Siria, la risposta russa dopo il bombardamento: c’era un laboratorio di armi tossiche dei ribelli

Mosca. C’era un laboratorio per la produzione di armi tossiche nel deposito che è stato bombardato ieri dall’aviazione siriana e che ha provocato 72 morti e feriti a Jan Shijún (provincia di Idlib). Così il Governo di Mosca dà la sua versione sui fatti di ieri in Siria.

Le vittime del bombardamento di ieri.

Questo laboratorio era gestito dalle forze ribelli anti Assad ed erano stipate armi destinate all’Iraq.

“Tra le ore 11.30 e le ore 12.30 ora locale – ha spiegato oggi il generale Igor Konashenkov, portavoce del Ministero della Difesa russa – l’aviazione di Damasco ha bombardato, nella zona di Jan Shijún, un gran deposito di armamento dei terroristi. In questo deposito c’era un laboratorio per la produzione di mine con sostanze tossiche”.

L’utilizzazione da parte dei terroristi, ha aggiunto il portavoce del Ministero, è stata dimostrata tanto dalle organizzazioni internazionali come dal Governo iracheno.

La Russia aveva negato, ieri, che la sua aviazione aveva bombardato questa zona, attaccando le forze ribelli anti Assad.

Intanto, ha aggiunto il portavoce del presidente della Repubblica russa,

Dmitri Peskov la Russia e le sue Forze Armate continueranno “l’operazione per sostenere la campagna antiterroristica per la liberazione del Paese svolta dalle forze armate della Repubblica araba siriana”. Dmitri Peskov ha così risposto ad un giornalista che gli chiedeva se Mosca continuerà a sostenere il regime di Damasco, dopo il presunto attacco chimico in Siria centrale di cui è stata accusata l’aviazione siriana.

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