Migranti, domenica vertice sull’emergenza. Mentre Macron accusa l’Italia di populismo

Di Pierpaolo Piras

Berlino. Solo il pensarlo un anno fa, sarebbe stato da visionari. Oggi è, invece, una realtà. La forte iniziativa politica effettuata dal Governo Conte ha realizzato quanto sta accadendo.

La Cancelliera tedesca Angela Merkel ha convocato, di sua iniziativa, una riunione di “emergenza” sui migranti.

La Cancelliera Angela Merkel

Si incontreranno dieci capi di Stato con l’obiettivo, già dichiarato mercoledì scorso, di ridurre al massimo la “migrazione illegale” verso l’Europa e limitare la circolazione dei richiedenti asilo in tutto il continente europeo.

Oltre alla Merkel saranno presenti i suoi omologhi di Francia, Spagna, Italia, Grecia, Spagna, Malta, Bulgaria, Belgio e Paesi Bassi per elaborare un programma di interventi sul problema dei migranti e capace di creare effetti destabilizzanti su alcuni dei loro Governi.

Parliamo di Stati che fino a qualche mese fa, trattavano l’argomento con spocchia e noncuranza.

La Polonia, l’Ungheria e la Repubblica ceca, respingono nettamente qualsivoglia programma di condivisione di tale programma e pertanto non parteciperanno alla riunione di domenica.

Nella bozza di dichiarazione congiunta per la riunione sono riportati gli elementi chiave del dibattito che dovrebbe dare il via ad un ampia e soprattutto condivisa soluzione sull’immigrazione. La Merkel ci spera grandemente perché riuscirebbe a placare le ire di Horst Seehofer, influente ministro degli Interni e capo della CSU (i cristiano-sociali), il partito conservatore bavarese della “Grande Coalizione” .

Questi gli elementi chiave in discussione:

– Non verranno adottate “misure unilaterali e non coordinate” sulla migrazione

– Per ridurre gli arrivi, verrà speso di più per rafforzare le frontiere esterne del blocco europeo, anche costituendo una forza di guardia costiera di 10 mila uomini entro il 2020

– Perseguendo lo stesso fine, si intensificheranno i rapporti con Paesi come Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Niger e Tunisia

– Verrà maggiormente addestrata la guardia costiera libica ed offerto più sostegno, finanziario e non, a Paesi in prima linea come l’Italia e la Grecia.

– Più protezione e capacità di accoglienza al di fuori dell’Unione europea per rifugiati e migranti

– Verranno offerti benefici sociali e di assistenza sociale solo ai richiedenti asilo che soggiornano nel Paese dell’UE che sta gestendo il loro caso.

Queste le principali istanze della proposta per domenica a Bruxelles. Ma la via appare accidentata. Un’ulteriore pietra d’inciampo è la grave dichiarazione di Emmanuel Macron che in preda ad un’evidente difficoltà a trattenere i propri istinti, definisce i “populismi” come una “lebbra” che si diffonde maleficamente in Europa.

Il chiaro riferimento è verso l’Italia, ma non solo, bisogna comprenderlo, in Francia l’unica forte opposizione capace di imbarazzarlo è data dal Fronte Nazionale dell’amica di Salvini, Marine Le Pen.

Marine Le Pen

Populista anch’essa? Assolutamente no, presso i nostri “cugini” d’oltralpe solo gli italiani meritano questa qualifica.

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