Protezione Civile, esercitazione “Dedalo 1”. Il grande valore dell’Aeronautica Militare come Forza Armata nell’impiego dual use

Caserta. Erano le 19.34 del 23 novembre 1980, quando la terra tremò in larga parte del Sud Italia. La scossa principale fu di magnitudo 6.9 con epicentro tra le province di Avellino, Salerno e Potenza. Colpì una vasta area dell’Appennino meridionale con effetti devastanti soprattutto in Irpinia e nelle zone adiacenti delle province di Salerno e di Potenza.

In un minuto e mezzo di terrore furono rasi al suolo paesi interi. I crolli provocarono circa 3 mila morti, 9 mila feriti, 300 mila senza tetto e 150 mila abitazioni distrutte.

Un’immagine del terremoto del 23 novembre 1980

E, ieri a Caserta, proprio a ricordo di quelle terribile ore e dei giorni successivi dove i soccorsi tardarono ad arrivare, basti ricordare il celebre titolo “FATE PRESTO” del quotidiano napoletano Il Mattino, personale e mezzi dell’Aeronautica Militare (Scuola Specialisti di Caserta e del 9° Stormo di Grazzanise), il Comune  casertano, la Protezione Civile della Regione Campania, la Croce Rossa Italiana con le rappresentanze degli studenti di varie scuole della città hanno partecipato all’esercitazione congiunta di protezione civile denominata “Dedalo 1”.

L’esercitazione che ha visto un’organizzazione di circa un mese e mezzo è stata molto intensa. C’è stata da parte dei giovani e dei loro docenti la capacità di entrare “nella realtà”. Tutti hanno saputo costruire le possibili situazioni di crisi: dalla richiesta ai aiuto, al sostegno dei feriti, alla partecipazione emotiva, alla gestione del panico delle persone colpite che dei familiari.

Un momento dell’esercitazione “Dedalo 1”

Su tutti la grande professionalità del personale impiegato, sia militare che civile, che ha avuto modo di dimostrare quanto la Protezione Civile italiana, in oltre 40 anni (ricordiamo il terremoto del 6 maggio 1976 in Friuli) abbia fatto passi da gigante. Anche se ancora bisogna lavorare per migliorarla sempre di più.

“La Protezione Civile – ha detto a Report Difesa, Claudia Campobasso, capo staff della Protezione Civile della Regione Campania – nasce proprio dalle macerie del 1980. Oggi abbiamo una prontezza e di risposta notevole. Nel 1980 dopo tre giorni si incominciò a capire quella che era la dimensione del disastro. Oggi in un’ora, come Protezione Civile, un’unità mobile dotata di tutta la strumentazione, la tecnologia per arrivare sul luogo del disastro. Si alzano in volo i droni che, in tempo reale, inviano nella Sala Operativa di Napoli le immagini del disastro”. Esse servono a dare, infatti, un’idea di quanto è successo.

In base a queste immagini, allora si può far partire la macchina dei soccorsi, a seconda di qual è la dimensione del disastro.

La Protezione Civile campana fa parte della colonna mobile nazionale. La Regione ha già investito circa 30 milioni di euro di fondi europei. Si sta parlando, in questo periodo, di altri soldi per incrementare, potenziare e completare i precedenti investimenti. “Abbiamo dotato, insieme ai Vigili del Fuoco e le altre componenti della Protezione Civile nazionale – ha aggiunto la Campobasso – le associazioni di volontariato di mezzi ed attrezzature. Per il 2019 confido di avere ulteriori risorse per completare la colonna mobile regionale”.

In particolare, è stato simulato un violento terremoto di magnitudo 7 con epicentro nella città di Caserta ad una profondità di circa 10 chilometri e tutte le attività sono state svolte “live”, come se realmente la macchina dei soccorsi fosse partita in quel momento, con una concitata telefonata di richiesta soccorso. Nello scenario simulato la scossa ha provocato sia crolli di abitazioni civili sia l’inagibilità degli ospedali locali con eventi franosi e incendi tali da rendere necessario il soccorso alla popolazione coinvolta e l’evacuazione degli abitanti delle aree più a rischio.

La macchina dei soccorsi coordinati dalla Protezione civile regionale è scattata immediatamente con l’invio sul posto di un drone per la verifica della situazione dell’alto. Da terra, intanto, arrivavano sul luogo del disastro le unità cinofile per la ricerca dei dispersi tra le macerie e squadre operative di soccorso sia tecnico che sanitario.

Si assistono i “feriti”

Il coordinamento delle operazioni è stato garantito da una Sala operativa regionale mobile, sistemata sul piazzale delle bandiere della Scuola Specialisti dell’Aeronautica Militare accanto ad un campo di accoglienza con nove tende pneumatiche, dove è stato dislocato anche il Posto Medico Avanzato per l’effettuazione del triage con i codici verdi, gialli e rossi in modo da poter simulare anche il trasporto immediato dei feriti più gravi – in codice rosso – che sono stati trasferiti presso le strutture ospedaliere più vicine con un elicottero HH212 del 9° Stormo dell’Aeronautica Militare di stanza a Grazzanise (Caserta).

Il recupero del “ferito” con un HH212 del 9° Stormo dell’Aeronautica Militare

Un altro elicottero della Protezione civile dotato di un sistema di spegnimento incendi ha domato le fiamme che sono divampate a causa del terremoto.

Una fase esercitativa dell’elicottero della Protezione Civile campana

Nel corso dell’esercitazione il personale militare e civile ha avuto la possibilità di addestrarsi con scenari di crisi non riproducibili in altro modo se non con una attività operativa reale.

“L’Aeronautica Militare – ha evidenziato al nostro giornale il Colonnello Nicola Gigante, comandante della Scuola Specialisti di Caserta e promotrice dell’iniziativa – è la vera dual use. La nostra Forza Armata deve necessariamente collaborare con tutte quelle che sono le Istituzioni militari e non per assicurare la protezione dei civili e di tutte quelle che sono le nostre strutture. Una collaborazione che deve essere messa in campo per tempo. Per questo ci stiamo addestrando, in modo da essere pronti a reagire nel caso di eventi calamitosi”.

Colonnello Nicola Gigante, comandante della Scuola Specialisti d Caserta

Tutti i velivoli della Forza Armata, sia quelli ad ala fissa che rotante, sono dual use. “L’Aeronautica – ha aggiunto il Colonnello Gigante – è nata come dual use e si sta specializzando ancora , per essere sempre più utile al Paese”.

La Scuola Specialisti dell’Arma azzurra è un Istituto in continua evoluzione, sempre più integrato con il contesto civile in cui opera quotidianamente, in grado di mettere a disposizione i propri assetti e le competenze specifiche, non solo nel settore della formazione, a favore del territorio perché esercitarsi per le emergenze è parte integrante della cultura professionale di ogni appartenente all’Aeronautica Militare.

La “Dedalo 1” è stata perfettamente in linea con la missione della Scuola Specialisti nella formazione e nell’addestramento di Sergenti, Volontari e personale del Comparto Difesa e Sicurezza perché infonde, grazie ad un mix di esperienza e innovazione, genuina creatività e predisposizione al cambiamento, quali fonti d’ispirazione per perseguire, con slancio, la realizzazione della missione del Comando Scuole e dell’Aeronautica Militare.

Ed ha anche contribuito alla formazione di una componente fondamentale dell’Aeronautica Militare del futuro e del personale della Scuola Specialisti, attraverso il contatto con la dimensione etica e di servizio della loro scelta di vita.

Insomma, con questa esercitazione la Scuola Specialisti ha ravvivato, ulteriormente, il rapporto con i cittadini e le Istituzioni del territorio casertano che la ospita fin dalla costituzione dell’Aeronautica Militare, all’inizio degli anni ’20 del secolo scorso, quando, accanto all’esigenza di formare i piloti, si ebbe anche quella di addestrare gli specialisti del mezzo aereo.

La valorizzazione di questo rapporto passerà sempre di più attraverso iniziative ad alta valenza di utilità sociale e di solidarietà nello spirito che già valse alla Scuola Specialisti la medaglia di bronzo al Valor Civile perché – in occasione del sisma del 1980 –  il personale tutto, nonostante le difficoltà ambientali, si prodigava, sin dal momento della costituzione dei primi centri operativi, con spirito di abnegazione e grande professionalità, intervenendo con uomini e mezzi alle operazioni di soccorso e garantendo, altresì, il necessario supporto logistico ai servizi essenziali.

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