Libia, vertice a Sabha con LNA di Haftar. I militari restituiscono la fiducia ai cittadini del Sud. In costruzione un muro con l’Egitto

Di Giusy Criscuolo

Tripoli, Vertice a Sabha, martedì scorso, tra i leader militari del LNA (Lybia National Army), comandato dal Feldmaresciallo Khalifa Haftar ed e i capi delle Tribù del Sud.

All’incontro hanno partecipato il comandante della Sala Operativa Karama, il Maggiore Generale Abdul Salam Al-Hassi ed il comandante della Sala operativa dell’Aeronautica, il Generale Tayyar Mohammed Manfour e molti dei dignitari e capi Tribù della parte meridionale del Paese.

L’incontro che si è concentrato sugli ultimi sviluppi dell’operazione militare lanciata dall’Esercito Nazionale nel Sud, il 15 gennaio scorso, ha portato al raggiungimento di un importante traguardo, quello dell’appoggio di tutte le tribù meridionale all’Operazione “Karama” ed ai suoi militari.

Gli uomini dell’Esercito, in questo momento, hanno l’obiettivo di perseguire i gruppi terroristici nella regione, eliminare i crimini che si sono diffusi di recente e garantire i confini, fermando i flussi migratori illegali.

Ricordiamo che un paio di giorni fa, l’Esercito di Haftar, ha battezzato l’Operazione provocando la morte di tre eminenti terroristi che si erano rintanati in varie zone del Sud: Abu Talha al-Libi, Mahdi Dengu e Mahdi Abdullah Dasouki.

Il sostegno dei Dignitari alle Forze Armate nel Sud

Alla fine dell’incontro i residenti del nuovo distretto di Sabha, hanno espresso pubblicamente il loro pieno sostegno alle Forze Armate del Feldmaresciallo: “Stiamo con loro in questo processo volto a stabilire la sicurezza e la stabilità in tutte le aree del Sud.”.

L’impegno, la devozione e il mantenimento della parola, verso il popolo che abita il versante meridionale del Paese nord africano, stanno ridando fiducia agli abitanti del distretto meridionale, i quali, subito dopo i primi grandi successi, iniziano a vedere una possibilità di uscita dalla situazione di crisi per la loro sicurezza..

A dare conferma, dell’appoggio dato al Libya National Army arriva anche la richiesta del Consiglio degli anziani delle tribù Zintan, i quali vedono come unica soluzione, a ciò che sta accadendo a Tripoli, l’estensione del controllo dell’Esercito Nazionale sul territorio di Tripoli e sull’Ovest libico.

Il Consiglio ha sottolineato, come tutte le parti, che hanno partecipato ai conflitti e agli scontri, abbiano fatto male i conti pensando di affibbiare alle tribù di Zintan la causa degli stessi. “Chi pensa di trascinare le tribù di Zintan a partecipare agli scontri, si sbaglia. Questi rappresentano solo se stessi e non hanno alcuna relazione con le tribù vicine o lontane. Le quali stanno attualmente lavorando per la riconciliazione”.

Questa dichiarazione mette a tacere le dichiarazioni di Mushri contro l’Esercito Nazionale Libico che lo vorrebbe come entità irregolare nel sud. Il Governo di Al-Wefaq (GNA), guidato da Fayez Al Sarraj, sulla questione sicurezza e di nuovo con le spalle al muro. Aumentano i consensi a favore dell’LNA, che alle parole porta i fatti.

Fayez Al Sarraj

Ma nonostante l’arrivo della maggior parte dei Battaglioni armati nel Sud con i loro convogli nella base di Tamanhant e nonostante il sostegno materiale con attrezzature ed equipaggiamenti provenienti dalle regioni orientali alle Brigate militari ed ai Battaglioni, come sostegno dell’Operazione antiterrorismo nel sud del Paese, vi è il rifiuto di alcuni di questi, nel sostenere il nuovo progetto del Generale Haftar.

Questa forma di contrasto, si avverte ancora di più nella città di Sabha e Merzq. Questo ostruzionismo, potrebbe ostacolare le operazioni di sicurezza e liberazione nelle regioni meridionali di al-Dawash e creare problemi anche nella lotta alle Bande del Ciad che stanno penetrando ogni centimetro del territorio libico.

I più importanti di questi Battaglioni sono quelli sostenuti dal Ministero della Difesa del Governo di Al-Wefaq: l’Ahrar Fazan, la Brigata dei Martiri di Sabha, il 128° Battaglione e la Brigata dei Martiri delle Waw.

Quest’ultimo è considerato uno dei più grandi e potenti Battaglioni che ha il controllo della città di Sabha e delle Brigate Merzq.

Secondo quanto riportato da Ewan Libia, questi Battaglioni, hanno deciso, senza un precedente coordinamento, di non unirsi al Comando Generale delle Forze Armate ed alle loro operazioni nel Sud.

A causa di queste involuzioni, la situazione e la scena della sicurezza potrebbero degenerare in modo pericoloso. Ad ogni causa corrisponde un effetto e l’effetto di questa ingenererebbe una collisione tra questi gruppi armati con le forze dell’Esercito che sono pronte ad entrare in ogni strada e quartiere nella città di Sabha.

Sempre sullo sfondo di queste giornate altamente a rischio, si conferma una notizia che mostra, la situazione nel Paese, sempre più delineata.

A quanto appreso dai media libici, la Libia e l’Egitto hanno accettato di costruire un muro al confine con le due regioni.

In una dichiarazione speciale a Libia News 24, il direttore della sicurezza della città di Tobruk, Faraj al-Shehani, ha spiegato che la Libia e l’Egitto hanno concordato di costruire un muro in un luogo specifico per una lunghezza di mezzo chilometro ed un’altezza di 3 metri. Questo per prevenire infiltrazioni terroristiche, contrabbando e immigrazione clandestina nei due Paesi.

Il Direttore della Sicurezza di Tobrouk, Faraj al-Shehan

“Il muro di sicurezza è un vecchio progetto che è stato sospeso per più di tre anni a causa del mancato pagamento delle quote finanziarie alla società che ha preso in carico l’appalto – ha poi continuato -. Esso si trova tra la nuova dogana libica e quella egiziana. Coprirà una distanza di 500 metri e un’altezza di tre su entrambi i lati.”.

Sempre secondo al Shehani: “L’azienda ha già finito un lato del muro e nei prossimi giorni ci aspettiamo che finisca anche l’altra parte”.

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