Niger e Ciad, il capo del Governo Conte in visita ufficiale. Numerosi i temi in agenda, a partire da quello dell’immigrazione

Di Valeria Fraquelli

Parigi. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in due giorni visiterà il Niger ed il Ciad. Ma che tipo di Paesi troverà?

L’arrivo del capo del Governo Conte a Niamey

Si sa che la popolazione locale si trova in una situazione molto delicata, manca tutto ed in molti dipendono quasi esclusivamente dagli aiuti internazionali. La migrazione, molto spesso, è l’unica via per cercare una vita migliore e più dignitosa.

I Governi nigerino e ciadiano sono impegnati sia nell’Operazione “Barkhane” insieme alla Francia e nel G5 Sahel. Ora si attende che il nostro Paese prosegua nella sua collaborazione con Niamey. visto che già da tempo il nostro Esecutivo ha inviato medicinali e ha avviato attività di addestramento per le Forze Armate e di Polizia locali.

Militari francesi impegnati nell’operazione Barkhane

Ovviamente i Governi africani sanno che l’interesse dell’Italia sta tutto nel bloccare l’immigrazione illegale che è nelle mani di trafficanti, terroristi e signori della guerra senza scrupoli, ma questo va anche a loro vantaggio perché bloccare la marea umana di rifugiati, eliminando i criminali, permette di avere un Paese più sicuro ed una economia più prospera.

L’immigrazione clandestina è un problema per tutti i Paesi. Quelli africani hanno tutto l’interesse a trattenere nel loro territorio i più giovani, facendo di tutto per non farli partir.

Niger e Ciad sanno molto bene anche quanto sia strategico il loro territorio: Entrambi sono leader nell’estrazione di uranio e di molte altre materie prime che ovviamente l’Occidente compra e sfrutta.

Le risorse naturali in cambio di pace, sicurezza e tranquillità, questo è stato offerto ai Paesi africani e l’Italia è brava a negoziare un accordo che vada bene per tutti.

Ciò che dirà e soprattutto darà l’Italia a Niger e Ciad potrebbe rivelarsi un sostegno importantissimo per questi Paesi. Il nostro Paese, a differenza degli altri non offre solo soluzioni militari, ma anche assistenza sanitaria, scuole, edifici, sostegno per le donne in difficoltà. Da qui bisogna partire per trovare un buon negoziato che vada bene per tutti e che si rivali una soluzione win-win.

L’Italia può e deve usare il suo potere contrattuale in questo senso, altrimenti tutto finirà con una bella foto finale ed una stretta di mano e poco altro.

Gli interessi del nostro Governo e dei Paesi africani possono coincidere se stiamo ben attenti ad instaurare un dialogo serio e trasparente.

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