L’omaggio del Sottosegretario Tofalo al Sacrario delle Bandiere al Vittoriano

Roma. Il Sacrario delle Bandiere, situato presso il Vittoriano di Piazza Venezia, ha ricevuto la visita del Sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo. Il Sacrario custodisce, dal 1935, le Bandiere di Guerra dei Reparti disciolti di Esercito, Aeronautica, Carabinieri e dei Corpi Armati dello Stato oltre alle Bandiere di Combattimento delle Unità in disarmo della Marina Militare.
Ad accompagnare la visita del Sottosegretario sono stati il Comandante del Raggruppamento Autonomo del Ministero della Difesa, Maggior Generale Gerardo Restaino e il direttore del Sacrario delle Bandiere, Colonnello Giovanni Greco.
Nel corso della visita il Sottosegretario Tofalo ha dichiarato: “Un tesoro fatto di storie, emozioni e simboli di un Paese che dobbiamo riportare al suo massimo splendore”, “Ascoltare i racconti di cui erano intrisi tutti i cimeli conservati nel sacrario mi ha fortemente emozionato e permesso di sentire ancora di più sulla mia pelle la forte responsabilità di assicurare a chi dedica la propria vita alla difesa del Paese le migliori condizioni di lavoro possibili”. La visita al Sacrario fa parte delle attività legate alla delega relativa alla trattazione delle problematiche sulla diffusione della cultura della Difesa e della Sicurezza. “Un luogo intriso dei più alti valori come l’amore per la patria e il coraggio, dove si respira forte il senso di sacrificio e di appartenenza al Paese”, ha concluso Tofalo.

L’interno del Sacrario

Il Sacrario delle Bandiere è da decenni il luogo deputato alla memoria nazionale dei simboli dello Stato e delle sue Forze Armate, celebrate attraverso i momenti salienti dall’Unità in poi. Il luogo è ricco di significati storici: il Sacrario è posto accanto alla tomba del Milite Ignoto ed è un luogo di memoria e commemorazione di tanti soldati italiani che hanno combattuto sotto alle insigne del tricolore.
All’interno delle ampie teche ricavate nelle campate interne del Sacrario le bandiere sono raggruppate secondo le varie appartenenze: Aeronautica, Cavalleria, Genio, Artiglieria, Bersaglieri, Fanteria, Guardia di Finanza e di Pubblica Sicurezza.
Circa duecento tra bandiere, stendardi, labari e cimeli sono presenti due grandi gallerie: sono custodite tra le altre, quelle dei reparti disciolti e circa venti drappi di “Guerra” appartenuti ai reparti prima della conversione da monarchia a Repubblica. In altre cinque teche sono contenuti oggetti recuperati durante azioni di combattimento su diversi teatri di guerra: particolarmente significative sono le bandiere appositamente fatte a pezzi dai militari italiani catturati, in modo da nasconderle e non farle cadere in mano al nemico. Custoditi durante la prigionia, i drappi sono stati riconsegnati a fine guerra una volta rimpatriati i militari catturati. In molti casi i militari apponevano il proprio grado, Nome e Cognome sul brandello di stoffa di cui si erano fatti custodi.

Bandiere italiane dell’epoca pre-repubblicana

Significativo e commovente è lo stendardo del 2° gruppo Carri Veloci San Marco della 2^ divisione Celere Emanuele Filiberto, custodito all’interno di un cofanetto in legno e vetro: sui nomi presenti sui vari pezzi di stoffa spicca “per Franco Sabatucci la Madre” con ogni probabilità custodito e riconsegnato dalla madre del militare Franco Sabatucci dopo la morte del figlio.

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