NATO, i ministri della Difesa approvano costituzione hub per il fronte Sud

Bruxelles La NATO, dopo avere guardato con tanta insistenza al fronte Est dell’Alleanza atlantica, nella riunione dei ministri della Difesa duella NATO, riuniti a Bruxelles, hanno deciso di dare una risposta alle minacce provenienti da tutte le direzioni. E hanno perciò approvato la costituzione di un “hub” per il Sud  presso il comando alleato congiunto di Napoli (Joint Force Command-Naples) che consentirà di coordinare le attività e le informazioni relative alla sicurezza dell’area.

La foto di gruppo del vertice NATO

 

Si tratta di un nuovo approccio dell’Alleanza verso il fronte sud, che ha visto la piena condivisione dei ministri per l’implementazione del “framework for the south”.

Anche per il nostro Paese si tratta di un importante risultato,che, in più occasioni, aveva rimarcato la necessità di una maggiore attenzione da parte dei Paesi alleati verso il fronte sud oltre che sul fronte est. Pienamente soddisfatta del risultato raggiunto il Ministro Pinotti che, insieme ai colleghi di Francia, Spagna e Portogallo, aveva sollevato il tema indirizzando una lettera al segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg. “Quando si parla di minacce da sud – era stato il commento di Pinotti – si parla di minacce a 360 gradi, difficili da combattere perché il terrorismo usa armi non convenzionali, ma è importante che un’Alleanza come la Nato dia un suo apporto al contrasto di questa minaccia”.

Il tema del contributo della NATO alle sfide del terrorismo è stato ripreso nel dibattito della riunione ministeriale, sottolineando come l’Alleanza può dare il proprio apporto al rafforzamento delle capacità di difesa e sicurezza nel quadro delle relazioni di partenariato con i Paesi più esposti.

I lavori del summit NATO

Altro tema al centro della riunione dei ministri, l’esigenza di raggiungere il 2% del Pil nazionale dedicato alla spesa per la difesa. Tale traguardo, stabilito dal Vertice NATO di Cardiff del 2014, è stato ribadito con determinazione dalla nuova amministrazione statunitense per voce del segretario alla Difesa USA, Generale James Mattis.

 

Nel colloquio con Mattis, la Pinotti è stata trovata la piena convergenza sulla necessità di continuare a lavorare assieme per la stabilità dell’area mediterranea, per un approccio efficace della NATO verso tutte le sfide, per mantenere unità di intenti nella coalizione anti – Isis nonché per rafforzare la cooperazione bilaterale nei vari campi.

In merito all’incremento della spesa per la Difesa, in diverse circostanze l’Italia ha rimarcato l’importanza di determinare la valenza in termini qualitativi oltreché quantitativi dei contributi assicurati dalle varie nazioni alla Nato.

Fra il 2015 ed il 2016 il nostro Paese ha avuto un incremento delle spese per la difesa che segna un’inversione di tendenza rispetto a quanto avvenuto negli anni precedenti. Da parte dell’Italia c’è poi la massima disponibilità ad investire di più  nel settore ma, per il ministro Pinotti “occorrerebbe un patto europeo per cui le spese, se possibile tutte, se non è possibile almeno quelle comuni, possano uscire dal conteggio del patto di stabilità”. E’ chiaro, ha aggiunto il Pinotti, “che qui siamo su un altro piano: questa è la NATO ed un’altra cosa sono il patto di stabilità e l’Unione europea. Però non c’è dubbio che molte nazioni europee, che non hanno raggiunto come l’Italia il 2%, si trovano ad affrontare lo stesso problema, la stessa questione”.

Necessaria anche “una spinta per una maggiore integrazione della difesa europea, che possa consentirci di avere capacità particolarmente qualificate in comune e anche di non avere duplicazioni”. “La spinta all’integrazione diventerebbe più forte, con un incentivo economico: se sui progetti comuni c’è la possibilità di non computare queste spese nel patto di stabilità, credo che sarebbe anche una spinta per avere più integrazione nella difesa europea” ha concluso il Ministro.

Tra gli altri temi nell’agenda della riunione dei ministri europei, l’adattamento dell’Alleanza rispetto ai nuovi scenari di crisi, le misure di rassicurazione e deterrenza ad est, la lotta contro il terrorismo, cyber security e la situazione della difesa e della sicurezza in Georgia.

 

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