Scozia, un sondaggio rivela disaffezione dei cittadini per indipendenza

Edimburgo. Cala il consenso tra gli elettori all’indipendenza della Scozia dal Regno Unito. Dall’agosto 2014 ad oggi, secondo un sondaggio di YouGov, è in vantaggio tra gli scozzesi la volontà di restare a far parte del Regno Unito (57 a 43%).

La ministra principale scozzese Nicola Sturgeon ha convocato, ieri, una riunione d’urgenza del suo Gabinetto per dare un impulso molto forte al secondo referendum (dopo quello di agosto di tre anni fa) che si dovrebbe tenere nella “parte finale dei negoziati con la Ue o subito dopo”.

La leader scozzese Nicola Sturgeon.

Da Londra, con la premier britannica Theresa May arriva però un alto là alla nuova richiesta di consultazione referendaria. La May ha detto che non permetterà che siano fatti “giochi costituzionali sul futuro del Regno Unito”.

Interpellato dal quotidiano Guardian, il numero due del Partito nazionale scozzese e portavoe a Westminster, Angus Robertson, ha detto che lascia una porta aperta per un accordo all’ultimo momento con la May per evitare la convocazione del referendum, sempre e quando il Governo londinese negozi uno statuto speciale per la Scozia che le permetta di entrare a fare parte della Ue.

Bruxelles aveva fatto già sapere che se volevano entrare gli scozzesi dovevano “fare la fila” in caso di indipendenza. Ma Robertson ribatte che l’entrata più che politica potrebbe essere economica, entrando a fare parte dello Spazio economico europeo come hanno già fatto la Norvegia e l’Islanda.

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