Nuova Zelanda, Daesh risponde con un messaggio di vendetta all’attacco alle mosche. L’ascesa dell’islamofobia in Europa e nel mondo potrebbe spingere Al-Qaeda ed ISIS a colpire

Di Giusy Criscuolo

Wellington.  Con parole scritte in bianco e nero su un’arma nera, simile a quella che ha ucciso 50 persone, elementi dello “Stato islamico” hanno scelto di rispondere all’autore del massacro delle moschee neozelandesi.

L’immagine pubblicata dall’organizzazione di Daesh sui suoi canali di Telegram, e diffusa su Facebook, mostra un Kalashnikov, simile a quello usato da Brenton Tarant nel massacro delle moschee di venerdì 15 marzo 2019.

Gli uomini del Califfato hanno scritto parole minacciose in arabo, dicendo: “Restituiremo la palla presto, nessuna immunità per nessuno. La risposta sta per arrivare”, con la firma e la data del massacro alle moschee, il Kalashnikov è stato posto su una busta nera e in lettere cubitali risaltava la scritta: “La pazienza della Nuova Zelanda”.

La risposta al massacro delle moschee in Nuova Zelanda. L’Emulazione del fucile di Brenton, con caratteri arabi.

Purtroppo, per chi aveva immaginato qualcosa di simile, la risposta dello stato islamico non si è fatta attendere.

Gli osservatori hanno ritenuto che le parole scritte, in riferimento al massacro alle moschee in Nuova Zelanda, sono strettamente collegate ad un odio latente, profondamente radicato, al sentimento di razzismo covato dall’ autore della strage, Brenton Tarrant, che avrebbe così effettuato una sorta di vendetta per le operazioni terroristiche che hanno avuto luogo in Europa. Il killer, si è così eretto a paladino delle migliaia di vittime che sono state uccise a causa, di quella che lui chiama, “invasione islamica”.

Le parole scritte da Brenton sull’arma alludevano ai profughi: “rifugiati … benvenuti all’inferno”, un’espressione palese del suo rifiuto e della sua ostilità verso gli immigrati, che sono stati considerati invasori che cercano di sostituire i popoli dell’Europa.

La traduzione in arabo, su ciò che era scritto sul fucile dell’attentatore

Molte le voci e le testimonianze di condanna ad un tale e inumano gesto. Dalle parole dello sceicco e Grande Imam di Al- Azhar a studiosi e ricercatori, specializzati in Terrorismo come il Professore Mounir Adib.

Il Grande Imam Ahmad al-Tayeb, sceicco di Al-Azhar

Il Grande Imam Ahmad al-Tayeb, sceicco di Al-Azhar, ha confermato che l’attacco terroristico alle due moschee in Nuova Zelanda è “un terribile massacro che deve scuotere i sentimenti e i cuori di tutte le persone che vivono in coscienza in tutto il mondo…”

In una dichiarazione rilasciata sull’attacco alle moschee ha detto: “Il massacro terroristico, i cui esecutori si sono dimostrati desiderosi di riprendere e diffondere le immagini, mettendole in onda in tutto il mondo, non è molto differente dalle orribili scene delle organizzazioni dell’ISIS. Sono due rami di uno stesso albero alimentato con l’acqua dell’odio, della violenza e dell’estremismo, e hanno rimosso dai loro cuori i sentimenti di compassione, tolleranza e umanità”.

Mounir Adib durante l’intervista rilasciata ad Alghad Channel sui fatti della Nuova Zelanda

Dall’altro lato Mounir Adib (professore, ricercatore e uno tra gli studiosi arabi più eminenti in campo di terrorismo, movimenti terroristici e Fratellanza), che sulla sua pagina Twitter ha affermato che: “Il crescente fenomeno di islamofobia in Europa e nel mondo creerà i precedenti per una “giustificazione” per le organizzazioni terroristiche di Al- Qaeda e Dahesh, che intraprenderanno e sosterranno, in modo sempre più accanito, operazioni armate contro persone innocenti. Contro il terrorismo è nato l’antiterrorismo. Un nuovo ciclo di violenza che investe il campione mondiale dell’Islam politico e dell’estrema destra …”

Il ricercatore ha affermato che: “Quello che è successo venerdì apre la strada e la possibilità a nuovi gruppi terroristici jihadisti di spostarsi nel mondo, partendo dai centri di conflitto che sono stati quasi sconfitti in Medio Oriente per creare nuove aree di conflitto in Europa e altrove”, questo aumenterebbe l’islamofobia e l’aumento di panico a livello mondiale. Adib ha commentato la reazione di Al-Azhar al-Sharif: “Al-Azhar ha sottolineato che vi è la necessità di una maggiore tolleranza e un maggior rispetto per le religioni”.

Durante un’intervista rilasciata ad Alghad Channel, Adib ha risposto ad alcuni quesiti interessanti e che crediamo sia giusto farvi conoscere.

Quali sono le ragioni che hanno spinto a compiere un atto simile e perché in Nuova Zelanda?

Questo processo è un segno della crescente islamofobia. Questo fenomeno è apparso più chiaramente negli ultimi decenni, soprattutto con il numero crescente di immigrati arabi nelle grandi potenze come la Nuova Zelanda. Dove si registra un grande numero di immigrati arabi. Un numero crescente, che diventa sempre più importante. In più vorrei aggiungere a questo un discorso di odio e razzismo verso tutto ciò che è arabo e islamico. Penso che quello che è successo oggi sia il prodotto delle politiche europee ed internazionali. Probabilmente, stanno tutti andando in quella direzione. Colui che ha compiuto questa operazione, rappresenta il quadro della situazione… La gente ha eletto Donald Trump, che dopo aver preso il potere negli Stati Uniti e anche prima quando era candidato alla presidenza, ha sempre usato dichiarazioni che incitano all’odio verso tutto ciò che è arabo…

Quindi cosa è successo oggi? Era prevedibile?

Penso che l’odio esista in Europa nel suo insieme. Penso a quello che è successo oggi e forse il posto è stato scelto perché era una città tranquilla o forse perché era una città turistica. Penso che l’Australia sia una nazione sconosciuta.

Si aspetta altre operazioni di questo genere?

Penso possa accadere nel cuore dell’Europa. Se non ci sono risposte di cambiamento. In questo particolare processo ci sono organizzazioni estremiste alla base. L’Isis ha dichiarato che vuole svolgere operazioni armate contro questi europei islamofobi. Sto parlando dell’estrema destra in questi paesi, anche se adesso sto parlando di islamofobia… Penso che questo fenomeno, come ho detto, si trova in Europa e si è diffuso. Gli europei devono mantenere la sicurezza nazionale europea. Il mantenimento della sicurezza nazionale europea è stato affrontato da coloro che hanno iniziato questo processo e da coloro che incitano e che hanno portato a termine questo processo… ci sono idee che incitano all’odio. Abbiamo tutti legami con gli arabi. I musulmani, me compreso, siamo molto più di coloro che compiono atti terroristici cerca di spiegare che l’islam non è l’ISIS – Queste idee si stanno facendo strada e forse c’è un fuoco che si muove sotto di noi in Europa…un’ondata di odio. Questo deve fermarsi. Devono esserci politiche internazionali ed europee che affrontino l’ondata di odio crescente…”.

Fa molto impressione la risposta sui social a numerosi post. “Non c’è più tempo per la pace. E’ il momento della guerra di religione…” – “Si è rotta la pace della convivenza…” ecc. A questo punto sono assalita da numerose domande. Ingiustificabile e intollerabile qualsiasi atto di estremismo, che sia religioso o dettato da un radicato odio raziale. Ma dopo il tragico accaduto, si sono chiesti cosa provano continuamente i Cristiani nei quotidiani massacri e stermini operati da terroristi in terra Medio-Orientale?

L’atto operato in Nuov Zelanda, è stato opera di uno xenofobo razzista, che nulla ha a che vedere con una religione o un credo, a parte quello dell’odio.

Chiunque opera un gesto di razzismo così folle, dovrebbe pensare alle conseguenze disastrose che tale gesto comporta. Conseguenze che non si limitano ai confini della terra dove viene compiuta l’atrocità, ma che hanno dei riverberi a livello mondo e che mettono a repentaglio la vita di tanti altri innocenti, inconsapevoli e già ampiamente martirizzati altrove.

Mi chiedo anche… i continui e terrificanti gesti perpetrati da terroristi di Dahesh, ISIS o Al-Qaeda, sono quotidianamente commessi e consumati in nome di una religione che loro dicono di rappresentare, ma che in realtà non rappresentano affatto.

Siamo tutti su una stessa “zattera”, in balia di equilibri instabili e senza alcun dubbio viziati e obnubilati.

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