Parlamento europeo, condannato il premier ungherese Viktor Orban. Ha violato l’articolo 7 dei Trattati. Juncker: “Sull’immigrazione per il 2020 rafforzeremo la Guardia costiera e di frontiera europea”

Strasburgo. Viktor Orban, capo del Governo ungherese ed il suo Paese sono colpevoli di avere violato l’articolo 7 dei Trattati europei. I quali nella sua fase più avanzata possono condurre a sanzioni contro un Paese.

A favore hanno votato 448 deputati, 197 i voti contrari e 48 gli astenuti per un totale di 693 votanti. Ora la parola passa al Consiglio europeo, ovvero ai capi di Stato e di Governo dell’Unione europea.

Il Parlamento europeo ha approvato la relazione Sargentini sullo stato di diritto in Ungheria ( testo).

Viktor Orban esce visibilmente rabbuiato dall’Aula di Strasburgo

Il rapporto era stato redatto da Judith Sargentini, membro della Commissione sulle Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari Interni (LIBE) e richiesto durante la sessione plenaria a maggio 2017, dove la maggioranza dei parlamentari si era trovata concorde sul fatto che il Parlamento Europeo dovesse valutare se avviare la procedura prevista dall’articolo 7. Il dossier della Commissione LIBE, elaborato dalla Sargentini si basava sui 4 documenti delle Commissioni Diritti delle Donne, Cultura e Istruzione, Controllo Finanziario e Affari Costituzionali.

Nel suo discorso sullo stato dell’Unione all’Assemblea plenaria a Strasburgo, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha affermato che si deve rispettare meglio l’Ue, “non sporchiamo la sua immagine, cerchiamo di difenderla, diciamo sì al patriottismo, no al nazionalismo esagerato che detesta gli altri e cerca di distruggerli”.

Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker

“Ogni volta che l’Europa parla con una sola voce riesce ad imporsi agli altri – ha aggiunto – deve agire come un fronte compatto, e noi lo abbiamo dimostrato quando abbiamo difeso l’accordo di Parigi” sul clima.

“Le sfide esterne si moltiplicano, non possiamo mollare la presa per costruire un’Europa più unita e più forte. Gli allargamenti per me restano un successo, abbiamo conciliato geografia e storia, ma restano sforzi da fare – ha sottolineato Juncker -. Dobbiamo definire in modo definitivo l’adesione dei Paesi dei Balcani occidentali, altrimenti gli altri si assumeranno compito di dare forma ai nostri vicini”.

Per il presidente della Commissione “l’Europa deve restare un continente di apertura e di tolleranza, non sarà mai una fortezza in un mondo che soffre, non sarà mai un’isola, resterà multilaterale, il pianeta non appartiene a pochi”.

E parolando poi di migrazioni. ha detto di essere “contrario alle frontiere interne, laddove sono state create devono essere eliminate”.

L’Unione con i suoi sforzi ha portato a risultati che vedono “meno profughi lungo la rotta del Mediterraneo centrale”.

Tuttavia gli Stati membri non hanno ancora trovato “un rapporto giusto fra la responsabilità dei singoli Paesi e la necessaria solidarietà che deve essere dimostrata se vogliono mantenere lo spazio Schengen senza confini”.

E proprio per aiutare gli Stati dell’Unione, Juncker ha proposto “un rafforzamento della Guardia costiera e di frontiera europea fino a 10 mila unità da qui al 2020 ed un’Agenzia europea per l’asilo”.

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