NATO, nel summit di Bruxelles oltre alla lotta al terrorismo si è discusso anche dell’utilizzo delle risorse economiche

Bruxelles. La NATO è pronta ad un piano d’azione contro il terrorismo. Parola del segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, a margine del vertice, oggi, a Bruxelles della NATO.

Il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg

“La più grande operazione militare dell’Alleanza – ha aggiunto Stoltenberg – è stata quella lanciata in Afghanistan, come risposta diretta agli attacchi terroristici dell’11 settembre negli Stati Uniti”.

Ma nel Paese degli aquiloni, dopo la fine della missione di combattimento nel 2015, dove ora sono 13 mila i soldati che partecipano alla missione di addestramento e assistenza (Resolute Support), la NATO non tornerà “ad una missione di combattimento”. La missione, senza dubbio, continuerà e più avanti sarà deciso il livello delle truppe da impiegare.

Secondo Stoltenberg, la NATO non andrà più in Afghanistan in missione da combattimento

La filosofia politico-militare del segretario generale dell’Alleanza atlantica resta sempre la stessa: addestrare le forze locali, visto che questa scelta si è dimostrata “una delle armi migliori nella lotta contro il terrorismo”. Stoltenberg ha poi ricordato che la NATO sta già addestrando le forze irachene.

Per quanto riguarda la prevenzione di attacchi terroristici, la NATO si doterà di una “nuova cellula di intelligence contro il terrorismo”. La cellula avrà sede nel quartier generale di Bruxelles. Il suo scopo sarà quello di “migliorare la condivisione di intelligence, comprese quelle sui foreign fighters”. Inoltre, sarà nominato un “coordinatore per supervisionare gli sforzi nella lotta contro il terrorismo”.

Nel 2016 sul tavolo del summit c’erano la minaccia russa, quella iraniana, la crisi coreana, il jihadismo, l’ISIS, la crisi dei rifugiati. Si arrivò allo spiegamento di soldati in Polonia e nei Paesi baltici. Investendo risorse militari ed economiche. Facendo arrabbiare Mosca.

Era la NATO dei tempi di Barack Obama. Oggi è la NATO di Donald Trump, il quale nella sua campagna elettorale per le presidenziali Usa l’aveva giudicata “obsoleta”.

L’arrivo del Presidente Usa, Trump accompagnato dal premier belga, Charles Michel

La nuova sede, più bella ma anche più costosa del maggio 2017 passerà alla storia come la riunione di come spendere i dollari per garantire ai cittadini sicurezza e pace.

La Francia con il nuovo Presidente Emmanuel Macron non è molto disponibile ad aprire la casse statali per sostenere il progetto di Stoltenberg. Visto che ha molti soldati impegnati in tanti teatri ed ha forti problemi in Patria. Come dire, se proprio volete i soldi, vi continuiamo a darvi sempre gli stessi.

La NATO utilizza gli aerei AWACS per la vigilanza e come ha detto il segretario generale continuando ad addestrare militari e poliziotti. Tutti i membri dell’Alleanza partecipano individualmente alla coalizione.

Aereo Awacs della NATO

Insieme alla Francia c’è la Germania a guidare la protesta contro gli alti costi di gestione del club politico-militare. Confidano in Trump per un cambio nella politica attuale. E’ stato il Presidente americano a riproporre la richiesta di una maggiore partecipazione degli alleati alla ripartizione degli oneri (burden-sharing).  Ad aprile il segretario di Stato Rex Tillerson aveva chiesto ai Paesi NATO di formulare una roadmap per raggiungere il livello di spesa del 2% del Prodotto interno lordo. Da discutere nel vertice odierno.

Il timore che i costi lievitino e che le scelte strategiche possano mandare alle ortiche le buone relazioni con i Paesi arabi.

Ricordate quello che successe in Libia nel 2011? Non solo, ci sono poi gli occhi aperti della Russia che appoggia il regime di Bashar al Assad in Siria. I Paesi più piccoli del club hanno confidato che quello più grande, gli Stati Uniti, facesse la voce grossa.

Ma le consegne del summit sono state molto rigide. Non si doveva discutere molto, solo messaggi positivi, promesse di raggiungere tutti gli obiettivi economici per evitare che l’Alleanza vada in crisi economica.

Ma Trump, come spesso accade, è andato oltre al cerimoniale rubando la scena ai propri colleghi. Ha insistito proprio sulla questione dei finanziamenti, insistendo sul fatto che tutti i Paesi membri devono partecipare alle spese in modo adeguato. A suo dire, 23 su 28 non fanno il loro dovere in questo senso e ciò non è corretto nei confronti dei contribuenti suoi connazionali.

Per la Casa Bianca tre sono gli obbiettivi: terrorismo, immigrazione e minaccia russa ai confini Est e Sud della coalizione.

“Se tutti i Paesi Nato versassero il 2% del Pil nazionale come contributo all’Alleanza – ha detto il Presidente americano – avremmo 119 miliardi di dollari in più da spendere per la nostra difesa”. Anche se quella percentuale non sarebbe del tutto sufficiente.

Intanto, a vigilare sulla sicurezza del presidente americano e degli altri 28 capi di Stato e di Governo c’era anche un’aquila addestrata per abbattere droni. E’ un’aquila di mare ‘testabianca’ della Polizia olandese alla quale, lo scorso anno, era stato chiesto di sviluppare l’idea di utilizzare rapaci contro i droni. A settembre scorso, secondo quanto ha riferito l’agenzia di stampa olandese Anp, la Polizia ha deciso di passare alla fase operativa.

Curiosità nella curiosità: l’aquila dello stesso genere che è il simbolo degli Stati Uniti.

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