NATO JFCs Naples, il ruolo delle donne nell’Africa del futuro

Di Pina Greco

Napoli. La sede militare NATO Joint Force Command Naples ha ospitato, oggi, i rappresentanti della rete FemWise – Africa dell’Unione Africana, nell’ambito di un seminario dal titolo “Empowering Women in Leadership to improve Stability” (dare accesso alle donne a ruoli di responsibilità per migliorare la stabilità). In primo piano la leadership al femminile.

Un momento del convegno

Tra le numerose partecipanti, l’ambasciatrice maltese Vanessa Frazier ed Emma Jeblaoui per la Tunisia, direttore esecutivo per lo Sviluppo Umano.

Il Femwise-Africa è un consesso di donne africane impegnate nella prevenzione dei conflitti e nella
mediazione. L’ evento nasce dall’iniziativa congiunta dell’Hub di Direzione Strategica della NATO
per il Sud e della Commissione dell’Unione Africana.

Il comandante del JFC Naples, Ammiraglio James Foggo ha sottolineato a Report Difesa  l’importanza dell’evento: “Sosteniamo l’eguaglianza di genere. L’Unione Africana è molto simile all’Unione Europea, sia per struttura che per dimensioni. Oggi Napoli fa da ponte tra la NATO, le donne che si mobilitano per la pace e la sicurezza, la rete FameWise e Africa. E’ presente Clare Hutchinson, assistente speciale del Segretario Generale del gruppo Eguaglianza di Genere della NATO”.

 

L’intervento di Foggo

“C’è ancora molto da fare – continua l’Ammiraglio Foggo -. ho invitato qui a Napoli molte donne provenienti da più parti del mondo e che hanno posizioni di rilievo chiedendo loro di fornirmi feedback, critiche costruttive e consigli su come possiamo fornire il nostro massimo supporto. Anche molte donne italiane sono presenti ed hanno raccolto il mio invito per approfondire questo importante tema dell’eguaglianza di genere e sono sicuro che il dibattito si estenderà anche al di fuori del Comando NATO “.

Ma in che modo le donne in ruoli di responsabilità possono migliorare la stabilità? Ci ha risposto Erika Monticone, Engagement Advisor Gender nell’Hub di Direzione Strategica per il Sud : “E’ riconosciuto che le donne hanno più capacità come mediatrici, e quindi vorrei valorizzare questa qualità per portare le donne a specializzarsi come mediatrici nei processi di pace, specialmente in tutti quei Paesi, quali l’Africa, dove c’è una forte instabilità. L’obiettivo è dare quel valore aggiunto a donne che già ricoprono posizioni di leader per diventare esperte in mediazione nei processi di pace. Ogni Paese ha le sue regole da seguire, ad esempio per aumentare il numero di donne all’interno del mondo politico, ma al di là dei National Action Plans che vengono comunque monitorati costantemente, io credo molto nel lavoro face to face, fare dei piccoli progetti mirati che possano concretamente portare valore aggiunto”.

Da oltre un decennio infatti, l’Alleanza Atlantica coopera fattivamente con l’Unione Africana alla promozione della stabilità regionale, con la convinzione che stabilità, sicurezza e pace possano prosperare soltanto se le donne sono incoraggiate a cooperare con i propri governi, le proprie comunità e, a livello internazionale, nel campo della diplomazia, della prevenzione dei conflitti e della mediazione.

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