Migrazioni e crisi siriana: responsabilità esclusive di alcuni Paesi occidentali

Di Alexandre Berthier

Roma. I venti di guerra, che spirano violenti in queste ore dalle sponde dell’Atlantico a quelle del Mediterraneo e del Mar Nero, ripetono rituali assurdi, inutilmente e tristemente noti. E così, l’escalation militare sulla Siria vede in lizza al solito gli Stati Uniti, il cui presidente minaccia che “pagheranno un caro prezzo”, e la Russia di Putin che di rimando fa sapere che “se interverranno reagiremo”. Ma Trump anche questa volta mette in gioco la sua credibilità personale e quella del suo Paese, di quel “vecchio Sam” che – è chiaro a tutti – non è più quello di una volta. Stavolta, comunque, la crisi appare proprio grave e ci riporta a quell’incubo che fu la “crisi di Cuba”, con l’inizio della “guerra fredda”, e configura certamente una situazione di gravissimo pericolo per la pace mondiale: una situazione che pone con evidenza lapalissiana il grado di spregiudicatezza degli Stati Uniti e della Francia, in primis, ma anche del Regno Unito. Paesi chiaramente sprezzanti delle decisioni dell’ONU, quando non sono di loro gradimento! A questi tre protagonisti – responsabili assoluti ed esclusivi dei dissesti seguiti alle “primavere arabe”, con la conseguente esplosione e cinica agevolazione del massiccio fenomeno migratorio, che ha colpito l’Unione Europea dal fronte sud e da est – si associano poi, a diverso titolo e con diversi interessi economici, ma anche religiosi, l’Iran, l’Arabia Saudita, la Turchia, Israele, il popolo Curdo, la Germania, ecc. oltre, ovviamente, alla Russia che, con gli Stati Uniti, rimane però l’unico serio interlocutore con cui l’Occidente deve fare i conti.

Civili tra le macerie di una città siriana devastata dalla guerra.

Un interlocutore che, a differenza degli USA, ha un capo il cui potere appare pieno, solido e ben sperimentato, cosa che non si può dire per l’antagonista Donald Trump. Ovviamente, fatte queste premesse, è da immaginare che né Trump né Putin pensino minimamente di scatenare una terza guerra mondiale –che non possono permettersi neppure loro – e che, in caso di reale intervento, USA e Russia si guarderebbero bene dal coinvolgere direttamente i propri schieramenti sul campo. Tutto si ridurrebbe, come già avvenuto più volte, nel colpire solo obiettivi secondari.

Queste premesse costringono a trarre una sola conclusione: il peggior nemico dell’Occidente è l’ Occidente stesso! E nel mondo occidentale recenti politiche scellerate sono state poste in essere proprio da paesi che presuppongono, con ben nota arroganza illimitata, una loro asserita supremazia politica, economica e militare e non nascoste ambizioni neo-colonialiste. Colpe gravissime sono, pertanto, da attribuire innanzi tutto a Francia e Gran Bretagna, spalleggiate dagli USA, ma anche alla NATO, sempre più inadeguata e pure anacronistica, che da tempo viene usata per finalità assolutamente diverse da quelle per cui è costituita. Stando così le cose, così come l’ONU, anche la NATO ormai ha fatto il suo tempo!

 

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