Mafia, operazione della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza a Milano contro investimenti dei clan al Nord. Colpito un esponente della famiglia dell’Acquasanta di Palermo

Palermo. Operazione antimafia congiunta della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Palermo, in collaborazione con la Divisione Anticrimine della Questura di Milano.

Operazione antimafia della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato

Nel capoluogo lombardo è stato eseguito, oggi, un decreto emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo nei confronti di un palermitano verso il quale, su ulteriore proposta del Questore di Palermo, è stato disposto un sequestro di beni, tra orologi di lusso, gioielli e pietre preziose, per un valore di mercato di oltre 1 milione di euro.

Si tratta della figura di un presunto appartenente a Cosa Nostra, del clan palermitano dell’Acquasanta. L’uomo era già stato condannato definitivamente per associazione per delinquere di stampo mafioso e sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di Milano.

Sulla base della sua pericolosità sociale, mafiosa, sono stati svolti a suo carico e a quello del suo nucleo familiare approfonditi accertamenti patrimoniali, da parte degli agenti della Divisione Anticrimine-Ufficio Misure di Prevenzione della Questura di Palermo.

Queste indagini hanno permesso di evidenziare una notevole sproporzione economica tra i redditi leciti dichiarati e gli investimenti patrimoniali finalizzati all’acquisto dei beni, già oggetto del precedente decreto di sequestro emesso a suo carico ad aprile scorso, anche in quel caso su proposta del Questore di Palermo.

Alla luce di tali accertamenti è stato, infatti, possibile dimostrare come tali beni, sebbene formalmente intestati ad un suo congiunto, fossero in realtà a lui riconducibili ed evidentemente frutto del reimpiego dei proventi derivanti dalla sua attività delittuosa.

Gli ulteriori beni, oggetto del sequestro di oggi, sono stati rinvenuti a seguito delle operazioni di perquisizione e sequestro eseguite dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo presso le abitazioni del presunto boss e dei suoi fratelli nell’ambito dell’operazione cosiddetta “Coffee Break”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo.

Secondo le indagini i beni sequestrati sono parte del compendio aziendale riconducibile all’impresa attiva nel settore della gioielleria di lusso a Milano, nel cosiddetto quadrilatero della moda e già oggetto di un precedente decreto di sequestro.

I beni, secondo l’inchiesta, rischiavano di essere nascosti per sottrarli ad eventuali iniziative di prevenzione patrimoniali.

L’impresa, inoltre, pochi giorni prima del sequestro, era stata colpita anche da un provvedimento interdittivo antimafia disposto dal Prefetto di Milano.

Tutto era stato nascosto all’interno di buste di plastica trasparente o in fogli di carta ripiegati nonché nei tipici espositori da gioielleria, quali i cuscini di velluto.

Alcune alcune marche di orologi rinvenuti coincidevano con quelle delle scatole vuote rinvenute presso i locali della gioielleria.

Inoltre, i due fratelli non sono risultati essere, o essere stato in passato, titolari di un’attività commerciali di vendita, di produzione o di riparazione di preziosi.

In particolare, tra i beni sequestrati, figurano numerosi orologi di lusso, molti dei quali in oro e incastonati con pietre preziose,.

Tra di essi, uno in particolare del valore stimato di circa 150 mila euro. A finire sotto sequestro, inoltre, banconote di vario taglio, per un valore totale di 5.500 euro, numerosi gioielli (orecchini, collane, bracciali e anelli in materiali e pietre preziosi) e numerose gemme sfuse.

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