Ndrangheta: in corso arresti e operazioni sul territorio

Reggio Calabria. Le Forze dell’Ordine in questi giorni stanno operando attivamente in Calabria per combattere le cosche della ‘nrangheta ed i loro alleati con numerose operazioni sul territorio, il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha effettuato su tutto il territorio tirrenico e ionico, numerose attività per arrestare i criminali latitanti ed individuare i covi delle cosche.
I Carabinieri della Locride e dello Squadrone Carabinieri “Cacciatori” hanno passato al setaccio centri abitati e campagne con perquisizioni e rastrellamenti nelle zone impervie pre-aspromontane per controllare casolari e anfratti naturali e nel corso di una perquisizione, all’interno dell’abitazione di un 60enne, hanno rivenuto un locale bunker, non utilizzato, di 1,80 metri di lunghezza, 1,80 metri di larghezza e 2,10 metri di altezza. L’accesso era occultato da un grosso blocco di cemento, scorrevole su dei binari in ferro il cui meccanismo era azionabile elettricamente dall’interno della casa. Il bunker era ben mimetizzato negli ambienti dell’abitazione, sotto il camino.
Nei vicoli di Ciminà(RC), invece, i Carabinieri hanno ritrovato un vero e proprio labirinto sotterraneo con almeno due bunker collegati fra di loro da un cunicolo. L’accesso al loro interno era stato occultato da un muro in pietra, dietro al quale era stato collocato un blocco di cemento armato che si apriva, scorrendo verso l’interno su dei binari in ferro.
Nell’ambito della lotta ai latitanti, in contrada Longo di Cittanova (RC), militari del Gruppo di Gioia Tauro e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, con il supporto del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia, hanno individuato e arrestato Girolamo Facchineri, personaggio di spicco della omonima cosca operante a Cittanova e nelle zone limitrofe, con alle spalle precedenti per associazione di tipo mafioso, estorsione e truffa aggravata.
Facchineri era irreperibile dal luglio 2016, quando si era reso irreperibile in seguito alle indagini sulla latitanza di Giuseppe Crea e Giuseppe Ferrari, capi delle omonime cosche. Facchineri è stato accusato di aver favorito la latitanza dei due criminali mettendo a disposizione rifugi ed aiuto.
Nel casolare dove è stato catturato Facchineri sono stati rinvenuti visori notturni, binocoli, ricetrasmittenti, una pistola scacciacani, ma anche un boiler per l’acqua calda e dei pannelli solari per ottenere energia elettrica.

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