Montenegro, entro maggio l’adesione alla NATO. La protesta dei partiti filo serbi e filo russi

Podgorica. L’adesione del Montenegro alla NATO riapre, la mai chiusa, Questione Balcanica. Il Parlamento di un Paese di circa 650 mila abitanti, per 13 mila chilometri quadrati di estensione, ha approvato l’adesione all’Alleanza Atlantica che ha destato l’ira funesta di Mosca. Il Montenegro fu coinvolto nella guerra civile del Kosovo e gli aerei della NATO non risparmiarono il suo territorio.

Alla fine di questo mese lo Stato balcanico formalizzerà l’unione con il club politico-militare. Il voto di venerdì scorso (46 deputati su 81 hanno detto sì) ha visto l’opposizione chiedere un referendum. Una mossa politica che non ha prodotto nessun risultato, tanto che la stessa opposizione ha portato il suo in piazza, con la partecipazione di militanti dei partiti pro Serbia e pro Russia.

I manifestanti hanno bruciato le bandiere della NATO, aggiungendo poi che l’Alleanza era “un’organizzazione terroristica”, ricordando i fatti della guerra balcanica degli anni ’90.

L’entrata del Montenegro nella NATO non placa le proteste dell’opposizione

A fare due conti sul valore militare del Montenegro emerge che esso è quasi nullo: 2 mila militari. Ma non è tanto questo valore che interessa la NATO quanto la sua posizione geografica. L’Alleanza Atlantica, dal 1° giugno, controllerà tutta la costa adriatica, dalla Slovenia alla Grecia. Stiamo parlando di un’area importante per la sicurezza internazionale. A questo si aggiunge il porto di Kotor, il principale del Paese. Uno scalo che piaceva molto alla Russia per la sua posizione, capace di controllare il controllo del traffico marittimo.

Come detto, Mosca non ci sta a questo ingresso di un Paese una volta “fratello”. La portavoce del Ministero degli Esteri lo ha definito “un ingresso artificiale” che mette in allarme la situazione politico-militare in Europa.

Nel novembre 2016 la Procura indagò sul caso di un gruppo di venti persone che volevano attentare alla vita del primo ministro, Milo Dukanovic. Secondo le accuse, dietro a questo attentato organizzato c’erano i nazionalisti russi. Non si sa se veramente Mosca sapesse cosa stava succedendo a Podgorica, fatto sta che comunque la notizia dimostrò che il Paese balcanico non è che viva momenti di tranquillità politica.

Comunque, al momento tra Russia e Montenegro le relazioni diplomatiche vanno avanti. I russi possono entrare ed uscire senza visti. Le spiagge del Paese sono stati inondati di rubli. Pecunia non olet.

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