Speciale 2 Giugno: Le Guardie d’onore del Quirinale

Di Francesca Cannataro

Roma. Uniforme elegante ed austera, statura imponente, sguardo diritto e fiero. Sempre. Sono i Corazzieri. Le Guardie d’onore del Quirinale.

A loro spetta il compito primario di vigilare sulla sicurezza del Presidente della Repubblica. Sono loro che, nella storica rivista di domani. renderanno gli onori al capo dello Stato, Sergio Mattarella.

La storia dei Corazzieri è antica. Le prime tracce di un corpo di Arcieri e Scudieri addetto alla sicurezza della residenza e degli esponenti della Casa Savoia risalgono al XIV secolo ma fu soltanto sotto il ducato di Emanuele Filiberto Testa di Ferro (1553-1580) che si costituì una “Guardia d’Onore del Principe”.

Due Corazzieri ripongono il Tricolore con lo stemma della Presidenza della Repubblica

Nel 1868 diventano parte integrante dei Carabinieri. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, precisamente il 13 giugno 1946, all’esito del referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica, Umberto II, prima di abbandonare il Quirinale e l’Italia, sciolse i Carabinieri Guardie del Re dal giuramento alla sua persona, ma non da quello di fedeltà alla Patria.

Un Corazziere al Quirinale

Lo Squadrone Carabinieri Guardie, momentaneamente deposta l’ormai tradizionale corazza e sotto il nome di Squadrone Carabinieri a Cavallo proseguì in tal modo nell’attività di guardia al Capo Provvisorio dello Stato. Nel maggio del 1948, in occasione dell’insediamento del Presidente Luigi Einaudi, i Carabinieri Guardie riassunsero le loro originarie peculiarità nonché la loro denominazione.

Sempre garantita la sicurezza del Presidente

Ulteriori modifiche avvennero nei decenni successivi fino al 1978 quando fu determinata l’attuale denominazione del Reparto in Reggimento Corazzieri.

Fasti illustri quelli dei nostri Corazzieri che vigilano sulla storia dell’Italia.

NOTA. TUTTE LE IMMAGINI PUBBLICATE IN QUESTO ARTICOLO SONO TRATTE DAL LIBRO “CORAZZIERI BACKSTAGE’, EDITO DALLO STATO MAGGIORE DELLA DIFESA.

LA DIREZIONE E LA REDAZIONE DI REPORT DIFESA.IT RINGRAZIANO PER LA GENTILE CONCESSIONE

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