Spagna, concessa la Croce al Merito ai due agenti della Guardia Civil uccisi. Per questo omicidio è indagato “Igor il russo”

Teruel. Oggi a Natural de Calanda de Teruel è un giorno di grande tristezza. L’omicidio di Víctor Romero Pérez, agente della Guardia Civil di 30 anni, padre di una bambina di pochi mesi, che avrebbe in Norbert Feher alias Igor Vaclavic, conosciuto come “Igor il russo” il presunto esecutore, ha lasciato sgomenta tutta la comunità.

I due agenti della Guardia Civil assassinati

Victor era considerato un grande agente e non era il primo della sua famiglia ad avere indossato l’uniforme verde. Anche uno dei suoi fratelli fa parte della Benemerita.

Il suo assassinio ha provocato una profonda rabbia nell’intero Corpo (http://www.guardiacivil.es/es/index.html)  tanto che i suoi colleghi si sono impegnati a fondo per arrestare Igor. Con il collega Víctor Jesús Caballero Espinosa, 38 anni di Cadice, formavano una sorta di Squadra speciale, specializzata nella prevenzione dei furti nelle zone rurali.

Quanto successo evidenzia, come sostengono gli agenti della Guardia Civil, l’importante e pericoloso lavoro che viene fatto da tutte quelle Guardie Civil che vigilano perchè sia rispettata la legalità nella Spagna rurale e non.

Ai due agenti caduti il Ministro dell’Interno, Juan Ignacio Zoido ed il Direttore Generale della Guardia Civil, José Manuel Holgado, hanno concesso la Croce al Merito della Guardia Civil con distintivo rosso.

Al momento della cattura, Igor era “vestito in uniforme e pesantemente armato” con le armi rubate agli agenti della Guardia Civil uccisi. Ha ferito mortalmente i due uomini, nonostante indossassero giubbotti antiproiettile, perché sapeva dove sparare. Gli agenti non avrebbero così avuto il tempo di reagire.

Una immagine di Igor Vaclavic,

Intanto, la Polizia Scientifica italiana – secondo quanto ha appreso l’ANSA – ha concluso positivamente il riscontro delle impronte digitali rilevate sull’uomo arrestato ieri, nelle prime ore del mattino, ed immesse dalla Guardia Civil nella banca dati europea AFIS (Automated Fingerprint Identification System- Sistema Automatizzato di Identificazione delle Impronte)  con quelle già in possesso della Polizia italiana. Il riscontro ha dato esito largamente positivo, confermando definitivamente che la persona arrestata è proprio quella ricercata per gli omicidi commessi a Budrio (Bologna) e Portomaggiore (Ferrara), avvenuti rispettivamente il 1° e l’8 aprile scorsi.

L’AFIS è un sistema hardware e software che riduce i normali tempi di acquisizione e catalogazione dei cartellini decadattilari e dalla necessità di effettuare una ricerca rapida ed efficace delle impronte sconosciute in una Banca dati unica, informatizzata, consultabile dal centro e dalla periferia. Le impronte digitali vengono codificate attraverso un algoritmo, gestito dal Sistema. Le ricerche vengono eseguite su set di 10 impronte, su frammenti d’impronta digitale sulle impronte palmari, rilevati dagli organi di Polizia sulla scena del crimine.

E’ un sistema costituito da terminali a disposizione delle singole unità di Polizia Scientifica, o dei Reparti Investigazioni scientifiche (RIS) dei Carabinieri che hanno la possibilità di connettersi, via telematica, alla Banca dati del Casellario Centrale d’Identità – II Divisione del Servizio Polizia Scientifica, che contiene le informazioni biometriche dei singoli soggetti per essere identificati ai fini preventivi o giudiziari.

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