Messina, Operazione dei Carabinieri dei ROS e del Comando provinciale contro Cosa Nostra catanese

Messina. I Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) con il supporto del Comando Provinciale  di Messina, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice delle indagini preliminari di Messina che colpisce assetti societari e beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa otto milioni di euro.

Operazione dei Carabinieri dei ROS di Messina contro Cosa Nostra catanese

Il provvedimento è stato notificato a tre persone, tutte raggiunte, nel luglio scorso, da un’ordinanza di custodia cautelare cd. BETA che aveva coinvolto un’altra trentina di persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione e concorso esterno in associazione di tipo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, turbata libertà degli incanti, esercizio abusivo dell’attività di giochi e scommesse, riciclaggio, reati in materia di armi ed altro.

Dalle indagini del ROS messinese sono emersi una serie di indizi molto gravi, relativi all’operatività, mai documentata in precedenza, nel capoluogo peloritano di una cellula di Cosa Nostra catanese, diretta emanazione della più nota famiglia mafiosa dei Santapaola e sovraordinata rispetto ai clan che tradizionalmente operano nei quartieri cittadini.

Al vertice del sodalizio, la figura di Vincenzo Romeo che, hanno scoperto i Carabinieri, operava sotto la supervisione del padre, Francesco (cognato di Benedetto Santapaola detto Nitto) e con la collaborazione dei fratelli, Pasquale, Benedetto e Gianluca.

L’attività investigativa aveva tracciato l’esistenza di un’entità criminale ancorata alle tradizioni mafiose ma, al tempo stesso, capace di relazionarsi proficuamente con professionisti locali ed esponenti della amministrazioni locali, proiettando i propri interessi in diversi settori dell’imprenditoria, che aveva pesantemente infiltrato e finanziato.

Il sequestro ha rappresentato il naturale sviluppo di quell’attività investigativa, di cui richiama nella sostanza il compendio indiziario, con particolare riferimento all’appartenenza degli indagati a Cosa Nostra ed a numerosi episodi di trasferimento fraudolento delle quote societarie per sottrarle ad eventuali misure di prevenzione patrimoniali.

Sono state così colpite imprese attive nei settori di maggiore interesse del sodalizio criminale, controllate – totalmente o pro quota, dagli indagati, attraverso compiacenti “prestanome”. 

Si tratta di sette società del settore immobiliare e dei lavori edili in genere, alcune delle quali interessate a rilevanti interventi di edilizia abitativa, pubblica e privata, a Messina e due società del settore degli apparecchi da intrattenimento, su cui si stanno concentrando gli interessi delle organizzazioni criminali a livello nazionale.

Sono state, infine, sequestrate, tre autovetture, tre immobili a Messina e 17 conti correnti. Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta a circa 8 milioni di euro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore