‘Ndrangheta, operazione congiunta Carabinieri-Guardia di Finanza. Manette ai polsi del latitante Domenico Romeo

Di Michele Toschi

Reggio Calabria. È stato catturato, oggi, grazie ad un’operazione congiunta tra militari della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, il latitante Domenico Romeo, ricercato da luglio scorso per traffico internazionale di sostanze stupefacenti aggravato dalle finalità mafiose.

La Guardia di Finanza collabora con i Carabinieri per la cattura del latitante Domenico Romeo

Il Romeo, classe 1980, è stato rintracciato dopo una lunga attività di intelligence in un’abitazione di Sant’Eufemia di Aspromonte (Reggio Calabria) ed al momento della cattura, alla quale non ha opposto resistenza, c’erano con lui la moglie, il figlio minorenne ed altri suoi familiari.

Da manuale il blitz realizzato dai Carabinieri, tra i quali figuravano anche gli uomini dello Squadrone Elitrasportato Cacciatori “Calabria”, specializzati proprio nella ricerca e nella cattura di latitanti che riparano in zone impervie, a loro volta ottimamente supportati dai Finanzieri del GICO di Genova e del Comando Provinciale di Reggio Calabria (oltre che dai loro colleghi della Compagnia Carabinieri di Palmi), con i quali hanno dapprima creato un’idonea cintura di sicurezza intorno alla stabile, dove è poi avvenuta la fulminea cattura del pericoloso ricercato.

Su Domenico Romeo già gravano diversi precedenti per traffico di sostanze stupefacenti. Risulta, tra l’altro, affiliato alla cosca di ‘ndrangheta degli Alvaro di Sinopoli (Reggio Calabria) ed, in particolare, era finito nel mirino degli inquirenti per un ingente traffico di cocaina proveniente dalla Colombia.

Domenico Russo era indagato anche per il traffico di cocaina

Erano stati proprio i Finanzieri genovesi a scoprire prima i collegamenti “d’affari” con i potenti cartelli colombiani del narcotraffico per poi giungere sempre a luglio 2019, nel porto del capoluogo ligure, al sequestro di un carico da 368 chili  di cocaina purissima avente un valore di mercato di circa 100 milioni di euro.

Colpito da un conseguente ordine di arresto, il Romeo, con l’appoggio degli uomini del clan ‘ndranghetista al quale era affiliato, aveva così pensato di darsi subito alla latitanza rifugiandosi tra le zone montuose dell’Aspromonte sperando che gli investigatori dell’Arma e della GDF non riuscissero a circoscrivere i suoi spostamenti, in special modo quelli in cui si trovava a rientrare momentaneamente in un’abitazione o per incontrare familiari.

Una speranza poi risultata vana e che si è trovata a far i conti con l’acume investigativo e la capacità di risposta operativa degli uomini e dei Reparti delle Fiamme Gialle e dei Carabinieri che gli stavano, ormai da mesi, dando una serrata caccia.

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