Nucleare, accordo Bolivia-Russia per la costruzione da luglio di un impianto a scopi pacifici da destinare allo sviluppo del Paese

La Paz. La tecnologia nucleare russa sbarca in Bolivia. sarà una tecnologia pacifica e non militare. I due Presidenti, Vladimir Putin ed Evo Morales hanno sottoscritto un accordo che vede in prima linea la Rosatom (http://www.rosatom.ru/en/),  una società statale russa, leader tecnologico globali che unisce le risorse nel campo dell’ingegneria nucleare, nella progettazione e costruzione di centrali nucleari, ingegneria energetica sullo sviluppo e per l’energia eolica.

Foto ricordo dopo la firma dell’intesa

Rosatom Overseas con la quale è stato firmato il contratto per l’inizio lavori è una filiale della Rosatom. Riunisce più di 350 aziende nucleari e istituti di ricerca e sviluppo che operano nei settori civile e della difesa. Ha un esperienza di quasi 70 anni nel campo nucleare.

Il suo direttore l’Ingegnere Evgueni Pakermanov, rassicura che la tecnologia nucleare oche sarà installata a El Alto non potrà essere usata per scopi militari. Un Centro scientifico e la militarizzazione sono due cose incompatibili, tutti gli esperti delle organizzazioni internazionali, compresa quella dell’energia atomica (IAEA) lo può confermare al 100%”.

L’intesa è stata firmata dal presidente della JSC Rosatom Overseas Inc. Evgeni Pakermanov e dal direttore esecutivo dell’Agenzia per l’energia atomica boliviana (ABEN) Silverio Chavez Rios.

Il Centro consentirà al Paese sud americano di iniziare a lavorare sullo sviluppo delle tecnologie atomiche e la loro applicazione per i bisogni della scienza, della medicina, della geologia, dell’agricoltura e di altri settori. La struttura consentirà la produzione di radioisotopi per uso diffuso nella diagnosi e nel trattamento delle malattie oncologiche, il che aumenterà la disponibilità di medicina nucleare per la popolazione boliviana. Vi sarà l’uso di una speciale tecnologia dedicata all’alimentare. La lotta contro parassiti ed i batteri aumenterà la durata di conservazione dei prodotti e creerà le condizioni per aumentare l’esportazione di quelli agricoli.

Verrà addestrato personale nazionale altamente qualificato per l’industria nucleare del Paese. La Rosatom formerà specialisti scientifici e tecnologici per lo sviluppo di infrastrutture atomiche, manutenzione ed assistenza in stretta collaborazione con l’Università di La Paz che ha già aderito al progetto.

Il Centro, la cui costruzione avverrà entro la fine del prossimo mese di luglio ad El Alto (La Paz)  sarà equipaggiato con le più moderne attrezzature per la ricerca nell’ambito dei programmi nazionali di ricerca e nucleare a fini scientifici e pacifici della Bolivia,che contribuiranno alla crescita del livello di istruzione e scienza nel Paese.

La consegna dei primi lavori dovrebbe essere avvenire entro il 2019 e secondo i calcoli preliminari, il Centro di ricerca inizierà a funzionare nei primi mesi del 2020. La funzionalità è progettata per 50 anni.

Sarà dotato di un reattore ad acqua pressurizzata della capacità nominale di 200 Kilowatt, impostazione gamma sperimentale polivalente e strutture ingegneristiche complesse di ciclotrone-radio farmacologico e laboratori differenti. Gli investimenti nel progetto ammonteranno a circa 300 milioni di dollari.

Il sito sarà costruito sulla parte più alta del Paese su americano (4.100 metri sul livello del mare). E’ il più alto di tutti quelli sui quali sono state precedentemente costruite le installazioni nucleari. Il progetto di realizzazione del Centro è unico per l’industria nucleare mondiale.

Gli stessi rappresentanti della Rosatom si sono recati a Parcopata per analizzare il terreno dove sarà installato il Centro e non hanno trovato nulla che possa portare ad un ripensamento dovuto all’aspetto geologico e della sicurezza, ma anzi hanno elogiato il Governo per la scelta della zona. La terra è praticamente isolata e priva di traffico veicolare. L’accesso è molto difficile su strade sterrate.

Già da molti anni la Russia ha dimostrato il suo interesse per “El Corazon de America”. La Bolivia è considerato, infatti, un Paese-chiave per la sua posizione geografica e per le sue immense disponibilità di giacimenti naturali, soprattutto nella zona della Chiquitania ricca di giacimenti di idrocarburi e gas e nella zona della Cejia de Selva dove si trova una importante riserva di petrolio, entrambe facenti parte delle cinque zone dell’Amazzonia boliviana.

Era il giugno del 2014, quando il Presidente russo Vladimir Putin offrì ad Evo Morales un aiuto, proponendogli un programma atomico integrale a fini pacifici, smentendo la riapertura della base russa a Kuba per fini militari.

Sempre più stretti gli accordi tra la Russia di Putin e la Bolivia di Morales

Dal quell’anno le notizie si sono celate in un silenzio che operava dietro le quinte, fino all’8 luglio 2016, quando nell’Università statale di El Alto (La Paz) è stato firmato un accordo con la Rosatom per il progetto di costruzione del Centro per la scienza e la tecnologia nucleare in Bolivia.

L’accordo sullo sviluppo del progetto è stato concluso in conformità alla precedente intesa intergovernativa tra la Federazione russa e dello Stato Plurinazionale della Bolivia sulla cooperazione per la costruzione del Centro per la ricerca e la tecnologia nucleare, firmato il 6 marzo 2016.

A settembre dello scorso anno, la Bolivia ha sottoscritto un contratto con la società statale Rosatom per realizzare a struttura e ad ottobre gli ingegneri russi hanno fatto un sopralluogo a Parcopata, definendolo idoneo alla costruzione.

All’inizio di questo mese, il Presidente Evo Morales in visita ufficiale in Russia ha incontrato il suo omologo Vladimir Putin per discutere gli investimenti nel settore del petrolio e del gas. Inoltre, il capo dello Stato russo ha espresso interesse per la cooperazione della Bolivia nell’Unione economica eurasiatica che comprende Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e la stessa Russia.

Attualmente, oltre il 20% di tutti i reattori di ricerca operativi nel mondo sono russi. In totale, Rosatom ha costruito più di 120 reattori di ricerca nel mondo, oltre una ventina di loro sono in Cina, Vietnam, Egitto, Ungheria, Germania, Repubblica Ceca e tanti altri

In precedenza, la Russia ha firmato contratti con la Cina per la costruzione di quattro ulteriori unità di potenza nelle province di Jiangsu e Liaoning.

Infine, la Rosatom costruirà quattro unità di potenza in Egitto a Ed-Dabaa, sulla costa mediterranea. In Turchia, la società sta già realizzando quattro unità di potenza ad Akkuyu.

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