SPECIALE 4 Novembre: all’Istituto Comprensivo Statale “Cesare Pavese” di Napoli un convegno sulle donne nella Grande Guerrra

Napoli. In occasione, domani, della visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Napoli il giorno in occasione della Festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale ed in concomitanza con il ventennale dell’introduzione delle donne nelle Forze Armate, all’Istituto Comprensivo Statale “Cesare Pavese” di Napoli, si terrà la cerimonia dell’alzabandiera e di onore ai caduti.

Seguirà una conferenza dal titolo: “Il ruolo della donna nella Grande Guerra: l’emancipazione, la politica e il lavoro”.

Donne al lavoro in un’officina

Gli allievi dell’Istituto saranno impegnati nella cerimonia dell’alzabandiera e di onore ai caduti, intonando “Il Canto degli Italiani” e “La Canzone del Piave”.

E assisteranno alla conferenza interagendo con i relatori.

L’evento che esalta i valori e la Storia della nostra Patria, cercando di trasmetterli durante la fase adolescenziale alla generazione del domani, ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Difesa.

Tra i partecipanti l’assessore regionale all’Istruzione, Lucia Fortini e l’ex ministro Difesa Elisabetta Trenta.

A vent’anni dall’entrata delle donne nelle Forze Armate e nella Guardia di Finanza, la tematica su cui verterà la conferenza è quella dei sentimenti e dell’atmosfera che si aveva in quel periodo nefasto di inizio ‘900.

Le donne affiancavano moralmente i militari al fronte e li sostituivano lavorativamente nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole e nei campi.

Con lo scoppio della Grande Guerra le donne, in genere, si misero al servizio della società. Si trattò della prima opportunità di parificazione dei diritti e di emancipazione.

Molte di loro uscirono di casa per propria volontà, altre lo fecero per necessità.

Tutte diventarono visibili alla società e proprio la dimensione sociale della donna, è quella che si evidenzia maggiormente, rispetto a quella politica.

Molto importante il ruolo delle donne nella I Guerra Mondiale

Dopo una vivace rivendicazione del suffragio universale, più un acceso dibattito in relazione ai diritti delle donne all’istruzione, che interessava in misura maggiore le ragazze borghesi, soprattutto al Nord, la guerra mise in standby ogni rivendicazione e allo stesso tempo, rimise in movimento la situazione femminile.

L’elasticità della forza lavoro femminile si manifestò in pieno con un massiccio reingresso di tutte le donne nella produzione industriale.

Allo stesso modo, borghesi e aristocratiche si rimboccarono le maniche per dedicarsi a un mestiere.

Così vestirono abiti semplici, “le divise”, per guidare i tram, oppure per distribuire la posta, entrarono negli organici delle fabbriche come operaie specializzate nella realizzazione di esplosivi e proiettili, detonatori, diaframmi, impararono a montare i fucili e a lavorare al tornio.

Aumentò anche il peso del lavoro femminile in agricoltura.

A questo proposito, lo Stato ricompensò con “premi di merito agricolo” il coraggio delle contadine che si erano distinte nei lavori dei campi, questo al fine di assicurare la produzione agraria necessaria per approvvigionare il Paese.

Ma servivano anche le maestre per insegnare ai più piccoli, e non solo, a leggere, scrivere e contare.

Servirono le infermiere per curare i malati e i feriti. Uno dei compiti in cui la donna è rappresentata regolarmente è infatti, la dama di carità, un’immagine che sottolinea il ruolo tipicamente femminile di “angelo consolatore”.

In questo modo tutte si misero alla prova, prendendo il posto degli uomini partiti per il fronte.

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