Spazio, Leonardo giovedì celebrerà a Matera i 50 anni della prima “passeggiata” sulla Luna

Matera. “Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità”. È questa la celebre frase che Neil Armstrong pronunciò durante la prima “passeggiata” sul suolo lunare, il 20 luglio 1969.

L’allunaggio del 1969

L’impresa ha rappresentato una delle maggiori conquiste scientifiche e ingegneristiche di tutti i tempi e ha dato il via a sperimentazioni e innovazioni sempre più avanzate nel settore spaziale.

Ed è nell’ambito di queste enormi sfide tecnologiche, per migliorare il presente e dare forma al futuro, che Leonardo riconosce il proprio tratto distintivo.

L’Azienda è fortemente impegnata nello sviluppo di nuovi sistemi nel settore: dall’osservazione della Terra, per il monitoraggio dell’ambiente, del cambiamento climatico e la gestione delle emergenze, alle comunicazioni e alla navigazione satellitare, a cui si somma la significativa presenza nelle maggiori missioni internazionali scientifiche e di esplorazione planetaria. Leonardo, ad esempio, sarà protagonista con le proprie tecnologie della missione ExoMars 2020.

Marte, la nuova frontiera dello Spazio

È stata sviluppata, infatti, sempre da Leonardo la trivella che per la prima volta nella storia perforerà il suolo del Pianeta Rosso, fino a due metri di profondità, a caccia di tracce di vita. Attorno ad ogni pianeta del Sistema Solare c’è o ci sarà presto uno strumento tecnologico realizzato dall’azienda italiana.

A 50 anni dall’anniversario dello sbarco sulla Luna, Leonardo sarà a Matera per festeggiare la ricorrenza che vide avverarsi un sogno ritenuto impossibile.

Con la Fondazione Matera Basilicata 2019, infatti, l’azienda promuove, giovedì, a due giorni dall’anniversario dell’allunaggio, lo spettacolo multimediale The Apollo Soundtrack, con gli Icebreaker, su musiche di Brian Eno, Roger Eno e Daniel Lanois, per celebrare il traguardo della missione Apollo 11, in una straordinaria contaminazione tra suoni e immagini spaziali, per rivivere emozioni e ricordi di quell’impresa straordinaria.

Locandina del concerto “Apollo Soundtrack” che si terrà giovedì a Matera su musiche di Brian Eno. Per l’occasione, saranno proiettate immagini di osservazione della Terra fornite dal Centro Spaziale lucano.

E proprio a Brian Eno è stato recentemente dedicato dalla comunità scientifica un asteroide che porterà il suo nome.

L’evento rappresenta per Leonardo un’ulteriore occasione di incontro e contaminazione tra tecnologia, scienza arte e cultura in un’ottica STEAM (Science, Technology, Engineering and Mathematics + Arts).

Le spettacolari immagini satellitari che accompagnano la performance musicale saranno fornite dal Centro Spaziale di Matera, in cui e-GEOS – joint venture tra Telespazio (80%) e ASI (20%) – tra i protagonisti internazionali nel settore della geo-informazione, acquisisce ed elabora un patrimonio di informazioni utili al monitoraggio e alla protezione della salute del nostro Pianeta.

È sempre nella celeberrima Città dei Sassi, inoltre, che un raggio laser MLRO (Matera Laser Ranging Observatory) dell’ASI (Agenzia Spaziale italiana), raggiunge periodicamente il suolo lunare sul quale sono stati posizionati alcuni retro riflettori nel corso delle missioni Apollo e, in seguito, dalle missioni robotiche sovietiche Lunokhod.

Le misure di distanza Terra-Luna, ottenute dal tempo di andata e ritorno del laser, permettono di effettuare studi fondamentali di fisica, di relatività generale e di conoscenza della struttura interna del nostro satellite naturale.

Il richiamo alla discesa di Armstrong e Aldrin sulla superficie lunare ci ricorda anche che l’impresa del 1969 fu il primo vero evento mediatico globale, che appassionò milioni di persone rimaste incollate davanti alle immagini in bianco e nero trasmesse in diretta TV in ogni angolo del Pianeta.

In quella lunga notte la Rai mandò in onda uno “Speciale Luna”, che durò oltre 28 ore. La diretta fu possibile grazie alla prima grande antenna parabolica, installata al Centro Spaziale del Fucino (L’Aquila), inaugurato da Telespazio (oggi azienda del Gruppo Leonardo) solo pochi anni prima e divenuto oggi uno dei più avanzati teleporti al mondo.

Antenna parabolica del Centro Spaziale del Fucino (L’Aquila) di Telespazio grazie alla quale il 20 luglio 1969 fu permessa la diretta RAI dello sbarco sulla Luna.

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