Sanzioni Usa-Iran, la francese Total disdice l’accordo per lo sviluppo di un giacimento a gas. Altre aziende sono pronte a seguire l’esempio

Teheran, La Compagnia petrolifera Total ha ufficialmente disdetto l’accordo per lo sviluppo della fase 11 di South Pars (giacimento a gas)in Iran, ed entro due mesi non proseguirà nel contratto.

La Total ammaina la sua bandiera in Iran

Per Teheran, l’Europa dovrebbe accelerare gli sforzi per salvare l’accordo sul nucleare del 2015 tra l’Iran e le altre potenze che hanno firmato il JCPOA.
Gli sforzi di Gran Bretagna, Francia, Germania, Cina e Russia per evitare che tutto vada perduto si scontrano con Washington che vuole che  tutte le imprese che trattano con Teheran non facciano più affari negli Stati Uniti.

Anche le Case automobilistiche PSA, Renault e Daimler sono tra quelle che sospendono o lasciano cadere i piani di investimenti in Iran insieme a Deutsche Bahn e Deutsche Telekom.
L’Unione europea sta lavorando per mantenere i canali finanziari con Teheran e facilitare le esportazioni petrolifere iraniane.
Washington ha detto che l’unica possibilità per l’Iran di evitare le sanzioni sarebbe di accettare l’offerta di Trump di negoziare un accordo nucleare più in perdita per Teheran. E subito è stata respinta l’offerta.
Gli Stati Uniti imporranno sanzioni più severe all’Iran a novembre e riguarderanno la vendita di petrolio e il settore bancario.
La valuta locale ha perso circa la metà del suo valore da aprile a causa di un’economia debole, di difficoltà finanziarie presso le banche nazionali e di una forte domanda di dollari tra gli iraniani che temono gli effetti delle sanzioni.

Il giorno della firma dell’accordo

“Gli europei e gli altri firmatari dell’accordo hanno cercato di salvare l’accordo ma il processo è stato lento, dovrebbe essere accelerato- ha dichiarato il portavoce del ministro degli Esteri, Bahram Qasemi -. L’Iran si basa principalmente sulle proprie capacità per superare le nuove sanzioni americane”,
Gli Stati europei si sono dati da fare per assicurarsi che l’Iran ottenga sufficienti benefici economici che convincano il Paese a rimanere nell’accordo, definito dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump “profondamente imperfetto”.
Washington ha imposto nuove sanzioni all’Iran in questo mese, prendendo di mira il commercio di oro e di altri metalli preziosi, acquisti di dollari statunitensi e della sua industria automobilistica.

Le potenze europee, la Cina e la Russia affermano che faranno di più per incoraggiare le loro imprese a rimanere impegnate con l’Iran. Ma la minaccia delle sanzioni statunitensi ha spinto molte importanti compagnie a ritirarsi.

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