Migranti illegali, memorandum Italia-Libia

Migranti sbarcano a Napoli.

Roma. Otto articoli per definire la nuova strategia di intervento nella lotta al traffico di uomini. Il Governo italiano con Paolo Gentiloni e quello di riconciliazione nazionale dello Stato di Libia Fayez Mustafa Serraj hanno sottoscritto, il 2 febbraio, un memorandum che avrà valore per tre anni – e potrà essere rinnovato tacitamente rinnovato alla scadenza per un periodo equivalente, salvo notifica per iscritto di una delle due parti contraenti, almeno tre mesi prima della scadenza del periodo di validità- con il quale si impegnano “ad avviare iniziative di cooperazione in conformità con i programmi e le attività adottati dal Consiglio presidenziale e dal Governo di accordo nazionale dello Stato della Libia, con riferimento al sostegno alle istituzioni di sicurezza e militari al fine di arginare i flussi di migranti illegali e affrontare le conseguenze da essi derivanti, in sintonia con quanto previsto dal trattato di amicizia, partenariato e cooperazione sottoscritto tra i due Paesi e dagli accordi e memorandum d’intesa sottoscritti”.

L’Italia sosterrà e finanzierà i programmi di crescita nelle zone libiche dove l’immigrazione illegale è più ampia. Il nostro Paese interverrà anche dal punto di vista intervenendo su: energie rinnovabili, infrastrutture, sanità, trasporti, sviluppo delle risorse umane, insegnamento, formazione del personale e ricerca scientifica. L’Italia fornirà poi supporto tecnico e tecnologico agli organismi libici incaricati della lotta contro l’immigrazione clandestina e che sono rappresentati dalla guardia di frontiera e dalla guardia costiera del Ministero della Difesa, dagli organi e dai Dipartimenti competenti presso il Ministero dell’Interno.

Un gruppo di migranti su una nave della Marina Militare.

Italia e Libia lavoreranno congiuntamente sul completamento del sistema di controllo dei confini terrestri del sud del Paese nord africano, sull’adeguamento e sul finanziamento dei centri di accoglienza già attivi nel rispetto delle norme, usufruendo di finanziamenti disponibili da parte italiana e di finanziamenti dell’Unione europea.

L’Italia, inoltre, contribuirà, attraverso la fornitura di medicinali e di attrezzature mediche per i centri sanitari di accoglienza, a soddisfare le esigenze di assistenza sanitaria dei migranti illegali, per il trattamento delle malattie trasmissibili e croniche gravi.

 

Migranti su una nave della Marina militare pronti a sbarcare.

Un altro elemento importante del memorandum è relativo alla formazione del personale libico all’interno dei centri di accoglienza per fare fronte alle condizioni dei migranti illegali, sostenendo i centri di ricerca locali che operano in questo settore, in modo che possano contribuire all’individuazione dei metodi più adeguati per affrontare il fenomeno dell’immigrazione clandestina e la tratta degli esseri umani.

Entro aprile-maggio Italia e Libia dovranno proporre una cooperazione euro-africana più completa e ampia per eliminare le cause dell’immigrazione clandestina. Lo scopo è quello di sostenere i Paesi d’origine dell’immigrazione per attuare progetti strategici di sviluppo, innalzare il livello dei settori di servizi ,migliorando così il tenore di vita e le condizioni sanitarie e contribuire alla riduzione della povertà e della disoccupazione.

Il documento italo-libico prevede anche un sostegno alle organizzazioni internazionali presenti e che operano in Libia nel campo delle migrazioni in modo che possano proseguire negli sforzi mirati anche al rientro dei migranti nei propri Paesi d’origine, compreso il rientro volontario.

Saranno così avviati programmi di sviluppo, attraverso iniziative di job creation adeguate, nelle regioni libiche colpite dai fenomeni dell’immigrazione illegale, traffico di esseri umani e contrabbando, in funzione di “sostituzione del reddito”.

Sui buoni risultati del memorandum vigilerà un comitato misto paritario per individuare le priorità d’azione, identificare strumenti di finanziamento, attuazione e monitoraggio degli impegni assunti.

Migranti sbarcano da una nave di una ONG.

L’Italia, infine, finanzierà le iniziative stabilite nel memorandum o di quelle proposte dal comitato misto senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, rispetto agli stanziamenti già previsti, nonché avvalendosi di fondi disponibili dall’Unione europea, nel rispetto delle leggi in vigore nei due Paesi.

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