Ordigni improvvisati

Un pallone da calcio, una bambola, un giocattolo, un telefonino, una radio, una racchetta da tennis, una bottiglia di profumo, una tanica, uno zaino, un segnale stradale, un libro con le istruzioni per il pc, una borsa e tanto altro ancora. A leggere questi nomi chiaramente può sembrare una banalità. Ma così non è. Perchè dentro ognuno di questi oggetti, passati nelle mani di un terrorista, si può trasformare in un ordigno artigianale, capace di ferire o di uccidere. Anche una batteria che si pensa sia esausta può essere una fonte per la costruzione di una bomba.

Nel Centro d’Eccellenza Counter IED del Genio a Roma per la lotta agli IEDD (Improvise Explosive Device Disposal)e agli EOD (Explosive Ordnance Disposal) si studiano tutte le possibili soluzioni di risposta ad un attacco compiuto in un teatro operativo da rivoltosi o da gruppi terroristici .

“Dobbiamo pensare come loro – spiega a Panorama Difesa il capitano Marco Appodia, Capo Dipartimento EOD-IEDD – se vogliamo che la lotta a questi ordigni sia efficace. Per combattere la minaccia deve conoscerla. I limiti del terrorista sono: fantasia, soldi e disponibilità dei materiali”.

Quindi ogni cosa, secondo la mente criminale può trasformarsi in una trappola esplosiva.

La storia del terrorismo, passato e presente, ha evidenziato numerosi casi che hanno coinvolto e coinvolgono anche donne e bambini. Ai quali viene fatta indossare una cintura esplosiva che viene attivata al momento in cui si è raggiunto l’obiettivo.

Quelli che vengono chiamate “bombe viventi” hanno funestato numerosi Stati. Non solo mediorientali ma anche lo Sri Lanka, la Turchia, il Kashmir, la Cecenia.

In Iraq, ad esempio visto che i soldati americani usavano strappare i manifesti con la faccia di Saddam Hussein, furono inventati i manifesti esplosivi. O ancora, e qui entriamo a casa nostra, le Forze dell’ordine hanno evidenziato come, in azioni di ordine pubblico, i manifestanti abbiano utilizzato dei semplici botti da Capodanno riempiti di puntine da disegno, vetro. Una volta esploso,le schegge raggiungono le gambe di poliziotti o carabinieri, ferendoli. E creando una sorta di effetto “mitraglia” come quando si caricavano, nel passato, i cannoni.

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