Lotta al terrorismo, il paradosso della giustizia francese. Presto liberi 500 jihadisti che hanno scontato la loro pena

Di Valeria Fraquelli

Parigi. Tra poco, 500 jihadisti che si sono macchiati di crimini orrendi potrebbero essere uscire dalle carceri francesi perché hanno finito di scontare la loro pena. Si tratta, per lo più, di personaggi legati in qualche modo alla vecchia Al Qaeda ed alcuni di loro si erano addestrati nei campi di organizzazioni islamiste radicali presenti nella Bosnia degli anni ’90.

Si è venuto così a creare un pericoloso paradosso nel sistema giudiziario francese: da un lato il Governo cerca di catturare ed assicurare alla giustizia quei terroristi che hanno pesantemente insanguinato il Paese negli ultimi anni, dall’altro vengono rilasciati alcuni dei più feroci e pericolosi jihadisti che, in passato, si sono resi responsabili di atti orribili che hanno mietuto molte vittime innocenti.

Voglia di sicurezza ed obbligo di scarcerare i terroristi a fine pena, un bel dilemma da affrontare per l’Esecutivo  francese del giovane Presidente Emmanuel Macron che si trova stretto tra due fuochi e sa che deve necessariamente trovare una soluzione capace di coniugare la sicurezza nazionale con il corretto funzionamento del sistema giudiziario. Anche se ormai da molti anni in carcere, non è detto che una volta fuori i terroristi possano di nuovo entrare a fare parte di quel mondo criminale e perverso da cui provengono. Così come non è  escluso che possano rendersi nuovamente responsabili di atti terroristici su larga scala.

Il Presidente francese Emmanuel Macron

I vertici delle Forze di sicurezza francesi sanno bene che questi soggetti rimangono molto pericolosi e che non bisogna mai perderli di vista ed hanno proposto al Governo di dotare i jihadisti scarcerati di un braccialetto elettronico o di altri dispositivi per seguire i loro spostamenti anche una volta usciti.

Il problema di come seguirli una volta che saranno liberati rimane fondamentale perché nessuno nel Governo di Parigi e nei vertici delle Forze di Sicurezza vuole prendersi la responsabilità di lasciare liberi sul territorio francese persone che, in passato, si sono macchiate di crimini orrendi e che potrebbero ripetere gli stessi delitti.

Seppure hanno ormai finito di scontare la loro pena, tutti immaginano che essi rimangono sempre molto pericolosi e nessuno può essere davvero sicuro che abbiano troncato per sempre i loro legami con il mondo dell’islamismo radicale.

Insomma, è molto difficile per le autorità francesi districarsi tra il rispetto del Codice penale che prevede come è ovvio la liberazione di chi ha finito di scontare la propria pena e l’esigenza di tenere sotto stretta sorveglianza persone che si sono macchiate di atti terroristici in nome di una ideologia violenta e di una lettura distorta del Corano.

Ed ecco quindi che si torna al paradosso giudiziario; leggi più severe per combattere il terrorismo e per allontanare preventivamente dal Paese coloro che si sono radicalizzati e sono già pronti a colpire e necessità di rilasciare chi ha finito di scontare la pena. Anche se è uno dei più pericolosi terroristi del passato e forse anche del presente.

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