Ordine Pubblico, i Reparti Mobili della Polizia di Stato e la garanzia della sicurezza

Milano (dal nostro inviato). L’Ordine pubblico, in occasione di manifestazioni politiche, di incontri sportivi vede, ogni giorno, l’impegno di centinaia di uomini dei Reparti Mobili della Polizia di Stato, coadiuvati dai Battaglioni dell’Arma dei Carabinieri ed. in alcune occasioni, anche dai Reparti della Guardia di Finanza (in grandi eventi partecipano anche gli altri Corpi Armati dello Stato).

La vigilanza del Reparto Mobile (Foto di Enrico Mascheroni)

Gli operatori sono sottoposti ad uno specifico addestramento che li pone in condizioni fisiche e psicologiche adeguate per sostenere situazioni a diretto contatto con i manifestanti.

Nell’Istituto per Ispettori di Nettuno (Roma) si tengono corsi specifici per la tutela dell’Ordine pubblico, voluti dall’allora capo della Polizia, Direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Antonio Manganelli, proprio per offrire operatori sempre più preparati professionalmente.

Le loro particolari caratteristiche li candidano ad essere in prima linea anche nelle grandi emergenze.

Infatti per la versatilità, la velocità di impiego e per le capacità professionali gli uomini dei Reparti Mobili sono intervenuti anche in alcuni degli eventi calamitosi. Sono stati impiegati per il soccorso e nell’importante opera di antisciacallaggio tper impedire ulteriori danni alle persone coinvolte nei tragici eventi.

Attualmente ci sono 15 Reparti Mobili dislocati a Roma, Torino, Firenze, Reggio Calabria, Milano, Genova, Napoli, Palermo, Catania, Bologna, Padova, Cagliari, Senigallia, Bari e Taranto.

Sono eredi dei Reparti Celere, istituiti dal ministro Giuseppe Romita nel 1946 a ridosso del referendum per la scelta fra Monarchia e Repubblica, in pratica utilizzando i Battaglioni, dei quali era cessato l’impiego bellico. Con la riforma e la smilitarizzazione avvenuta con la legge 1º aprile 1981 numero 121, la loro regolamentazione fu disciplinata dal decreto del ministro dell’Interno dell’11 febbraio 1986 (“Regolamento dei Reparti Mobili della Polizia di Stato”) con il quale è stato riorganizzato l’intero Reparto.

Report Difesa ha avuto la possibilità di raccontare, in presa diretta, il lavoro del III Reparto Mobile di Milano, partecipando alle attività in occasione di un match importante per il Campionato di calcio italiano: Milan-Roma.

IL III REPARTO MOBILE DI MILANO

Il Reparto ha sede nella caserma Annarumma, in ricordo di Antonio Annarumma (Medaglia d’Oro al valor civile) ucciso il 19 novembre 1969, a 22 anni, mentre prestava servizio durante una manifestazione indetta dall’Unione Comunisti Italiani (marxisti-leninisti) e dal Movimento Studentesco.

La Questura centrale di una città, in questo caso Milano, valuta quanto personale deve essere impiegato per un evento in programma (come quello di una partita di calcio) e ne quantifica le esigenze. Il capo Gabinetto della Questura telefona all’Ufficio Ordine Pubblico del Ministero dell’Interno esponendo, appunto le esigenze. Questo Ufficio può approvare o negare le richieste delle Questura. Infatti, avendo una sorta di mappa di tutti gli eventi che si tengono a livello nazionale deve disporre gli uomini “sul terreno” per rispondere alle tante necessità: manifestazioni politiche o altri eventi.

Una volta avuto chiaro il quadro, l’Ufficio del Viminale chiama i vari Reparti Mobili più vicini all’evento e dà ordine di mettersi a disposizione della Questura responsabile del territorio dove saranno chiamati ad operare.

Succede, infatti, che un Reparto di stanza in una città sia chiamato a svolgere il proprio servizio in un’altra che ha bisogno di essere rinforzata perchè magari lì si deve svolgere un’importante manifestazione politica o ci sia una partita di calcio, ritenuta particolarmente a rischio.

Fio all’ultimo minuto, si può dire, che le cose possono cambiare per soppravvenute esigenze quotidiane.

COME OPERANO I REPARTI MOBILI IN OCCASIONE DI UN EVENTO SPORTIVO

Come detto Report Difesa ha avuto la possibilità di conoscere, in presa diretta, l’operatività di questi Reparti in occasione di un incontro sportivo.

Tutto inizia 48 ore prima della partita. In Questura si tiene un tavolo tecnico, al quale partecipano il Questore, il dirigente del servizio allo stadio, il capo Gabinetto, il dirigente della DIGOS, i rappresentanti della Polizia locale, della Polizia Stradale, della Ferroviaria e del Reparto Mobile. Ad ognuno viene affidato il suo compito. Ad esempio la Polizia locale dovrà scortare le squadre allo stadio, garantire la viabilità intorno all’impianto prima e dopo la partita.

Un ruolo importante in questa riunione è svolto dal dirigente della DIGOS, l’intelligence della Questura che deve relazionare sulla situazione delle tifoserie, di casa ed ospiti (specialmente quest’ultime).

Tutti i presenti devono sapere a cosa potranno andare incontro se dovessero arrivare tifosi violenti o legati a movimenti politici particolarmente turbolenti. In particolare, il funzionario della DIGOS riferisce quali e quanti sono stati i precedenti tra le due tifoserie, quanto possa essere ad alta tensione il match. In settimana vengono monitorati i social network delle tifoserie per capire come si presenteranno allo stadio. Calme o arrabbiate.

La relazione della DIGOS, dunque, è ritenuta molto importante anche per poi quantificare quanto personale da impiegare possa servire. E così fare le opportune richieste all’Ufficio Ordine Pubblico del Viminale.

Il funzionario della DIGOS riferisce quanti biglietti, al momento, sono stati venduti. E quanti tifosi ospiti potrebbero arrivare. Un altro dato fondamentale!

Molto importante il rapporto tra le DIGOS per lo scambio di informazioni. Basti pensare ad esempio a chi è stato colpito dal provvedimento DASPO (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive).

L’occhio “clinico” dei funzionari della DIGOS della Questura dove si tiene il match, le foto ed i video della Polizia scientifica riescono ad impedire che chi è colpito da questo provvedimento possa entrare allo stadio (ricordiamo che sono tutti schedati!)..

Alla Polizia stradale il Questore chiede un pattugliamento ai caselli di uscita delle autostrade. Molta attenzione viene messa per evitare che tifoserie rivali si incrocino sulle autostrade mentre stanno andando in un’altra città a seguire la loro squadra che gioca in trasferta.

Prima della partita si tiene un briefing con il dirigente del servizio che, per delega del Questore, gestisce tutto il servizio. Al tavolo tecnico partecipano anche i dirigenti delle due squadre.

Il dirigente della Questura arriva al briefing con uno schema predisposto dalla Questura stessa, dove è stabilito a quale responsabile di settore affidare il servizio e quanti uomini gli vengono affidati.

Squadre di poliziotti (10 uomini con un caposquadra) vengono così disposti lungo le aree di servizio assegnato. Così vale anche per i Carabinieri.

Dopo l’attentato allo Stade de France a Parigi nel 2015, dove tre terroristi si fecero esplodere, poliziotti e carabinieri pattugliano a piedi l’area per prevenire eventuali attacchi.

IL SERVIZIO ALLO STADIO

Le squadre si ritrovano in caserma qualche ora prima del match. Gli uomini ritirano il materiale costituito oltre che dalla tuta da Ordine pubblico, da protezioni come parastinchi e ginocchiere (che vengono usate sempre in base al servizio che si deve svolgere), il casco chiamato UBOTT, lo sfollagente. .

Nella squadra c’è sempre un giellista, ovvero un agente armato di un GL 40/90 più conosciuto come lancia lacrimogeni. In caso di necessità il lancio dei lacrimogeni deve essere autorizzato direttamente dalla Questura. Ogni squadra del Reparto Mobile è dotata poi di scudi rettangolari e tondi, di maschere antigas.

Negli ultimi anni, almeno a Milano, si è sempre più assistito all’arrivo di pochissimi treni speciali di tifosi. I quali ora preferiscono l’uso di auto private, di minivan, di pullman. Grazie alla tessera del tifoso tutto è stato reso più facile per il controllo.

Dopo il briefing il funzionario responsabile del servizio segue dalla tribuna tutta la partita. Ogni sua nota viene riportata agli uomini che sono fuori dallo stadio (ricordiamo che la vigilanza all’interno degli impianti è a cura degli steward, così come il “filtraggio” dell’entrata degli spettatori; la Polizia può entrare solo in caso di atti di violenza gli steward chiaramente non possono gestire).

Le notizie via radio non solo sono importanti per conoscere il risultato del match o per sapere quale delle due squadre stia giocando meglio, ma sono informazioni utili diciamo a livello “psicologico” per le tifoserie. Perchè basta un rigore negato, un giocatore espulso o una partita persa per altri episodi per creare problemi di Ordine pubblico che poi dovranno essere gestiti sul terreno con il personale che si ha a disposizione.

Il settore ospiti è sempre considerato critico e l’afflusso dei tifosi deve essere sempre ben controllato e gestito per evitare che troppa pressione, troppa tensione possa generare incidenti.

A Milano, i tifosi arrivano nel parcheggio a loro riservato e dopo un controllo da parte di una squadra di agenti del Reparto Mobile, coadiuvati da funzionari della Questura e da uomini della DIGOS per il controllo di eventuali striscioni che possono essere offensivi o politicamente “schierati” vengono fatti passare per un “corridoio” che arriva fino di fronte allo stadio, sempre controllati dagli operatori del Reparto Mobile. E di qui instradati verso il settore a loro destinato.

Agenti controllano il passaggio dei tifosi (Foto di Enrico Mascheroni)

Spesso i tifosi organizzati cercano di arrivare allo stadio pochi minuti prima dell’inizio della partita per evitare i filtraggi delle Forze del’Ordine. Ma il controllo capillare evita che possano esserci problemi.

Al termine dell’incontro si attende tra i 45 minuti e un’ora prima di far uscire i tifosi ospiti che poi vengono accompagnati nel parcheggio dei loro mezzi, per ripartire. Può capitare che qualche bus dei tifosi chieda la scorta della Polizia fino alla tangenziale che viene garantita per evitare agguati o scontri con la tifoseria rivale.

 

Il controllo in occasione del deflusso dei tifosi (Foto di Enrico Mascheroni)

Quando l’ultimo dei tifosi ha preso la via di casa, il dirigente del servizio comunica la fine del servizio e gli uomini si possono rilassare.

Mentre rientriamo in caserma una bella voce di un’operatrice della sala operativa si informa se tutto sia andato bene, saluta e ringrazia i responsabili dei settori.

Al prossimo servizio.

Il ritorno in caserma (Foto di Enrico Mascheroni)

FOTO DI COPERTINA DI ENRICO MASCHERONI

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