Pirateria marittima, da gennaio a marzo in aumento gli attacchi. Guinea, Nigeria e Somalia le aree più battute

Londra. Aumentano gli attacchi armati contro navi nell’Africa occidentale che stanno aumentando i livelli globali di pirateria e di rapine a mano armata in mare. Lo evidenzia, nell’ultimo suo rapporto, l’International Maritime Bureau (IMB) della Camera di commercio internazionale.

Pirati in azione

Il Piracy Reporting Center (RPC) di IMB ha registrato, da gennaio a marzo di quest’anno, 66 incidenti nel primo trimestre del 2018, in aumento rispetto ai 43 dello stesso periodo del 2017 e 37 nel primo trimestre del 2016.

A livello mondiale, nei primi tre mesi dell’anno, un centinaio di membri dell’equipaggio sono stati presi in ostaggio.

Il Golfo di Guinea ha registrato 29 incidenti nel primo trimestre del 2018, oltre il 40% del totale mondiale. Dei 114 marinai catturati in tutto il mondo, tutti tranne uno operavano in questa regione.

Sempre nel Golfo di Guinea son avvenuti quattro dirottamenti di navi. Anche nel 2017 erano stati segnalati gli stessi problemi.

Due navi cisterna sono state dirottate a Cotonou tra la metà di gennaio e l’inizio di febbraio, spingendo il RPC dell’IMB ad inviare un alert a tutte le imbarcazioni.

Verso la fine di marzo, due pescherecci sono stati dirottati a 30 miglia al largo della Nigeria ed a 27 miglia al largo del Ghana.

“Il dirottamento di navi cisterna di prodotti dagli ancoraggi nel Golfo di Guinea è motivo di preoccupazione – spiegano da IMB -. In questi casi, l’intento degli autori è rubare il carico di petrolio e sequestrare l’equipaggio. Il tempestivo rilevamento e la risposta a qualsiasi movimento non autorizzato di una nave ancorata potrebbe aiutare nella risposta efficace a tali attacchi ”

LA SITUAZIONE IN NIGERIA

Solo in Nigeria si sono registrati 22 incidenti. Delle 11 che sono state colpite da armi da fuoco in tutto il mondo, otto si trovavano al largo del Paese africano.

“Gli attacchi nel Golfo di Guinea vengono fatti contro tutte le navi – spiegano ancora dall’IMB -. Gli equipaggi sono stati presi in ostaggio e sequestrati dalle navi da carico e da quelle che portano prodotti deperibili oltre che dalle navi cisterna. In alcuni casi, gli attacchi sono stati evitati grazie al rilevamento tempestivo di una barca in avvicinamento, all’azione evasiva della nave stessa ed all’uso efficace delle cittadelle”.

L’International Maritime Bureau sta collaborando con le autorità nazionali e regionali nel Golfo di Guinea per sostenere le navi e coordinare le azioni di contrasto alla pirateria. Le autorità del Benin, della Nigeria e del Togo hanno inviato barche in risposta ai diversi incidenti

IL RISCHIO SOMALO

Un incidente è stato segnalato al largo della Somalia, dove è stata attaccata a colpi d’armi da fuoco una petroliera ed inseguita da due imbarcazioni a circa 160 miglia a Sud Est di Hobyo. A fine di marzo, un’altra petroliera ha riferito di essere stata attaccata nel Golfo di Aden, mentre transitava all’interno del Corridoio di Transito della Sicurezza Marittima.

La distanza dalla terra, l’avvistamento di scale per l’abbordaggio e gli attacchi con armi da fuoco evidenziano, ancora una volta, come i pirati somali mantengano la capacità e l’intenzione di attaccare le navi mercantili nell’Oceano Indiano.

Intervento militare contro un gommone di pirati

I REPORT SULLA PIRATERIA DI IMB

Dal 1991 il centro operativo H24 dell’IMB PRC ha fornito all’industria marittima, ai Governi e alle agenzie di sicurezza dati tempestivi e trasparenti sulla pirateria e le rapine, ricevuti direttamente dal comandante della nave o dai suoi armatori.

La Somalia è una regione sempre a rischio di attacchi di pirati

L’invio tempestivo di relazioni e contatti con le Agenzie, le trasmissioni via Internet tramite Inmarsat Safety Net Services ed avvisi via email, tutte fornite gratuitamente, ha aiutato a rispondere rapidamente contro la pirateria, le rapine e la sicurezza dei marittimi, a livello mondiale.

L’IMB esorta sempre a segnalare alla RPC tutti gli episodi di pirateria e di rapina effettuati, tentati e sospetti. Questo primo passo nella catena di risposta è fondamentale per garantire che le autorità dispongano di risorse adeguate per contrastare le azioni dei pirati.

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