Libia: Sfruttamento dei migranti e nuove minacce del Califfato nel Paese nord africano

Di Giusy Criscuolo

Libia: Secondo quanto riportato da numerosi giornali libici e non solo e avvallato da uno speciale mandato in onda da Sky News Arab, le milizie di Tripoli appoggiate da Al-Wefaq (GNA) pare stiano sfruttando i migranti nella lotta contro le forze del LNA guidate dal Feldmaresciallo Khalifa Haftar.

Al Mismari durante una delle conferenze di aggiornamento

Nella scorsa settimana, il portavoce ufficiale del LNA, il generale di brigata Ahmed Al Mismari, durante una delle numerose conferenze settimanali, ha dichiarato: “Le milizie di Tripoli hanno spostato i migranti dalle loro posizioni e hanno ordinato loro di portare armi. Alcuni di loro sono stati anche trasferiti in basi militari intorno alla città per prendere parte ai combattimenti contro l’esercito libico”.

Fuga di alcuni migranti da alcuni centri di detenzione – Foto Facebook della scorsa settimana

“C’è un gran numero di migranti all’interno di siti militari nella città di Tajoura, a est di Tripoli – ha aggiunto il Generale- preoccupati che diventeranno vittime o bersagli dopo essere stati costretti a sostenere le milizie armate. Molti di loro hanno anche riconosciuto che alcuni sono stati vittime della tratta”.

Sempre secondo quanto dichiarato da Al-Mismari, le milizie di Tripoli stanno usando “i rifugi dei migranti come depositi di armi e attrezzature belliche, trasformandole in centri di addestramento per i loro combattenti”.

Milizie di Tripoli

Sempre secondo quanto dichiarato da Al-Mismari, le milizie di Tripoli stanno usando “i rifugi dei migranti come depositi di armi e attrezzature belliche, trasformandole in centri di addestramento per i loro combattenti”.

Ma a quanto dichiarato, le milizie non si fermerebbero a questo, starebbero utilizzando un’ulteriore carta: quella dei migranti come “ricatto economico” nei confronti dell’Europa.

“Le milizie stanno facendo pressioni sull’Europa per ottenere benefici finanziari per impedire ai migranti di raggiungere le coste del Mediterraneo – ha spiegato Al Mismari-. Uno scenario questo, molto simile al ricatto usato dalla Turchia per fare pressione sull’Europa durante la guerra in Siria. Ci sono attualmente circa 6 mila uomini tra rifugiati e migranti nei centri della Libia e tutti sotto il controllo delle milizie di Tripoli”.

Immagine estrapolata dal video dei nuovi militanti di Daesh

“Sono e siamo stupiti dall’atteggiamento della Comunità Internazionale. Comprendo che ci siano interessi in Libia, per le banche, per le aziende che hanno interessi imprenditoriali, ma quale è il vostro obiettivo, uccidere i libici complottando con Al-Qaeda, fino ad eliminare l’ultimo libico? Questo è lo zoom? Le Forze Armate stanno combattendo da settimane una guerra contro questi distruttori di pace… e non smetteremo fino a quando tutte le milizie non saranno debellate.”.

A rendere ancora più preoccupante il quadro dei migranti, che sembrerebbero essere utilizzati come scudi umani dai miliziani e dai jihadisti libici, l’arrivo di nuovi combattenti armati appartenenti alle fila di DAESH nel Sud della Libia.

Ancora una volta Facebook aiuta a comprendere cosa accade e molte foto vengono pubblicate sui social, dimostrano che “l’Organizzazione” nel Paese Nord Africano, è tutt’altro che sconfitta.

Militanti pro Daesh nel deserto libico

Sabato scorso è apparso un video che mostra dozzine di nuovi combattenti armati appartenenti a DAESH, che giurano fedeltà al capo dell’organizzazione Abu Bakr al-Baghdadi, promettendo nuove rappresaglie contro l’Esercito Nazionale Libico e contro tutti coloro che lo appoggiano.

Il video è stato palesemente girato in un’area desertica, probabilmente nella zona a sud della Libia, nel video si intravedono dozzine di membri armati dell’organizzazione.

Dotati di nuovi Pick Up e nuove armi, i militanti dell’IS indossano uniformi militari. Gli uomini, sono guidati da Abu Musab al-Libi, il cui nome reale potrebbe essere Mahmud al-Barasi, fondatore di un’organizzazione a Bengasi.

Uno dei miliziani a capo del nuovo gruppo che ha giurato fedeltà ad Al Baghdadi

Leggendo i vari commenti, viene da pensare che la strategia di indossare divise militari, potrebbe essere dettata da un vecchio trucco, utilizzato negli attacchi dello scorso anno in alcune cittadine libiche come Al Furqa.

Le divise nei vecchi attacchi, avevano indotto gli abitanti delle città depredate, a credere che si avesse a che fare con uomini del LNA.

Nelle stesse città, subito dopo gli attacchi, molti uomini furono uccisi e rapiti. Per alcuni dei sequestrati fu richiesto il ricatto, per rimpinguare le casse dell’organizzazione, mentre per altri la sorte fu più atroce, costretti a lottare e morire tra le file di DAESH.

Lo schieramento durante il nuovo giuramento ad Al Baghdadi

Ciò che colpisce del video è la rinata capacità logistica dell’organizzazione, dove non si nascondono i nuovi mezzi a quattro ruote motrici, armi varie, tra cui mitragliatrici e fucili di “dubbia provenienza”, lancia razzi e tanto altro ancora.

Ricordiamo che a distanza di quasi un mese, dal video di Al Baghdadi, l’esercito era riuscito a liquidare 12 elementi dell’organizzazione nelle montagne di Al-Haruj nella città meridionale di Fuqaha, inferendo un duro colpo all’organizzazione.

Daesh nel deserto libico

Questo ultimo messaggio è stato pubblicato a distanza di due mesi da quello del leader Abu Bakr Al-Baghdadi, che invitava i suoi seguaci a intraprendere una guerra di logoramento contro l’esercito libico. La registrazione arriva in un momento in cui l’ingresso dell’esercito arabo libico starebbe per affrontare il rush finale sulla Capitale Tripoli, quasi a voler sottolineare al LNA che l’organizzazione è tornata ed e pronta ad affrontare nuove lotte.

 

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