Migranti, la Spagna e la Grecia contro il vertice di Malta. Chiedono una risposta unica per il Mediterraneo

Di Pierpaolo Piras

La Valletta. E’ iniziato male e finito peggio , l’incontro dei ministri degli Interni di Italia, Francia, Germania e Malta, avvenuto in questi ultimi giorni a La Valletta, sotto la mediazione del finlandese Antti Juhani Rinne, in qualità di presidente dell’Unione Europea e la partecipazione di Dimitri Avramopulos, Commissario Europeo per le Migrazioni.

Il tema dei migrarnti divide i Paesi della Ue

Più che un “accordo”, si tratta di un’intesa di base fra quattro ministri degli Interni (non fra capi di Stato) divulgato solo in parte, senza spiegare le motivazioni di tanta cripticità.

L’8 ottobre prossimo l’intero testo diventerà operativo solo se verrà approvato, a Lussemburgo, dai 27 Paesi dell’Unione Europea, buona parte dei quali da sempre contrari all’accoglienza e alla redistribuzione.

L’inizio del vertice è stato decisamente sgradevole per la violazione di quel certo “savoir faire”, sempre indispensabile nei rapporti internazionali.

Al di là della prosopopea che sempre accompagna i meeting internazionali e le dichiarazioni di comodo, lo strappo è emerso comunque con la Spagna e la Grecia che non sono state invitate.

La prima è stata assente in quanto accusata di non aver inviato alcun documento propositivo sul problema dei migranti.

Madrid, invece, si era già espressa con chiarezza sottolineando il suo rifiuto di considerare il soccorso limitato all’area del Mediterraneo centrale anziché contemplarlo per intero.

Fonti governative iberiche affermano che “la Spagna non è contraria alle tasse di distribuzione dei migranti purché sia contemplato l’intero Mediterraneo” e aggiungono che “non puoi dividere il Mediterraneo oppure offrire solidarietà solo a quelli salvati dalle navi delle ONG. Non possiamo differenziare i migranti”.

Sfuggono le ragioni per le quali a Malta siano state trascurate argomentazioni e dati di fatto così validi e ragionevoli .

Le denunce greco-spagnole derivano dalla maggiore pressione migratoria che, da anni, subiscono rispetto all’Italia.

Secondo i dati dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, del totale dei 57.800 arrivi approdati per via marittima, dai primi di gennaio, 41.940 sono giunti in Grecia, 19.782 in Spagna, laddove in Italia ne sono arrivati 6.844 e 1.585 a Malta.

Sono dati che, al di là di certe retoriche incendiarie, testimoniano il maggior traffico migratorio verso la Spagna e Grecia piuttosto che verso il nostro Paese.

E’ questa la ragione per la quale il ministro degli Interni spagnolo, Fernando Marlaska, circa una settimana fa in Roma, ha argomentato con fermezza l’indisponibilità di Madrid ad accettare una o più soluzioni che riguardino solo l’Italia e Malta.

“La risposta dell’Unione europea deve essere unica e questo riguarda l’intero Mediterraneo”, ha detto.

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