Nizza, due anni dopo

Di Valeria Fraquelli 

Nizza. Cosa rimane due anni dopo l’attentato sulla Promenade des Anglais di Nizza? Sul celebre viale che costeggia il mare nella città che è considerata la capitale della Costa Azzurra, è stata eretta in ricordo delle vittime, una stele con davanti un piccolo giardino, niente di più.

I parenti delle vittime sono furibondi con il governo francese perché tra pochi giorni ci sarà il secondo anniversario della strage con una semplice commemorazione e la lettura di tutti i nomi di chi ha perso la vita quella notte. Le inchieste, che erano partite immediatamente dopo l’atto terroristico, sembrano essersi arenate e da tempo non ci sono nuovi sviluppi.

I risarcimenti che sarebbero dovuti arrivare alle famiglie delle vittime o non sono arrivati, o sono stati distribuiti in misura minore del previsto. Anche l’assistenza psicologica che in questi casi è fondamentale non sta ricevendo i fondi sufficienti per garantire il corretto supporto ai parenti delle vittime ed ai sopravvissuti che lottano ancora con gli incubi ricorrenti di quella notte d’orrore.

Attentato di Nizza

Alcune associazioni volontare nate all’indomani dell’attentato si stanno occupando di farsi portavoce degli interessi dei parenti e dei famigliari delle vittime, affinchè il governo francese  possa spiegare cosa sia successo quella notte e soprattutto chiarisca come mai un presunto radicalizzato già a rischio di simpatie jihadiste fosse libero di girare per Nizza con un grosso camion senza nessun tipo di controllo.

Perchè i sopravvissuti devono dimostrare di fronte ai giudici ed alla commissione medica competente di avere problemi gravi di stress post traumatico quando invece dovrebbero essere le stesse autorità competenti a garantire supporto a tutti coloro che erano presenti al momento dell’attacco ? Questo si chiedono le associazioni che si occupano di perorare la causa di chi da quella notte non riesce più a condurre una vita normale.

Chi ha sbagliato ed ha la responsabilità di non essere riuscito ad assicurare la giusta sorveglianza durante un evento così importante come la festa nazionale francese?

Le ferite fisiche quanto quelle psicologiche dal giornno dell’attentato sono ancora aperte e sanguinanti. Nessuno sa se e quando tutto si rimarginerà, quello che è certo è che per ora il governo francese non sta mantenendo le promesse fatte. Quanti sono coloro che hanno visto la loro vita completamente distrutta dal ricordo di quella terribile notte, quanti coloro che dovranno portare sempre con sé il ricordo di fratelli, sorelle, mariti, mogli, figli che hanno perso la vita nell’attacco? Per ora dalle autorità d’Oltralpe non è arrivata nessuna risposta concreta e non sono stati fatti passi in avanti nelle giusta direzione. Tutti chiedono giustizia per chi non c’è più e per chi è rimasto e si stanno facendo sentire le proteste di fronte al municipio di Nizza.

 

Il Fondo di garanzia per le vittime del terrorismo, FGTI, è perennemente sottostimato e sui 400000 euro che chiedevano i parenti delle vittime ed i sopravvissuti ne sono arrivati solo 100000, una cifra molto esigua. Tutta la Francia spera che presto dalle autorità competenti arrivino risposte concrete, anche per rispetto di coloro che hanno perso la vita in una serata che doveva essere di svago e divertimento.

 

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