Mafia, un nemico nascosto ma sempre in agguato. Domani a Naro commemorato un atto terroristico di Cosa Nostra

Naro (Agrigento). Domani a Naro (Agrigento) verrà commemorato il maresciallo capo dei Carabinieri, Calogero Vaccaro, medaglia d’oro al merito civile alla memoria, in occasione del 54° anniversario dalla sua tragica scomparsa, colpito nel corso di un attentato di stampo mafioso.

Erano i tempi in cui la mafia passava dalla lupara al tritolo e nell’evento persero la vita anche il tenente Mauro Malausa, il maresciallo artigliere Pasquale Nuccio, il soldato artificiere Giorgio Ciacci, il maresciallo di Polizia Silvio Corrao, i carabinieri Marino Fardella ed Eugenio Altomare.

La tomba del maresciallo capo dei Carabinieri ,Calogero Vaccaro

Maresciallo capo della Stazione dei Carabinieri di Roccella, Calogero Vaccaro ricevette  il 31 ottobre 1963 un encomio solenne alla memoria che così lo ricordava: “Comandante di stazione, partecipava in ambiente particolarmente difficile per senso di omertà, a complesse indagini per la identificazione ed arresto degli autori responsabili di omicidi ed atti intimidatori. In seguito all’improvvisa esplosione di un ordigno posto da malfattori all’interno di un’autovettura, cadeva vittima del dovere unitamente ad altri militari”.

A distanza di oltre mezzo secolo, la mafia oggi è davvero sconfitta?

Ne abbiamo parlato con Vincenzo Priolo, esperto per la legalità del Comune di Naro. “La cerimonia di domani – spiega a Report Difesa – è molto importante perché intende ricordare e valorizzare la figura del maresciallo Vaccaro, caduto da eroe nell’adempimento del proprio dovere, il cui sacrifico deve servire a far riflettere, soprattutto, alle nuove generazioni”. È, altrettanto importante sottolineare come la mafia sia “un cancro assoluto da combattere, contro cui non occorre mai abbassare la guardia”.

Per questi motivi dobbiamo farci delle domande:

La mafia è sempre la stessa o è cambiata? È più forte di prima perché non spara o è in disparte in attesa di tempi migliori? Ha mantenuto la sua natura originaria o è diventata solo “finanziaria” ed internazionale? La Cupola c’è ancora? Chi sono i nuovi capi? E che rapporto ha con la politica?
“A 30 anni dall’inizio del maxi processo firmato da Giovanni Falcone e dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio – aggiunge Priolo – cosa è realmente cambiato e chi può spiegare cosa è la mafia oggi? Materia di dibattito fra intelligenze investigative ed esperti di criminalità, il tema unisce o divide, scatena dispute nelle Commissioni Parlamentari e ai più alti livelli nelle Procure distrettuali. I convincimenti sono assai diversi, c’è anche molta incertezza o confusione. Paradossalmente, è argomento trascurato ormai solo da un’Antimafia sociale sempre più intellettualmente apatica e incapace di riconoscere il proprio nemico”.

Si tratta di un nemico invisibile che però esce allo scoperto quando in gioco c’è il denaro e il potere di alcuni business come la droga o le estorsioni.

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