Siria, una storia infinita

Di Alessandro Gentili*

Roma. E’ di questi giorni il gran putiferio sugli accadimenti in Siria. Ancora una volta, a pochi giorni del fantomatico uso di gas nervino in Inghilterra, asseritamente usato per tentare di eliminare una ex spia sovietica, si parla di uso di armi chimiche in Siria, con scambi di accuse e smentite disorientanti. Per quale ragione la Siria debba stare al centro di tanti interessi dell’Occidente, del Vicino e Medio Oriente sembrerebbe non sia dato saperlo. Come non è dato conoscere per quale motivo il legittimo Presidente della Repubblica araba di Siria dal 2000, Bashar al-Assad , secondo i capi di alcuni paesi occidentali dovrebbe essere destituito.

Certo che le problematiche della Siria – esplose dal 2011, per alcuni a seguito di contagio della cd “primavera araba”- vedono coinvolti troppi interessi, sovente rappresentati prepotentemente ed in modo incongruo dagli USA, dalla Russia, dalla Turchia, dalla Francia, dall’Iran – in prima battuta – ed in secondo piano – ma non troppo – da Israele e dal mondo arabo in genere. Tutto questo, tra l’altro, oltre alle innumerevoli vittime ed al riaprirsi o riacuirsi di vecchie problematiche etniche, ha comportato un esodo biblico che si è riversato in buona parte nei paesi dell’Unione Europea, che così si sono trovati ad essere anch’essi parte di questa querelle che alla base viola gravemente il diritto internazionale: né la Francia né gli Stati Uniti hanno, né avevano, il diritto di decidere di destituire un Capo di Stato regolarmente eletto secondo l’ordinamento costituzionale del proprio paese!

Soccorso ad alcuni civili feriti in Siria.

Gli altri protagonisti, aggiuntisi via via ai primi, di questa inquietante vicenda hanno ritenuto di poter avere, in conseguenza, il diritto di intervenire per plurime ragioni che, a mio sommesso avviso, non trovano comunque giustificazione di sorta, se non in vergognose opportunità di carattere economico assolutamente inaccettabili. Soprattutto, se si riconosce la decisione scellerata della Francia, del Regno Unito e degli USA di aver fatto deflagrare la “primavera araba” con il dichiarato, assurdo scopo di sostituire con regimi democratici i regimi forti dei paesi del nord Africa, del Vicino e Medio Oriente. Forse anche il tentato golpe contro Erdogan potrebbe far parte del medesimo disegno o potrebbe essere stato ispirato da questo progetto neo colonialista di Francia, UK e USA.               Il progetto, ripeto, scellerato, ha coinvolto pure paesi come l’Italia che ne è rimasta gravemente danneggiata sul piano economico e del prestigio internazionale. L’enorme dissesto di Libia, Egitto e Siria nonché la nascita dello Stato Islamico (IS), o Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS), con l’espansione esponenziale globale del terrorismo islamico, sono gli esempi più eclatanti e disastrosi di politiche irrazionali, arroganti ed avventate, che calpestano il diritto di autodeterminazione dei popoli (quelli islamici peraltro ignorano, non comprendono e rifiutano le nostre democrazie, in verità tutte malate e spesso degenerate), del tutto indifferenti a quanto l’ONU e le altre organizzazioni internazionali dovrebbero garantire. Si, perché è indubbio per il diritto internazionale che Bashar al-Assad abbia il diritto sovrano di combattere chi vuole destabilizzare lo Stato di cui è presidente . Ed è ridicolo che i paesi tradizionalmente guerrafondai dell’Occidente ricerchino giustificazioni sul piano morale e giuridico da quegli organismi che dovrebbero invece impedire interferenze assolutamente inammissibili nei confronti di stati sovrani. La Siria, nonostante la Francia, è diventata da molto tempo uno Stato sovrano, molto civilizzato e veramente laico. L’indipendenza che Assad ha assicurato al suo Paese gli dà certamente il diritto di usare la forza, contro chiunque lo combatte, e la pretesa di non ritenersi vassallo né della Francia né dei dante causa di quest’ ultima.

Queste premesse, conducono ad una sola conclusione. Alla prova dei fatti, solo la Russia di Putin, oggi, può essere garante del ristabilimento della pace e della sovranità di un paese che ha sicuramente il diritto di essere rispettato nella sua sovranità e capacità di autodeterminazione, secondo il suo ordinamento. Peraltro la Siria, meglio non dimenticarlo, è una repubblica presidenziale, come il primo dei suoi nemici atavici: la Francia.

(*) Generale di Brigata dei Carabinieri aus.

 

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