Libia, i ribelli ciadiani e Da’ash insieme nel sud del Paese per rafforzare lo GNA

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Nell’incognita della situazione libica, dove la tregua non viene rispettata e le attenzioni internazionali si sono spostate nuovamente sull’asse nord-ovest della Libia, il timore che i mercenari ciadiani, Al-Qaeda e IS riappaiano al sud, è diventato una certezza.

Air Force del LNA in azione

L’ingente spiegamento di forze utilizzato da Generale Haftar, nell’Operazione Al Krama (Conosciuta in occidente come Operazione Dignità) per liberare la citta di Tripoli dalla morsa della Fratellanza, dalle milizie e da quello che adesso viene definito l’invasore turco, ha per forza di cose indebolito la difesa dei confini a sud del paese nord africano. Zona di confine, quest’ultima, che fino a poco prima del 4 aprile 2019 (giorno in cui il Feldmaresciallo Haftar ha deciso di lanciare l’offensiva contro Al Wefaq) era stata completamente ripulita e bonificata dai terroristi, grazie all’intervento voluto dal Feldmaresciallo.

Un intervento che si è spinto ben oltre le aspettative dell’uomo forte della Cirenaica e che ha reso possibile l’unione di molte Tribù che, poco prima dell’intervento del LNA, erano rivali e si auto – gestivano attraverso alleanze dubbie, diventando esse stesse ostaggi delle unioni fatte con mercenari e terroristi.

Ma a complicare la situazione, non solo il sostegno operato dalla Turchia allo GNA, con la continua violazione dell’embargo per il trasporto di armi, mezzi bellici e mercenari siriani legati a Da’ash, ma anche il ritorno dell’ombra dell’opposizione ciadiana, nella zona precedentemente occupata dai vari leader della Resistenza. I siti a cui si fa riferimento, sono proprio quei siti già ampiamente colpiti tra il 2017 e il 2018 e vicini ai pozzi petroliferi.

Un miliziano ribelle del ciad catturato dalla Tribù di Al Zawya e in appoggio LNA

Cercando di approfittare di questa situazione nella Libia meridionale, i ribelli ciadiani e le frange estremiste dell’IS stanno sfruttando il momentaneo vuoto di sicurezza per far ritornare il sud libico un centro di reclutamento, provando a trasformarlo in una nuova piattaforma di lancio per le proprie operazioni.

Così ad oggi dopo i numerosi arresti e dopo le numerose confessioni di militanti ciadiani, si ha la possibilità di ricostruire un piccolo quadro che mostra come vi sia il rischio di una escalation più grande, vista la presenza di combattenti di Da’ash e rivoluzionari ciadiani che si ri-uniscono dal sud alle forze di Al-Wefaq. Militanti che secondo le fonti ribelli arrestate, si unirebbero allo GNA per un compenso di 4000 dinari al mese.

Sembrerebbe che questi appoggi esterni allo GNA si siano resi necessari dopo le ingenti perdite subite, dal 4 aprile ad oggi, tra le Forze della riconciliazione. Alleanze, che per motivi di politica estera erano state “interrotte” nel 2018, sono state ripristinate da Al-Wefaq con i mercenari dell’opposizione armata ciadiana per effettuare attacchi nel sud della Libia, con l’obiettivo di disperdere LNA, e di unirsi lì ove possibile alle battaglie della capitale.

Miliziani del Ciad

Tutti questi elementi sono stati reperiti grazie alle confessioni degli arrestati, che hanno altresì dichiarato che il generale ciadiano Ayoub Abdel Karim, leader di quella che è conosciuta come “Unione” of Resistance Forces (UFR), fuggito di nascosto nel 2018 in Niger è apparso di nuovo nella Libia meridionale.

Sempre stando alle fonti, il generale Ayoub si troverebbe attualmente in Libia e avrebbe in programma di intervenire nel sud del paese dopo essersi unito agli ex funzionari dell’UFDD (Unione delle forze per la democrazia e lo sviluppo), che ad oggi risulta essere il più grande gruppo di forze ribelli del Ciad contrarie all’attuale Presidente Idriss Deby.

Opposizione Ciadiana

Non solo, gli stessi ribelli oltre ad unirsi mercenariamente alle fila dello GNA e dotati di nuove armi e divise, utilizzerebbero le loro posizioni e il loro nuovo armamento per attaccare dalla terra libica il nord del Ciad. Militanti ribelli che combattono al fianco di Al-Wefaq e che a doppio turno combattono contro l’Esercito Ciadiano. Questi ribelli durante le ritirate troverebbero rifugio nelle vecchie aree occupate nel sud della Libia.

Alcune delle posizione riprese dal movimento armato ciadiano, si troverebbero nell’area che si estende dal sud della base dell’aeronautica di Wau, in particolare nell’area nota come Fawwar 200, alla regione del Great Waw, attraverso le montagne di Ibn Ghanima, a sud della regione di Umm al-Raban, ai monti Turbu e alla catena montuosa di Haruj, vicino la città di Sebha e alla base aerea di Al-Jafra in forza al LNA. La zona in questione sarebbe un grande bottino poiché ricca di acqua, oro, petrolio e minerali.

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Catene montuose di Ben Ghanima e delle Turbu Mountain del nord

Ma sfortunatamente per loro, la soglia di attenzione del LNA e dell’Esercito Ciadiano non è mai scesa e grazie agli attacchi aerei operati dall’Air Force delle Forze armate arabe libiche e agli attacchi da terra dell’Esercito Ciadiano sono stati catturati più di “… 250 terroristi, tra cui quattro leader” ha replicato il capo di stato maggiore dell’Esercito ciadiano. La zona della regione, maggiormente intenzionata a questa nuova ondata sarebbe quella nella regione di Anidi, nel nord-est del Ciad e al confine con la Libia e il Sudan.

Mentre l’Ufficio comunicazione del LNA ha dichiarato che: “I combattenti dell’aeronautica militare libica araba si sono alternati demolendo tre gruppi delle bande ciadiane e dei loro alleati nel nostro amato sud”.

 

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