Spaccio di cocaina, i Carabinieri scoprono nel Napoletano un piazza di spaccio “fatta in casa”. Impiegati anche minori

Napoli. Spaccio di cocaina confezionata in dosi (i cosiddetti “pallini”) da 0,2, 0,5 e 0,8 grammi, venduti ad un prezzo compreso tra i 55 e i 60 euro al grammo. Tra gli spacciatori anche bambini e ragazzi minori di 14 anni.

Spaccio di droga nel Napoletano. Venivano impiegati anche minori

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata (Napoli) hanno eseguito, oggi, un ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP (Giudice per le indagini preliminari) di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea a carico di 12 persone coinvolte, a vario titolo, in attività di traffico e spaccio di stupefacenti.

Il provvedimento di oggi è avvenuto a seguito delle indagini dirette dalla Procura di Napoli, iniziate dopo un omicidio contro un pensionato, avvenuto a Portici (Napoli) il 28 luglio 2014.

Le indagini per l’identificazione degli autori hanno condotto ad un tale chiamato “Giovanni” che era indicato in una conversazione intercettata a carico di un altro pregiudicato come autore della tentata rapina poi sfociata nell’omicidio di Portici.

I militari sono così risaliti al presunto autore della rapina, che era detenuto ai domiciliari, sfociata nell’omicidio dell’uomo. Anche se poi le intercettazioni non hanno dimostrato che l’indagato fosse coinvolto nel reato ma hanno consentito di scoprire una “piazza di spaccio” di cocaina attiva nel quartiere di Napoli Ponticelli.

La quale era promossa, secondo quanto hanno scoperto gli investigatori, organizzata e diretta dall’uomo e dalla sua convivente.

Una piazza di spaccio che si è scoperto molto attiva, con continue cessioni e modalità consolidate di smercio in luoghi prestabiliti e concordati, tramite utilizzo di un linguaggio convenzionale.

L’appartamento di Ponticelli della coppia, così come è stato scoperto, veniva spesso utilizzato come negozio al dettaglio ove gli acquirenti abituali si recavano per l’acquisto della cocaina. L’associazione si avvaleva della collaborazione di vari familiari della coppia, tanto che si può pensare che avessero messo su un’impresa “familiare”, ove ciascun componente forniva il proprio contributo in base alle esigenze dell’associazione.

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