Marina Militare, una docuserie su History per raccontare l’Italia attraverso la sua storia navale

Di Maria Enrica Rubino

Roma. Raccontare l’Italia, la sua cultura, il suo popolo anche attraverso la storia navale del Paese.

‘L’Italia delle navi’ racconta 140 anni di storia navale italiana, facendo riviverne i luoghi e i momenti più salienti, come la storia della corazzata “Roma” affondata al largo della Sardegna nel 1943. E non solo. Nella docuserie TV di History, prodotta da Stand by me in collaborazione con la Marina Militare e Ferrovie dello Stato (rappresentata in conferenza da Luigi Cantamessa), Beppe Severgnini e Raffaele Di Placido condurranno i telespettatori in un viaggio a bordo di alcuni dei mezzi navali italiani più prestigiosi.

La conferenza stampa di presentazione de ‘L’Italia delle Navi’ nella biblioteca di Palazzo Marina

“La nave è storicamente un elemento emblematico nella storia dei popoli, fondamentale quale elemento di collegamento anche in termini di diplomazia navale per creare relazioni commerciali e diplomatiche”. Lo ha ricordato l’Ammiraglio di Squadra, Aurelio De Carolis, Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare intervenuto in apertura della conferenza stampa di presentazione della docuserie, ieri a Palazzo Marina.

“L’Italia delle navi”, che andrà in onda in esclusiva dal 27 gennaio sul canale 407 di Sky, aprirà la prima puntata con la nave più anziana della Marina Militare italiana in servizio: la nave scuola Amerigo Vespucci, varata nel 1931. “La formazione del personale a bordo del Vespucci è quella dei marinai di sempre” ha spiegato in conferenza stampa il Capitano di Fregata, Marco Sciarretta, responsabile della sezione musei dell’Ufficio storico della Marina Militare. “Ad esempio – ha proseguito Sciarretta – entrare in contatto con il vento lavorando sui pennoni del Vespucci, quindi affrontando un tipo di navigazione completamente diverso da ciò che viene fatto con una nave più moderna. Durante la navigazione e, quindi, la formazione sul Vespucci viene insegnato a navigare senza l’utilizzo di strumenti elettronici moderni. Di qui ne deriva ciò che differenzia la navigazione tipica italiana da quella di altri Paesi, tra cui, ad esempio, la sicurezza con cui operano le unità della Marina e le procedure che vengono applicate nella formazione del personale anche di altre marine”.

Simona Ercolani, Ceo e Direttore creativo di Stand by me ha definito “una grande esperienza” il lavoro di produzione della docuserie, girato su undici navi e in undici regioni, “perché ci ha permesso di vivere un grande viaggio tra lavori e passioni straordinarie, come lo è stato parlare con i lavoratori di Fincantieri, durante la visita dei cantieri di Monfalcone” ha spiegato.

Il progetto è una continuazione de ‘L’Italia dei treni’, la docuserie di History che illustrava il ruolo giocato dallo sviluppo dei treni nella storia nostrana. A parlarne è Simone D’Amelio Bonelli,  Director Content di A-E Networks Italia History. “La storia delle navi è una sorta di continuità con la storia dei treni, in particolare per quel che riguarda il cambiamento delle città, dal punto di vista territoriale e culturale. In tal senso, treni e navi rappresentano un ‘fil rouge’ lineare”.

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