San Luca, il Ministro Salvini consegna un bene confiscato alla ‘ndrangheta

Di Giusy Criscuolo

SAN LUCA  – Un’accoglienza calorosa e inaspettata ha ricevuto il Ministro dell’Interno Matteo Salvini all’uscita dal Municipio, sciolto dal 2013 per infiltrazioni mafiose e commissariato dal 2015. La gente applaude, lo accoglie, gli parla, gli porge lettere e chiede lavoro, non senza dimostrare una certa stanchezza nell’essere additati come mafiosi. Su un cartello si legge “San Luca non è ‘ndrangheta”.

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini accolto a San Luca

Salvini promette che seguirà di persona le future elezioni del primo cittadino, perché è giusto che anche San Luca abbia il suo rappresentante dello Stato. Non sono mancate le rimostranze.  Un imponente spiegamento di militari dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, di Guardia di Finanza hanno reso inaccessibile la cittadina. Il comitato di sicurezza organizzato dalla Questura di Reggio Calabria ha scortato il Vicepremier verso la location simbolica (confiscata al Boss di San Luca Antonio Pelle detto “Gambazza”) e scelta per la consueta riunione del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza e per la conferenza stampa. Il messaggio lanciato è chiaro e diretto ed è arrivato dritto al cuore dei San Lucoti e non solo: “Lo Stato è meglio della ‘ndrangheta!”. L’immobile che diventerà un punto di incontro per i ragazzini di San Luca e dintorni è stato concesso simbolicamente e con la deposizione delle firme tra Il Ministro Salvini, il Vescovo Oliva, Il prefetto di Reggio Calabria,  Michele di Bari e il Commissario Prefettizio Salvatore Gulli. Il Ministro con un pensiero dedicato al tragico accadimento di Genova, dal quale non stacca la mente, ha espresso il suo orgoglio nell’aver mantenuto l’impegno preso nel cuore della Calabria e nell’aver deciso di incontrare proprio nell’Aspromonte il Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza: “Felice di essere qui con il massimo e con il meglio delle Forze di Sicurezza Italiane e anche Internazionali… invidiati da buona parte dei sistemi di sicurezza di altri Paesi del Mondo. I risultati in termini di contrasto alla malavita nell’ultimo anno sono assolutamente lusinghieri. Nell’arco di un anno, per il lavoro di uomini e donne di assoluto livello e di assoluto spessore, 200.000 reati in meno, un numero crescente di mafiosi arrestati, un numero ingenti di beni sequestrati a mafia, camorra e ndrangheta e sono fiero di tenere questa conferenza stampa in un luogo che prima era residenza di malavitosi…”.

Il ministro Salvini firma la consegna del bene confiscato alla ‘ndrangheta

 

 

Il messaggio è chiaro e diretto, lo Stato è presente e la popolazione onesta calabrese non ha da temere. La presenza dello Stato sul territorio deve essere costante, anche se già ampiamente esercitata dalle diverse forze di Polizia e nello specifico sul territorio aspromontano dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria è adesso supportata dalla presenza di un Ministro che intende affrontare a muso duro la criminalità che soffoca la brava gente calabrese.
“Sono orgoglioso che in questa Terra si siano triplicati gli arresti e se riusciremo ad aumentare ancora la presenza delle forze dell’ordine in questo territorio, finalmente potremo incominciare una rivoluzione che taglierà il legame tra questa terra e la ndrangheta, che voglio contribuire nel mio piccolo a far sparire…Non esiste solo la ndrangheta, c’è anche tanta brava gente che ha voglia di lottare.”
Il Vicepremier non manca di sottolineare i numeri positivi al contrasto contro la migrazione clandestina e ritornando con il pensiero al giorno di lutto, sottolinea che ha raccolto, in Calabria, documentazioni di rischi incombenti su ponti, viadotti, ospedali e altre strutture pubbliche che saranno portate all’attenzione del Consiglio dei Ministri, per evitare che si replichi anche qui la tragedia di Genova. Su Riace e i 2 milioni dei fondi europei bloccati risponde: “Ci vuole trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici e non sempre c’è stata… giudicheranno i fatti. E’ una splendida città che può vivere tranquillamente anche al di la di quello che è il fenomeno migratorio.”
Sull’Agenzia dei Beni Confiscati, il Consiglio dei Ministri ha approvato l’aumento a 200 di dotazione organica. “Occorre un cambiamento normativo che sarà compreso nel nuovo pacchetto sicurezza per arrivare concretamente ad avere queste 200 persone con 4 sedi principali che aiuteranno a migliorare e velocizzare la rimessa a disposizione nella comunità dei beni confiscati. Ad oggi 21.000 i beni in gestione all’Associazione di cui 18.000 immobili e 3000 aziende. 15.000 sono stati ridestinati. Metterò nella modifica normativa anche la possibilità di vendere gli immobili che non trovano ricollocazione, per evitare di dare il pessimo segnale che un bene confiscato rimanga per anni inutilizzato e abbandonato. Sarebbe la morte e la resa dello Stato nei confronti della malavita.”
Per cambiare la realtà e la mentalità? “Bisogna convincere con i fatti che lo Stato è meglio, che la legge è meglio, che la trasparenza è meglio. Se lo Stato manca, ed è mancato per troppo tempo, ciascuno si affida a vie alternative.”
Ad oggi la ndrangheta è diventata un attore del crimine transnazionale e risulta essere l’organizzazione criminale più potente e temuta. Radicata nel territorio Calabrese si è articolata all’estero, mantenendo i legami di origine. La sua influenza si riflette sull’economia, sugli appalti, le pubbliche amministrazioni e sui traffici internazionali di stupefacenti, soprattutto di cocaina.
Le operazioni congiunte tra Carabinieri, forze di Polizia e Guardia di Finanza, che in Calabria si trovano a collaborare sinergicamente su numerose indagini ha permesso l’aumento degli arresti citati dal Ministro. In ausilio a queste operazioni è nato lo Scip, il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, che vede coinvolte forze di polizia e magistrature contro il crimine organizzato. Dal loro canto le forze di polizia e lo Stato sono impegnati in una quotidiana lotta, che con grandi sacrifici, non smette di portare buoni risultati. Lo Stato c’è. La sua attività principale, attualmente, è in effetti il narcotraffico ma è immediatamente seguita dalla partecipazione in appalti, condizionamento del voto elettorale, estorsione, usura, traffico di armi, gioco d’azzardo, traffico di esseri umani, e smaltimento di rifiuti tossici e radioattivi, prodotti alimentari e società di sportive.

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