Mogherini al Pais: “Stati Uniti una volta erano un alleato naturale”

Bruxelles. La presidenza Usa porta una certa inquietudine nella diplomazia europea. A leggere l’intervista che la capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, ha rilasciato al quotidiano spagnolo “El Pais” ed altri del Gruppo iberico Lena.

La responsabile della politica estera europea, Federica Mogherini

“Quello che mi preoccupa – dice illustrando i motivi del suo viaggio negli Stati Uniti – è lo stato della società americana. Non ho mai visto gli Stati Uniti tanto polarizzato e conflittuale. Sono preoccupata perchè è un fattore destabilizzante per il mondo. In questo momento vedo più divisioni nelle istituzioni americane che in quelle europee”.

“Entriamo – aggiunge – in una fase differente, più pragmatica e meno automatica. Negli ultini anni gli Stati Uniti erano un alleato naturale. Ora di dovrà guardare dossier per dossier. Se i nostri non coincidono non sarà un dramma”.

Bruxelles, dunque, esplora nuove strade davanti al maggiore isolazionismo statunitense. La stessa America latina è considerata strategica per l’Unione europea, oltre che necessaria per le relazioni tra i Paesi sudamericani e la Ue.

Il punto più caldo delle relazioni diplomatiche tra l’Unione e gli Usa è il Medio Oriente. “E’ una delle materie – ha spiegato la Mogherini nell’intervista – dove vedo differenze chiare. Dobbiamo continuare a fare un pressing internazionale affinchè gli Stati Uniit parlino con Israele e la Ue con la Palestina”.

Il fatto che il presidente americano Donald Trump voglia trasferire la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme è definito dalla Mogherini “un movimento simbolico che potrà infiammare gli animi nel mondo arabo”.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump

Di fronte al veto di Trump di far entrare nel Paese i cittadini che provengano da sette Stati a maggioranza islamica, la Mogherini replica che l’Unione europea continua a lavorare con “tutti questi Paesi”, perchè Bruxelles “non prende decisione in funzione delle nazionalità”. E definisce un grande errore che gli Stati Uniti si ritirino dalla collaborazione. “Non crediamo nei muri – prosegue la responsabile della politica estera europea – non funzionano”.

Sulle sanzioni alla Russia, la Ue non ha sentito “nulla di differente rispetto all’applicazione completa degli accordi di Minsk e delle sanzioni imposte in maniera concertata dalla Ue e dagli Stati Uniti che vengonorealizzati”.

Autore