Migranti l’Europa cerca soluzioni ma l’Ungheria usa il pugno duro

Di Vincenzo Priolo

RomaOggi l’Italia si sveglia stupita per le “nuove normative” dell’Ungheria sui migranti. Questo è trapelato alla Farnesina dopo l’incontro del ministro degli Esteri Angelino Alfano con il collega ungherese Peter Szjjarto, riferendosi alla nuova legge sulla detenzione dei richiedenti asilo.

Solo pochissimi giorni fa, per l’esattezza domenica scorsa, sono approdati nelle coste siciliane complessivamente 1.264 migranti arrivati in Sicilia su tre navi: 515 a Pozzallo su nave Acquarius, 505 a Catania su nave Siem Pilot, a bordo anche il cadavere di un giovane morto per cause naturali, e 246 a Messina su nave Fiorillo.

Intanto, continuano i salvataggi nel Mar Mediterraneo da parte di tutta la flotta europea e la situazione non tende a diminuire, anzi, con il bel tempo e con l’avvicinarsi della primavera la situazione sbarchi potrebbe aumentare notevolmente.

Continuano gli sbarchi di migranti in Sicilia.

Anche il ministro dell’Interno, Marco Minniti durante un’intervista ha affermato che per salvare l’unità europea e la stabilità delle nostre democrazie occorre un summit a Roma tra partner europei, con Italia, Germania e Francia in prima fila, assieme ai Paesi del Nord Africa per gestire la crisi dei migranti con centri di selezione e controllo, coerentemente con gli accordi raggiunti con il governo libico di Fayez Sarraj.

Il ministro ha ricordato anche i numeri: l’anno scorso sono approdati in Italia 181.283 migranti, quasi tutti dalla Libia anche se quasi nessuno è libico e, nei primi mesi del 2017 ammontano già a 15.760. Secondo le prime stime, in maggioranza sono arrivati perché spinti a migliorare le loro condizioni economiche. Chi scappa dalla guerra e dalla fame ha il diritto d’asilo. Gli altri vanno rimpatriati.

“Non voglio muri – aggiunge Minniti – non si possono respingere e trattare da criminali i minori non accompagnati ma non è assolutamente possibile continuare a ricevere chiunque sbarchi illegalmente sulle nostre coste senza imporre alcun criterio di accoglienza. La prima prerogativa della sovranità è quella del controllo dei propri confini”.

Il ministro degli Interni Marco Minnti: “Nei primi mesi del 2017 già 15.760 sbarchi”.

L’accordo con il premier libico Al Sarraj per monitorare le coste libiche pare non abbia ancora dato i suoi frutti, ma il Ministro ricorda ancora una volta, che la Germania è stata centrale nell’accordo dell’Europa con la Turchia sui migranti, così può fare l’Italia con la Libia, al fine di stabilizzarla e rilanciare il nostro paese come pedina centrale dell’Europa nel Mediterraneo.

Per molti esperti però quest’Europa è senz’anima e pertanto non è degna di vivere, Al pari della NATO, questa Unione europea ha da tempo esaurito la sua funzione dando ragione ai partiti populisti europei.

 

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