbe successo se questi gruppi infiltratisi non fossero appartenuti alla Guardia di frontiera algerina. In quel caso, sarebbero stati ritenuti terroristi e bisognava combatterli, bloccandoli sul confine”.

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