Somalia, i due lati di una stessa medaglia. Al Qaeda e Al Shabaab si scontrano a Mogadiscio

Di Giusy Criscuolo

Mogadiscio. Secondo quanto riportato dal quotidiano somalo Al Somal, nella giornata di sabato vi è stato uno scontro armato tra Al Qaeda ed il movimento Giovanile Somalo di Al Shabaab.

Miliziani di Al Shabaab

L’organizzazione terroristica Al-Shabaab legata ad Al Qaeda, con l’attacco sferrato ad alcuni dei propri militanti, ha lanciato un avvertimento ai membri del movimento che volevano unirsi alla frangia estrema di Daesh. Il movimento giovanile jihadista somalo, con questo gesto, ha dichiarato ostruzionismo sia all’organizzazione che alle sue operazioni in Somalia.

La frangia di Al-Shabaab, legata ad Al Qaeda, ha dichiarato di aver ucciso uno dei suoi membri che aveva pianificato di unirsi alla file di Daesh in Somalia, arrestando altri due esponenti con la stessa accusa. “È tempo di vendicarsi dei militanti di al-Shabaab, che si uniscono all’organizzazione di Daesh”, questa la dichiarazione rilasciata da un ramo dell’organizzazione di Al Qaeda in Somalia. L’obiettivo, ammonire i militanti pro Daesh e Daesh stessa dall’attuare qualsiasi operazione.

Questi avvertimenti arrivano dopo l’assassinio operato dal Movimento di Al Shabaab, nei confronti di un militante egiziano in una città nella regione centrale di Juba, nel Sud della Somalia. L’uomo è stato accusato di volersi unire alla frangia estrema di Daesh. A seguito di questa operazione, il movimento ha condotto una spedizione punitiva nella città di Jaleb che ha portato all’arresto di oltre 20 persone con l’accusa di fedeltà al ramo dell’organizzazione di Daesh in Somalia.

Negli ultimi due anni, l’ISIS ha cercato di espandersi in terra somala, partendo dal suo campo base nel centro principale di Gal Ghala Heights, nello stato Nord-orientale del Puntland.

L’ISIS ha cercato di espandersi in terra somala, partendo dal suo campo base nel centro principale di Gal Ghala Heights

 

I terroristi hanno dovuto affrontare una sfida importante contro i loro omonimi di Al-Shabaab, che hanno cercato elementi dell’organizzazione estremista assassinandoli in ogni dove.

Secondo un rapporto, redatto da un analista somalo e studioso dei movimenti terroristici, Abdul Rahman Sahl Yousef, l’organizzazione di Al-Qaeda ha iniziato i suoi combattimenti contro la frangia estrema di Daesh intorno al 2015, quando una branca crescente dello Stato islamico ha iniziato ad emergere dalle roccaforti del movimento stesso, fuori dalle grandi città somale.

Secondo lo studioso, nel novembre 2015, Al Shabaab ha lanciato campagne armate contro il ramo terroristico estremista della stessa organizzazione nei governatorati della zona centrale di Juba, dove due giorni fa è stato ucciso l’aspirante militante egiziano di Daesh. Da allora, le due parti hanno combattuto in diversi scontri a fuoco, provocando la morte di dozzine di loro.

Miliziani di Al Shabaab

Il movimento giovanile jihadista è legato ad Al Qaeda e dal 2016 al 2018, è stato in grado di eliminare sul campo leader di spicco, fedeli all’organizzazione di Daesh. Alcuni tra i quali: Sheikh Aba Noman Bashir della tribù di Mervli, Hussein Abdi Adam della tribù Ogaden, Mohammed al-Mekawi sudanese esperto di sicurezza, militare ed ex membro di Al Qaeda. Molti altri, hanno trovato la morte nelle prigioni del movimento.

Gli scontri tra le fasce terroriste, non si sono limitati al sud della Somalia, ma si sono spostati nella regione montuosa di Gagala nel Puntland. L’avvertimento lasciato da Al Shabaab a Daesh sta creando tensioni molto alte tra gli estremisti che, a quanto scrive lo studioso, si starebbero preparando a possibili scontri nei mesi a venire.

Miliziani di Daesh in Somalia

Alla luce di queste minacce, il movimento ha attuato misure severe contro chiunque fosse favorevole all’organizzazione, contro chiunque cercasse di predicare o distribuire le sue pubblicazioni tra i sostenitori del movimento stesso.

Secondo Rahman Sahl, l’ultimo messaggio pubblicato dall’organizzazione potrebbe essere diverso da quelli precedenti. Secondo lo studioso, lo si evince dal linguaggio minaccioso altamente elevato, dove il riferimento ad una controffensiva violenta, pare sia esplicito.

Gli ultimi eventi, legati a Daesh e Al-Qaeda, in Somalia arrivano in un momento in cui l’Esercito somalo continua le sue campagne militari su più di un fronte contro il movimento estremista al-Shabaab, specialmente nella provincia di Lower Shabelle, nella zona centrale della Provincia di Hiraan e nella provincia di Juba Sud. Fortunatamente l’Esercito somalo, pare abbia fatto progressi significativi sui vari fronti.

La speranza, lasciata intravedere dall’analista, è che gli scontri tra i due Takfiri* nella regione indeboliranno la loro presenza in Somalia. Questo perché non ci sono differenze fondamentali tra di loro. Nessuna differenza nel pensiero, nel comportamento aggressivo, nella natura del loro governo contrario alla legge islamica, nel rifiuto del popolo somalo nella sua totalità.

Rifiuto che indice a non rispettare l’esistenza delle diverse correnti. A quanto riportato nel report lo Stato somalo, nel momento in cui entrambe le frange verranno meno, dovrà appropriarsi di tutti i mezzi a sua disposizione per affrontarli, al fine di difendere la sovranità dello stato, proteggere la sua unità e integrità territoriale.

*Il takfirismo è l’accusa di miscredenza e fa riferimento al neologismo derivato dall’ideologia deviata dell’Islamismo, strettamente connessa al jihadismo, sorta tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo. Il termine si basa sulla pretesa di bollare un musulmano sunnita o sciita di “empietà massima” e “apostasia”

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