Qatar, tour politico-diplomatico dell’emiro Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani in America Latina. In agenda la costruzione di nuove alleanze

Doha. L’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani inizia oggi un tour politico-diplomatico in America Latina. Queste le tappe: Ecuador, Perù, Argentina e Paraguay. In agenda: la discussione con i capi di Stato dei vari Paesi il rafforzamento delle relazioni e la cooperazione bilaterale in vari campi.

L’emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani

E’ dal giugno 2017 che il Qatar sta lavorando alla costruzione di nuove alleanze, dopo lo scoppio della crisi diplomatica che ha visto il Paese del Golfo in contrapposizione con l’Arabia Saudita.

Il 5 giugno dell’anno scorso. l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrain e l’Egitto avevano imposto un ampio embargo sulla nazione ricca di gas, scatenando la peggiore spaccatura all’interno del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC). Avevano hanno tagliato tutti i legami diplomatici e commerciali, accusando il Qatar di cercare legami più stretti con l’Iran, rivale regionale, e di “sostenere il terrorismo”. Un’accusa che Doha ha sempre negato con forza.

In altre parole, il  Qatar vuole diversificare i suoi legami economici in tutto il mondo ed, allo stesso tempo, aumentare la sua diffusione di soft power verso altri Stati.

La scorsa settimana, durante l’incontro dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, lo sceicco Tamim aveva affermato che il blocco del Qatar aveva danneggiato la reputazione dei paesi del GCC (un’alleanza politica ed economica di sei Paesi della penisola arabica: Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti).

E nei giorni scorsi, il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, aveva dichiarato che la crisi del Golfo rimane in uno “stallo”, aggiungendo che il GCC è attualmente “paralizzato”.
Dichiarazioni fatte dopo un incontro, sostenuto dagli Stati Uniti, tra i ministri degli esteri dei sei Stati del Consiglio di cooperazione del Golfo, l’Egitto e la Giordania a New York. Il primo dopo lo stop dello scorso anno.

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