Nel Sahel la sicurezza si deteriora sempre di più

Bamako. La sicurezza nel Sahel è sempre più a rischio e si sta deteriorando ad un livello ormai insopportabile. «La situazione della sicurezza nel Mali e nell’intera regione del Sahel si sta deteriorando a un ritmo preoccupante», ha avvertito il Segretario generale aggiunto delle Nazioni Unite alle operazioni di pace, Jean-Pierre Lacroix, nel corso di una riunione del Consiglio dedicata alla situazione in questo paese dell’Africa occidentale.

La settimana scorsa 18 caschi blu della missione delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA) sono stati feriti in un attacco contro il loro accampamento a Tessalit, nel nord del paese.
Giovedì 89 soldati nigeriani sono stati uccisi a Chinagoder, vicino al confine con il Mali, in un attacco rivendicato martedì dall’organizzazione terroristica Stato islamico nel Grande Sahara.
Il 4 gennaio 14 persone, tra cui sette bambini, hanno perso la vita in un attacco contro un autobus vicino al confine con il Mali nel Burkina Faso settentrionale.

Lacroix ha informato i membri del Consiglio che i gruppi terroristici proliferano nelle regioni di Menaka e Gao, nel Mali. «Abbiamo assistito ad un aumento degli attacchi di ordigni esplosivi improvvisati contro i nostri convogli, attacchi che hanno provocato diversi feriti nei Caschi blu», ha detto, sottolineando che questi incidenti «si verificano quasi quotidianamente».
«Il terrorismo continua ad alimentare la violenza intercomunitaria nel centro del Mali», ha avvertito il capo delle operazioni di pace, “una delle cause è che attualmente nella regione di Mopti si registra un numero di sfollati che soffrono la fame superiore rispetto al passato”.

Poi il Segretario generale ha aggiunto che il reimpiego delle unità ricostituite delle Forze di difesa e di sicurezza maliane nel nord del Mali resta una priorità urgente. Il 6 gennaio le autorità del Mali hanno iniziato il dispiegamento del primo battaglione ricostituito di Bamako a Kidal via Gao. Dovrebbe arrivare a Kidal entro la fine del mese. «Si tratta di un passo importante verso il ripristino dell’autorità dello Stato in tutto il paese», ha sottolineato Lacroix.

Militari francesi in azione in Mali.

Negli ultimi mesi, la missione MINUSMA ha fatto tutto il possibile per attuare la sua seconda priorità strategica nel Mali centrale, pur continuando a svolgere compiti a sostegno della sua principale priorità strategica nel nord del paese.

«L’accresciuta presenza e attività della MINUSMA nella regione di Mopti hanno contribuito a prevenire una nuova escalation della violenza intercomunitaria e dei massacri su vasta scala», ha dichiarato il capo delle operazioni di pace dell’ONU.

La crescente enfasi della missione MINUSMA sul Mali centrale obbliga tuttavia le Nazioni Unite a dirottare sul territorio capacità chiave, quali mezzi aerei, la sua forza di reazione rapida e i suoi mezzi di intelligence, sorveglianza e riconoscimento (ISR) da Gao a Mopti.
«Non è possibile per la missione MINUSMA attuare la sua priorità strategica supplementare al centro senza risorse supplementari», ha avvertito Lacroix.

Dinanzi ai membri del Consiglio di sicurezza, il Segretario generale aggiunto ha ricordato che la missione MINUSMA «è solo un elemento di una risposta collettiva più ampia» per lottare contro l’instabilità e la violenza e le loro cause profonde nel Mali e nella regione del Sahel e per proteggere i civili.

Missione contro il terrorismo nel Sahel.

“Siamo incoraggiati dal fermo impegno espresso dai capi di Stato dei paesi del G-5 Sahel (Burkina Faso, Mali, Mauritania, Niger e Ciad) di lottare contro il terrorismo nel Mali e nella regione del Sahel con altre presenze internazionali al loro fianco”, ha detto Lacroix facendo riferimento alla dichiarazione congiunta fatta lunedì a Pau, in Francia, dai presidenti dei cinque paesi saheliani in occasione di un incontro organizzato dal presidente francese.
«Le forze nazionali e internazionali svolgono un ruolo essenziale e il loro contributo resta essenziale, anche se una soluzione militare da sola non sarà sufficiente per risolvere i problemi che il Mali deve affrontare», ha aggiunto lui.
Nel quadro del suo impegno nel Sahel, la MINUSMA non ha lesinato alcuno sforzo per fornire alla Forza congiunta del G5-Sahel un sostegno operativo e logistico e ha risposto favorevolmente a tutte le richieste che aveva ricevuto dalla Forza congiunta.
«Tuttavia, la Forza congiunta non è stata in grado di trarre pieno vantaggio da questo sostegno, poiché non ha i mezzi per trasportare beni di consumo essenziali forniti dalla MINUSMA a tutti i suoi settori e contingenti», ha precisato il capo delle operazioni di pace dell’ONU.
Le Nazioni Unite si sono dichiarate disposte ad attuare «soluzioni più creative e proattive» per far sì che l’appoggio necessario giunga alla Forza congiunta del G5 Sahel, nel quadro del mandato esistente.

 

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