Marina Militare: con il nuovo bando di concorso l’Accademia Navale attende i futuri Professionisti del Mare

di Lia Pasqualina Stani

    “Siate senza macchia e sarete senza paura”: chi varcherà il cancello San Jacopo dell’Accademia Navale di Livorno avrà l’onore di vedere nella sala mensa dell’Istituto questa frase di Paolo Thaon di Revel che promosso a Capitano di Vascello nel 1906 ottenne il comando dell’Accademia, e l’unico nella storia della Marina Militare a ricevere l’ultimo grado di grande ammiraglio. Nel 2019 sono 110 i posti disponibili per accedere alla 1°classe dei corsi normali dell’Accademia Navale come da bando di concorso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (4^ Serie Speciale numero 102 del 28.12.2018), con scadenza il prossimo 28 gennaio, per consentire a molti ragazze e ragazzi di fare ingresso nell’Accademia del Mare.

 

Sala Mensa in Accademia Navale

 

La missione dello storico e prestigioso Istituto di formazione è quella di selezionare, istruire e educare i giovani allievi affinché assimilino i più alti valori morali ed i principi etici fondanti della Forza Armata.

Doti che arricchiscono la formazione universitaria e professionale degli allievi; elementi essenziali per gli uomini e le donne di mare al servizio del Paese, che garantiscono il successo nelle sfide moderne guidando i propri uomini con l’esempio nell’alveo delle più alte tradizioni della Marina Militare.

Campagna Arruolamento #IlTuoFuturoèilMare

Lo slogan della campagna per l’arruolamento è #IlTuoFuturoèilMare: come ogni anno molti giovani partecipano al bando di concorso per muovere il primo passo verso la realizzazione di un sogno sempre più ricorrente e oltretutto tra i più ambiti: intraprendere la carriera militare per diventare Ufficiale della Marina Militare. Questo significa lavorare in un ambiente ad alta specializzazione dove ogni persona è un elemento imprescindibile di un ingranaggio perfetto, significa viaggiare, raggiungere mete lontane e luoghi unici, lavorando al fianco di organizzazioni impegnate in missioni sociali e umanitarie, oppure essere impegnati con militari di altri paesi con cui condividere obiettivi ed esperienze. Questa scelta non significa solamente cogliere una delle più ambiziose opportunità lavorative, ma significa assumersi delle precise responsabilità, mettersi al servizio degli altri e decidere per il proprio futuro.

Capitano di Corvetta Rino Gentile, Comandante alla 1^Classe per l’anno accademico 2018/ 19 presso l’Accademia Navale

Per i tanti giovani che scelgono la “via” del mare e vogliono avere informazioni concrete e validi consigli, in esclusiva lo abbiamo chiesto al Capitano di Corvetta Rino Gentile, Comandante alla 1°Classe dell’Accademia Navale di Livorno. Dopo la maturità scientifica presso la Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia, consegue la laurea Magistrale in Scienze Marittime e Navali in Accademia Navale. Specializzandosi in Telecomunicazioni, Radar e Guerra Elettronica inizia la sua concreta esperienza a bordo di Nave Garibaldi. Come Ufficiale alla Pubblica Informazione ed Aiutante di bandiera del Comandante della TF 448 partecipa all’Operazione UNIFIL in Libano quale ACOS N6. A bordo di nave Euro, nell’aprile 2011, prende parte all’Operazione Unified Protector e nel giugno 2012 a bordo della portaerei Cavour, promosso Tenente di Vascello, è Capo Componente Guerra Elettronica. Prende parte successivamente sia all’Operazione NATO Ocean Shield per il contrasto alla pirateria marittima nell’Oceano Indiano, a numerose esercitazioni nazionali, di caolizione ed alla Campagna del 30°Gruppo Navale “Il Sistema Paese in Movimento” e alla missione dell’Unione Europea EUNAVFORMED Operazione Sophia. Ha assunto inoltre il Comando di nave Driade partecipando all’Operazione Mare Sicuro, VI.PE e Acquario. È nel mese di luglio 2018 che promosso Capitano di Corvetta, viene designato come Comandante alla 1^Classe per l’anno accademico 2018/2019 presso l’Accademia Navale.

Il Capitano di Corvetta Gentile è un concreto esempio – come tutti gli uomini e le donne che lavorano in Marina Militare – di un prestigioso Professionista del Mare che dopo la formazione, specializzandosi ha raggiunto notevoli traguardi professionali e non solo. Chi avrà l’opportunità di partecipare al concorso in atto e arrivare in Accademia Navale avrà anche e non solo, come guida un eccellente mentore come il Capitano di Corvetta Gentile.

 

Quali sbocchi professionali fornisce l’Accademia Navale e quali iter di studi si possono conseguire?

Scegliere di entrare a far parte della Marina Militare, significa innanzitutto scegliere di dedicare sé stessi ad un percorso accademico che oltre la dimensione intellettuale, dà impulso a quella caratteriale, fisica e comportamentale, interiorizzando il valore del gioco di squadra, dello spirito di equipaggio, ed il senso di responsabilità individuale e collettiva, per diventare i protagonisti e gli artefici del futuro della Marina e del Paese.

Un vero e proprio investimento su sé stessi per diventare un “professionista del mare” e mollare gli ormeggi per una “navigazione senza orizzonti” con possibilità di essere impiegati a bordo delle navi di superficie oppure quali sommergibilisti, anfibi, incursori, idrografi, ingegneri, subacquei, piloti di aeromobili, medici, commissari, capitani di porto e tanto altro, per essere, prima di tutto, Marinai.

Alexander Pope, poeta inglese, ha detto “Il mare unisce i Paesi che separa”, essere marinai infatti significa viaggiare in tutto il mondo, raggiungere mete lontane e luoghi unici, lavorando al fianco di organizzazioni impegnate in missioni sociali e umanitarie, oppure in cooperazione con militari di altri paesi con cui condividere obiettivi ed esperienze, lasciando un segno nella storia.

Per intraprendere questa entusiasmante esperienza, l’Accademia Navale di Livorno offre sette corsi di laurea. Un’opportunità formativa unica per ragazzi e ragazze a cui saranno assegnati compiti di comando.

L’iter accademico degli allievi dei Corsi Normali, che comprende indispensabili insegnamenti a carattere professionale e tecnico scientifico, prevede al termine del ciclo di studi il conseguimento dei seguenti titoli:

  • Corpo dello Stato Maggiore: laurea magistrale in “Scienze Marittime e Navali” facente parte della classe di lauree in “Scienze della Difesa e della Sicurezza”;
  • Corpo del Genio della Marina:

o   Specialità Genio Navale: laurea in Ingegneria Navale e successivamente il conseguimento presso le università convenzionate della Laurea Magistrale in Ingegneria Navale;

o   Specialità Infrastrutture: laurea in Ingegneria Navale e successivamente il conseguimento presso le università convenzionate della Laurea Magistrale in Ingegneria Civile e Ambientale;

o   Specialità Armi Navali: laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni e, successivamente, il conseguimento, presso l’Università di Pisa, della laurea magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni;

–  Corpo di Commissariato: laurea magistrale in Giurisprudenza;

– Corpo delle Capitanerie di Porto: laurea magistrale in “Scienze del Governo e dell’Amministrazione del Mare”, facente parte della classe di lauree in “Scienze della Difesa e della Sicurezza”;

– Corpo Sanitario: laurea magistrale in “Medicina e Chirurgia”.

Per ulteriori dettagli sulla Marina Militare, sull’Accademia Navale e sul concorso, invito tutti a visitare il sito Istituzionale www.marina.difesa.it all’interno della sezione dedicata al “Concorso Accademia Navale 2019”.

Accademia Navale di Livorno

 

La Marina Militare investe nella formazione dei giovani per farli diventare dei “professionisti del mare”. Quali responsabilità attendono gli allievi, nel loro futuro oltre l’orizzonte dell’Accademia, quando diventeranno degli Ufficiali della Marina Militare al servizio del Paese?

Una volta lasciata l’Accademia, facendo leva sulle numerose esperienze maturate sia in campo tecnico professionale ma anche, e soprattutto, in campo umano ed etico-morale, i giovani Ufficiali raggiungeranno i diversi Comandi ed Enti della Marina, a bordo delle Unità Navali ed a terra e, quale che sia il Corpo e la Specialità di appartenenza, saranno posti sin da subito al comando di piccoli nuclei di uomini e donne. Col passare degli anni, dopo aver vissuto le innumerevoli e straordinarie esperienze che la vita sul mare e per il mare sa regalare, i Nuclei diventeranno Componenti, Reparti, Comandi. Un percorso incentrato sull’elemento umano, vero ed unico cardine della Marina. Dalle loro azioni, dal loro impegno e, soprattutto, dal loro esempio, dipenderà la qualità del servizio fornito al Paese. Potranno operare in un ambiente ad alta specializzazione dove ogni persona è un elemento imprescindibile di un ingranaggio perfetto, una grande famiglia dai solidi valori istituzionali; una squadra dinamica e pronta al cambiamento e alla sfida.

All’ufficiale di Marina sono assegnati compiti di comando, direzione, indirizzo, coordinamento e controllo degli uomini e mezzi assegnati. Egli è un professionista chiamato a decidere. Le sue decisioni coinvolgono la vita dei dipendenti, in qualche caso della nazione. Dall’Accademia si esce professionisti del mare, pronti a percorrere con passi sicuri una prestigiosa carriera.

Cosa consiglia ai giovani che vogliono intraprendere la carriera di Ufficiale della Marina Militare?

Ai giovani dai 17 ai 22 anni che stanno pensando di intraprendere la carriera di Ufficiale della Marina Militare, vorrei che giungesse una testimonianza: lo scorso luglio, durante il concorso di ammissione all’attuale Prima Classe, ho visto giovani ragazzi e ragazze attraversare il cancello verde dell’Accademia Navale con gli occhi pieni di entusiasmo e l’intima convinzione di voler prendere tra le mani il proprio futuro. Li ho visti camminare ordinati sul “Viale dei Pini”, il viale d’ingresso dell’Accademia, passando in mezzo ai busti delle Medaglie d’oro al Valor Militare della Marina e, inconsciamente, prendere da loro il testimone. Giorno dopo giorno, li ho visti affrontare con coraggio, dedizione e straordinaria passione le numerose sfide che la vita in Accademia gli ha posto e gli pone innanzi, superando con quotidiano impegno i propri limiti in campo sportivo, militare e didattico, cadendo e rialzandosi insieme, imparando il valore del gruppo, il senso di Equipaggio che ti fa sentire unico ma mai solo.

Oggi sono ragazzi e ragazze diversi, cresciuti, nei loro occhi l’entusiasmo per i traguardi raggiunti e per quelli ancora da raggiungere, la Campagna Addestrativa sulla nave scuola Amerigo Vespucci su tutti, il loro primo imbarco per poi coronare il sogno di essere Ufficiali della Marina Militare.

Apertura delle vele sui pennoni di Nave Amerigo Vespucci

La Marina Militare, dunque, rappresenta una straordinaria opportunità di investimento personale per i giovani di oggi, che hanno l’opportunità di diventare “veri professionisti del mare” che con passione, entusiasmo, competenza, preparazione e senso del dovere e con forte vocazione serviranno il proprio Paese al servizio della collettività.

L’Accademia Navale è una “palestra di vita marinara”, da 137 anni rafforza il legame tra Uomo-Mare-Valori-Futuro. Tutti gli Ufficiali di Marina sono stati formati in questo Istituto che si caratterizza per la capacità di coniugare tradizione ed innovazione nella formazione dei Comandanti di domani. L’importanza del mare per il nostro Paese, rende la professione dell’Ufficiale di Marina sempre più proiettata verso il futuro, e implica costante aggiornamento, alte capacità e grande senso di responsabilità.

Per conoscere meglio la realtà dell’Accademia Navale, nei giorni 19 e 26 gennaio l’Istituto aprirà le porte ai visitatori che potranno così scoprire le varie attività svolte dagli allievi. Vicino alla porta d’accesso è anche posizionato l’emblema dell’Accademia, la campana che non poteva mai mancare sulla prua delle navi per le segnalazioni in caso di scarsa visibilità.

Chi frequenterà l’Accademia Navale vivrà l’emozione senza dubbio più bella: l’Alfredo Cappellini, il veliero con due alberi che troneggia di fronte al mare. Un vero brigantino interrato nel cortile, proprio di fronte all’Isola di Gorgona, per permettere agli allievi di esercitarsi con le bracciate e nelle manovre delle vele come se fossero in mare.

 

(Foto Marina Militare)

 

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