Repubblica di San Marino, uno Stato permanentemente armato

Di Alessandro Gentili (*) (**)

La dottrina militare presenta tradizionalmente come modelli di nazioni permanentemente armate la Confederazione Elvetica (Svizzera) e lo Stato di Israele, la prima a tutela della sua neutralità, il secondo per irrinunciabili esigenze di sopravvivenza quotidiana. Ebbene, vi è un altro Stato, San Marino, la più antica Repubblica del mondo che, se non è esattamente una nazione permanentemente armata, è certamente almeno uno Stato permanentemente armato. Infatti, i circa 32 mila cittadini sammarinesi non possono essere considerati in modo stretto una nazione a se stantei, perché sono di nazionalità italianaii e di cultura romagnola, ma sono di certo popolo di uno Stato sovrano.

Dunque, San Marino è un modello di Stato (o Nazione) permanentemente armato/a, quantunque non sia conosciuto per questa sua speciale qualità; uno Stato permanentemente armato, nella continuità di una tradizione che si può far risalire almeno al XIV secoloiii, a garanzia della sua antica, e quasi mai violata, neutralitàiv. Fin dai primi statuti, si rileva che costante preoccupazione dell’antica comunità del monte Titano fu la difesa militare della propria terra, affidata necessariamente a residenti armati – non militi di professione, che il libero comune non poteva economicamente permettersi – quindi a persone che dismessi gli abiti del contadino, bottegaio, artigiano, prestavano la loro opera, come potevano, a vantaggio della comunità, in una milizia prettamente cittadinav. Soprattutto quando San Marino riuscì ad affrancarsi dal dominio del Vescovo del Montefeltro, la milizia cittadina iniziò a prendere coscienza del suo vero ruolo. Al servizio di milizia erano preposti tutti i cittadini maschi, selezionati e divisi tra truppe scelte e riserve, iscritti in appositi ruoli, pronti ad accorrere alle armi ad batocchium, ovvero al segnale dato con il campanonevi.

L’organizzazione militare venne gradualmente perfezionandosi e, finalmente, nel XVIII secolo raggiunse un assetto che poi darà gradualmente vita ai Corpi militari che tutt’oggi caratterizzano le milizie sammarinesi le quali, ad eccezione della Gendarmeria e della Guardia di Rocca-Nucleo Uniformato, unici corpi militari professionali dello Statovii, costituiscono un esempio puro di esercito di popolo; appunto di un popolo permanentemente armato, che vede i suoi cittadini – maschi e, oggi, anche femmine – che dai 16 ai 65 anni prestano servizio volontario nelle milizie, prendendone parte all’addestramento militare periodico , alle numerose ed impegnative cerimonie di Stato, agli onerosi e delicati servizi di ordine e sicurezza pubblicaviii, in rinforzo al Corpo della Gendarmeria, e talora anche di ausilio ai gendarmi per la custodia dei detenuti presso il carcere dello Stato.

Dunque, milizie che più volte sono state messe a dura prova, come anticamente si ricorda nella guerra contro Sigismondo Malatesta, nella invasione di Cesare Borgia, nelle tentate invasioni di Fabiano dal Monte e di Lionello Pio, quindi con l’insidiosa occupazione nel 1739 del Cardinale Giulio Alberoniix, nel tumultuoso momento del passaggio dell’armata napoleonicax, nell’invasione del 31 luglio del 1849 da parte degli sbandati della Repubblica Romana, oggi ricordata annualmente con una festa denominata in passato come lo “scampo della banda garibaldiana”xi, le tensioni con lo Stato Pontificio ed il Granducato di Toscana del giugno del 1851, conseguenti al fatto che si imputava a San Marino di dare rifugio a malfattori, carbonari e rivoluzionari, la ritirata delle truppe tedesche e l’invasione delle truppe inglesi durante la II^ guerra mondiale, con i tragici bombardamenti del 1944, ed i “fatti di Rovereta” alla fine degli anni ’50.

Nei secoli più lontani, gli uomini che componevano la milizia erano comunque solo qualche centinaia. Nel 1561, dopo l’occupazione di Cesare Borgia, si giunse ad iscrivere nei ruoli addirittura 661 nominativi, numero rilevante per una popolazione di poche migliaia di cristiani. Dopo l’invasione del Cardinale Alberoni, entrato in territorio senza aver incontrato resistenza alcuna, si volle disporre di una guardia che potesse essere costantemente impiegata nella difesa del Palazzo Pubblico dove si riuniva il Consiglio Principe; sorse così la Guardia del Principe, poi nota come Guardia Nobile ed oggi denominata Guardia del Consiglio Grande e Generale.

Sempre nel XVIII secolo viene creato il corpo della Squadra di Soccorso, ovvero l’attuale Guardia di Rocca per la custodia dei carcerati e col compito di addetti alle artiglierie. Milizie e Guardie di Rocca mantennero la condizione di formazioni militari non di professione, per cui non infrequentemente sorgevano problemi di ordine pubblico dovuti alla mancanza di guardie preposte alla sicurezza pubblica. A ciò tentava di provvedere il bargello che raramente era coadiuvato da alcuni sbirri che il governo non sempre poteva permettersi di stipendiare. Solo nel 1842 si dovette dotare la Repubblica di un corpo di gendarmi professionisti, pur persistendo serie difficoltà a stipendiarli. Infatti, i primi sei assunti tra i gendarmi e carabinieri toscani e pontifici vennero ben presto ridotti ad una sola unitàxii. Già nel 1797, ad imitazione di quanto avveniva nei territori italiani occupati dai francesi, si istituì la Guardia Civica, soppressa però già nel 1799. Parimenti di breve durata e sempre per esigenze necessitate o contingenti altri corpi vennero istituiti e soppressi rapidamente nel tempo: nel 1924 viene affiancato alla Gendarmeria un piccolo contingente di Guardie Forestali, inserite nell’ordinamento delle Milizie, dal 1933 al 1943 –vigente in San Marino il governo fascista – operò un corpo speciale denominato Guardia Repubblicana, cui era affiancato un reparto femminile, mentre nel giugno del 1944 furono organizzati reparti di Milizia Confinaria, Guardia Civica ausiliaria e Genio Pompieri. Nota di singolare rilievo fu la presenza dal 1922 al 1936 di un contingente di Reali Carabinieri della Legione di Anconaxiii e, dal 1962 al 1984, l’invio di 80 carabinieri della Legione di Bologna, al comando di un ufficiale, il tenente Fedele Daniele, che poi creò le premesse per la ricostituzione del Corpo della Gendarmeria – divenendone comandante e raggiungendo il grado di Colonnelloxiv – composta anche da ex carabinieri e da cittadini sammarinesi, strutturandola sapientemente sul modello dell’organizzazione territoriale dell’Arma dei Carabinieri. Singolare, poi, fu l’istituzione dal 1983 del servizio militare di leva per consentire agli italiani residenti nel territorio della Repubblica, ovvero a sammarinesi residenti in Italia, in possesso anche di cittadinanza italiana, di assolvere appunto il servizio di leva a San Marino, integrati nella Compagnia delle Milizie. Tale attività ebbe fine nel 2005, quando in Italia venne sospeso il servizio militare obbligatorio. Di San Marino va ricordato anche l’ospedale militare da campo schierato sul fronte italo-austriaco durante la I^ guerra mondiale, aggregato al VII Corpo d’Armata come “Compagnia San Marino”. Numerosi sono i sammarinesi caduti durante le guerre di indipendenza e nei conflitti mondiali. I loro nomi sono commemorati nell’Ara dei Volontari, ove vengono deposte corone di alloro in occasione delle solenni ricorrenze. A San Marino vi sono, altresì, una Sezione dell’Associazione Combattenti e Reduci ed una Sezione estera dell’Associazione Nazionale Carabinieri, che riunisce tutti gli ex carabinieri –molti dei quali divenuti poi gendarmi – restati a San Marino – e naturalizzati cittadini sammarinesi xv – dopo il servizio prestato dal 1962 al 1984.

Al giorno d’oggi questo Stato permanentemente armato dispone di centinaia di uomini e donne, tra volontari e i professionisti dei corpi militari di poliziaxvi, che con entusiasmo aderiscono ai periodici bandi di arruolamento, si sottopongono alle selezioni, rispondono alle frequenti chiamate di addestramento – militare in genere, nell’uso delle armi, alle tecniche di combattimento e di ordine pubblico, per partecipare in modo impeccabile alle cerimonie dello Stato ed alle parate – al termine delle loro giornate lavorative, sempre pronti alle convocazioni per le cerimonie militari, per i servizi di rinforzo alla Gendarmeria e per le emergenze. Giova ricordare che le milizie sammarinesi, al termine della II Guerra Mondiale, quando il Paese contava non più di 15 mila abitanti, riuscirono ad affrontare innumeri e assai gravosi problemi connessi all’ospitalità di più di 100 mila profughi, tra sfollati, ebrei e renitenti alle chiamate alle armi della Repubblica di Salò, nonché la pericolosa presenza di colonne tedesche che, nella loro precipitosa e disastrosa ritirata, affollarono le strade della Repubblica, cercando rifugio, ospitalità, sostentamento, minando strade e seminando il terrore ovunque, oltre ad attirare i tragici bombardamenti degli alleati anglo-americani.

L’organizzazione militare di San Marino è oggi articolata e certamente adeguata alle esigenze. Pur disponendo di sole truppe di terra, la Repubblica ha comunque un registro marittimo e navale, che comprende aerei e natanti sammarinesi e stranieri e dispone in territorio di una avio superficie. I corpi militari sono posti alle dipendenze della Reggenza, del Consiglio Grande e Generale, del Congresso di Stato e del Segretario di Stato per gli Affari Esteri-Deputato alle Miliziexvii.

I corpi militari sono gerarchicamente sottoposti al Comando Superiore delle Milizie, che si avvale di uno Stato Maggiore, dispone anche di Uditori Militarixviii, di un Servizio di Sanità e di Assistenza Spirituale.

Il Generale Comandante Superiore delle Milizie, massima autorità militare dello Stato, dipende dal Segretario di Stato per gli Affari Esteri-Deputato alle Milizie e si avvale di un Ispettore Generale e di un Capo di Stato Maggiore. Ad ogni corpo militare volontario è preposto un ufficiale superiore, con funzioni di Ispettore.

Il Congresso Militare – presieduto dal Deputato alle Milizie, composto dal Comandante Superiore, dall’Ispettore Generale, dal Capo di Stato Maggiore e da alcuni ufficiali superiori – è il massimo organo deliberativo e consultivo militare della Repubblica, molto autorevole, è tenuto in grande considerazione da tutti i sammarinesi.

Lo Stato Maggiore comprende gli Ufficiali addetti, gli Uditori militari ed i Cappellani militari.

L’ordinamento e gli organici dei corpi militari sono fissati con leggi e decreti, dal Regolamento Organico e di Disciplina dei Corpi Militari e dal Cerimoniale Militare.

I corpi militari sammarinesi annoverano al primo posto la Guardia del Consiglio Grande e Generale – o Guardia Nobile – istituita nel 1740 dopo l’occupazione alberoniana, che evidenziò la precarietà della tutela della sede della Reggenza e delle massime istituzioni della Repubblica. Essa nasce come corpo di élite, composto da sammarinesi prescelti tra le più importanti famiglie, al comando di un Capitano indipendente dal Comando delle milizie. Oggi, la Guardia è la guardia di onore dei Capitani Reggenti e del Consiglio Grande e Generale. Essa svolge i servizi di guardia e scorta d’onore durante le cerimonie di avvicendamento dei Capi di Stato e delle personalità straniere in visita ufficiale, durante le sedute del parlamentoxix e dell’Arengo, delle cerimonie religiose e incontri di gala cui presenziano i Capitani Reggenti. Presta servizio d’onore ai troni reggenziali e provvede ad issare ed ammainare la bandiera nazionale sul balcone del Palazzo Pubblico nelle solenni cerimonie ufficiali. Ad eccezioni delle attività di addestramento e di vita di guarnigione, indossano sempre la Grande Uniforme speciale con feluca e cento-piume bianco-azzurro, marsina doppiopetto in tessuto di lana blu con pantaloni con doppia banda dorata per gli ufficiali e arancione per sottufficiali, graduati e truppa. Completano la speciale tenuta spalline dorate, cordelline, bandoliera storica con giberna e per gli ufficiali la sciarpa bianco-azzurra con due nappe. Per tutti l’armamento è la sciabola di cavalleria forgiata in due diversi allestimenti per ufficiali e gregari.

La Fanteria: la Compagnia Uniformata delle Milizie è il corpo militare più antico di San Marino, la cui origine viene fatta risalire addirittura al 1543. Attualmente si alimenta con un reclutamento fatto con bando pubblico cui possono partecipare tutti i cittadini e anche gli stranieri residenti nello Stato da almeno 6 anni. Al corpo è altresì aggregata la Banda Militare della Repubblica di San Marino. I militi sono dotati di grande uniforme in tinta blu con ornamenti bianchi, chepì con pennacchio bianco-azzurro e sono armati di moschetto Mod. 91/38 di cavalleria. La Compagnia coadiuva la Gendarmeria nei servizi di ordine pubblico, nel servizio di custodia in carcere e nella sorveglianza di obiettivi sensibili.

L’Artiglieria: la Guardia di Rocca Compagnia di Artiglieria deriva dalla originaria Guardia di Rocca istituita nel 1754 per la vigilanza della Prima Torre, che sino al 1969 è stata anche sede del carcere. Oggi, oltre a partecipare a tutte le cerimonie militari, provvede allo sparo a salve dei cannoni durante l’avvicendamento dei Capi di Stato, delle feste nazionali e delle visite dei Capi di Stato esteri. E’, altresì, preposta con gli altri corpi militari volontari a concorrere, ove necessario, ai servizi di ordine pubblico e a prestare soccorso nelle pubbliche calamità.

Il 25 marzo di ogni anno si celebra con una festa nazionale l’Anniversario dell’Arengo e la Festa delle Miliziexx. Nella circostanza, con la solenne partecipazione della Reggenza, vengono consegnate le decorazioni al merito e prestano giuramento le reclute; quindi tutti i corpi militari, in grande uniforme, con bandiere e banda, con in testa il Comandante Superiore delle Milizie con il suo Stato Maggiore al completo, sfilano in parata per le vie della capitale per poi ritrovarsi per il tradizionale e festoso pranzo di corpo, con la presenza dei Capi di Stato e delle autorità di governo. Al pranzo prendono parte con le loro uniformi anche tutti i militi, di ogni grado, che sono stati collocati in congedo.

Ai corpi militari volontari, che costituiscono l’esercito dell’antica Repubblica del Titano, si affiancano i corpi militari professionali della Gendarmeria e della Guardia di Rocca-Nucleo Uniformato. Il Corpo della Gendarmeria è il corpo di polizia a competenza generale della Repubblica e assolve funzioni di polizia di sicurezza, polizia giudiziaria e amministrativa. Espleta,sostanzialmente, tutte le funzioni che in Italia sono devolute alla Polizia di Stato ed all’Arma dei Carabinieri e dispone di un eccellente servizio di pronto intervento, di personale particolarmente esperto ed equipaggiato per i servizi di ordine pubblico e per i servizi di sicurezza. La Guardia di Rocca-Nucleo Uniformato è preposta alla vigilanza del Palazzo Pubblico ed al controllo delle frontiere con funzioni di polizia doganale. Il Corpo della Gendarmeria, con la Guardia di Rocca Nucleo Uniformato, la Polizia Civile e l’Ufficio Nazionale Interpol – quest’ultimo di composizione interforze – costituiscono il Dipartimento di poliziaxxi, che opera con un Consiglio di dipartimento cui prendono parte i Segretari di Stato per gli Affari Esteri ed Interni nonché i comandanti dei tre corpi.

(*) Generale di Brigata dei Carabinieri aus.

(**) Comandante del Corpo della Gendarmeria della Repubblica di San Marino dal 2013 al 2015.

i Ampl. cfr. Chabod, F., L’idea di Nazione, Bari, Laterza, 1961.

ii Così come erano di nazionalità italiana gli abitanti degli stati preunitari della penisola e isole italiane prima del 1860.

iii Cfr. Angeli, G., Le fortificazioni, le armi e le milizie di San Marino, in “Il popolo sammarinese”, dal 31 dicembre 1927 al 31 luglio 1928.

iv La leggenda colloca la nascita dell’antica repubblica nel 301 d.C., fondata dal tagliapietre dalmata Marino che in punto di morte avrebbe pronunciato la famosa frase “relinquo vos liberos ab utroque homine” (vi lascio liberi da entrambi gli uomini, ovvero dal Papa e dall’Imperatore), ma di fatto una vera e propria comunità con alcuni caratteri di autonomia si ritrova storicamente solo intorno al XII-XIII sec..

v Così Casali, V., Manuale di storia sammarinese, Cosmo, San Marino, 2012, pag. 169.

vi Così Casali, V. op. cit., pag. 170 e ss.

vii La Repubblica ha anche il Corpo della Polizia Civile, i cui appartenenti sono appunto dipendenti civili dello Stato, con funzioni di polizia stradale, competenze per gli infortuni sul lavoro, con una aliquota antincendio e un Nucleo Antifrode.

viii Si consideri, ad esempio, che ogni anno, il 1° aprile ed il 1° ottobre, hanno luogo le sfarzose e solenni cerimonie di avvicendamento dei due Capi di Stato, i Capitani Reggenti, con l’intervento delle autorità dello Stato, dell’importante corpo diplomatico accreditato presso la Repubblica del Titano (sono i medesimi ambasciatori e Nunzio Apostolico accreditati anche presso il governo italiano) nonché importanti personalità, anche di livello mondiale, invitate a tenere l’orazione ufficiale.

ix Ampl. cfr. Cecchetti, M., Alberoni a San Marino,17 –29 0ttobre 1739, st. in proprio, San Marino, 2003.

x Napoleone fu costretto a rispettare San Marino per il fatto che era già una libera Repubblica, che pertanto non poteva essere né liberata né trasformata in ciò che già era. Non solo, Napoleone offrì anche un ingrandimento territoriale con sbocco sul mare, ma la Repubblica declinò saggiamente l’offerta ricevendone in cambio la promessa del dono di cannoni e foraggi, onorata però solo con i foraggi!

xi Ricorrenza nota oggi meglio nota come “Scampo garibaldino”. In questa tragica occasione Garibaldi sciolse la Legione , fece consegnare le armi ai sammarinesi (che poi avrebbero dovute consegnarle agli austriaci, ma ciò non avvenne se non in minima parte), e con pochi fedelissimi si diede alla fuga, lasciando nelle mani della sommaria giustizia asburgica gran parte dei suoi legionari.

xii Casali, V., op. cit. pag.177 e ss.

xiii Un ufficiale subalterno con 20 uomini, che sarebbero dovuti restare per soli sei mesi –in attesa di riorganizzare il corpo della Gendarmeria – ma che vennero trattenuti –o, da altro punto di vista, imposti da Mussolini – sino al 1936.

xiv Prima di allora il comandante della Gendarmeria, come tutti i comandanti dei corpi militari sammarinesi, poteva raggiungere al massimo il grado di capitano.

xv Giova specificare che gli stranieri autorizzati a vivere nel territorio della Repubblica, dopo 5 anni di regolare soggiorno possono ottenere la residenza e dopo 20 anni di residenza hanno titolo a richiedere la naturalizzazione, una specie di cittadinanza con qualche limitazione di status.

xvi Un aspetto non indifferente sta nel fatto che mentre ai militari della Gendarmeria e della Guardia di Rocca-Nucleo Uniformato, in quanto militari di carriera, è vietata l’iscrizione ai partiti politici, al restante personale militare volontario non è pregiudicata la militanza politica, dalla quale talora possono provenire inconvenienti, spesso poco compatibili con l’etica e la disciplina militare.

xvii I Capitani Reggenti durano in carica sei mesi, sono eletti tra i partiti della maggioranza parlamentare, rappresentano lo Stato, presiedono il Consiglio Grande e Generale (il parlamento di 60 consiglieri) ed il Congresso di Stato (il Governo composto da nove Segretari di Stato).

xviii Sono magistrati del Tribunale Commissariale della Repubblica –con il rango di ufficiali – che forniscono al Comando Superiore ed al Congresso Militare l’insostituibile consulenza giuridica, per l’adozioni di gravi misure disciplinari o di stato nei confronti del personale militare volontario e professionale.

xix Si svolgono ordinariamente ogni mese e durano, a seconda degli argomenti di prevista trattazione nel relativo ordine del giorno, anche quattro o cinque giorni e prevedono anche tre sessioni a giorno. Ciò richiede un particolare impegno e abnegazione per le guardie, che spesso devono lasciare lavoro o professione per più giorni.

xx La festa celebra l’Arengo dei capi famiglia del 1906, che pose fine al regime oligarchico e vide nascere il primo parlamento eletto democraticamente dai cittadini. A questo evento è stata associata la festa dei corpi militari.

xxi Istituito nel 1994, non ha ancora raggiunto una stabile organizzazione e continuità di funzionamento. Le forze politiche ne auspicano da tempo una diversa regolamentazione, che dovrebbe prevedere anche una riforma dei corpi di polizia e una revisione e migliore ripartizione dei relativi compiti.

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