SPECIALE ESERCITAZIONE “MANGUSTA 2018”. Major General Andrew M. Rohling, Deputy US Army Europe : “Sempre molto stretti i legami con la Folgore per rafforzare l’interoperabilita”

Di Giusy Criscuolo

Siena (dalla nostra inviata). Nel corso dell’ esercitazione “Mangusta 2018” che si conclude oggi, abbiamo seguito i nostri militari passo dopo passo, senza perdere alcun movimento.

I paracadutisti impegnati nell’esercitazione Mangusta 2018

In questo percorso articolato è stato possibile vedere, come anche i parà della 173 ^ US Airborne Brigade, si muovano durante un’esercitazione.
Con un mezzo tattico ci spostiamo dalla zona dell’aviolancio a quella di osservazione, nell’area di Pian del Lago (Siena) e qui incontriamo i militari del 183° Nembo della Brigata Paracadutisti “Folgore” e della 173 ^ US Airborne Brigade.

Uno dei paracadutisti americani ci spiega mostra come e’ stata approntato un punto di osservazione del “nemico”, attrezzato a qualsiasi evenienza.

Ci spiega la funzionalità del bunker radio e delle zone di osservazione e difesa.
Sottolinea, come questa postazione sia studiata unicamente per analizzare e prendere informazioni.

Lo scopo è quello di raccogliere più dati possibili, senza essere individuati. Questo per non creare uno scontro a fuoco in una zona non coperta.
I nostri ufficiali, insieme a quelli americani si complimentano con i soldati.

Mi soffermo su un gesto che mi colpisce: noto con piacere che un ufficiale statunitense si trattiene compiaciuto a parlare con un nostro parà del 183° “Nembo” ed, alla fine entrambi sorridono. Una forma di rassicurazione che, per entrambi, sottolinea quanto questa operazione congiunta sia importante per avvicinare uomini non appartenenti alla stessa Bandiera, ma che sono uniti sotto l’egida NATO.
La 173^ Brigata Aviotrasportata (Sky Soldiers) è la Forza di risposta alle contingenze dell’esercito americano in Europa e fornisce unita’ rapidamente dispiegabili alle aree di responsabilità degli Stati Uniti, Europa, Africa.

Con sede in Italia e Germania, la Brigata si addestra, regolarmente, con alleati e partner della NATO per costruire l’interoperabilità e rafforzare l’Alleanza.
L’occasione è perfetta e noi di Report Difesa abbiamo intervistato il Major General Andrew M. Rohling, Deputy US Army Europe.

Major General Andrew M. Rohling, Deputy US Army Europe

Quanto è importante questa cooperazione tra le Forze armate italiane e quelle americane?, chiediamo.

“Lo è. E’ molto importante, ma non è una cooperazione solo con l’Esercito italiano. È la NATO il fulcro. L’Alleanza Atlantica rimane la spina dorsale della nostra sicurezza europea. Così come lo è l’Esercito italiano o quello americano in Europa. Dobbiamo essere in grado di esercitarci e collaborare insieme e questo continuerà ad accadere anche in futuro. Lavorare insieme con una soluzione di continuità ci aiuta a migliorare. Questo lo avete visto in queste operazioni con l’utilizzo di servizi aerei, di elicotteri, nelle postazioni di Comando avanzato. Questa collaborazione ci aiuterà ad essere partner sia in momento di pace che in momenti di necessità”.

Cosa pensa dell’interoperabilità tra i Paracadutisti italiani e quelli americani?

Si è creata un’ottima interoperabilità tra i soldati italiani e quelli americani. Quando i Battaglioni operano e sono in quota, dobbiamo essere sicuri che entrambi abbiamo gli stessi parametri e dobbiamo stabilire congiuntamente che interoperabilità vogliamo creare.

In questo caso, l’Esercito degli Stati Uniti sta lavorando duramente, per definire attraverso la NATO, Paese per Paese, quale livello di interoperabilità sia possibile. Stiamo concentrando i nostri sforzi per arrivarci, poiché ogni Paese e un po’ diverso dall’altro.
Cosa pensa dello scambio addestrativo che c’è stato durante l’esercitazione Mangusta?
C’è stato uno scambio interessante e reciproco, ma spero che ne faremo molti di più. E’ stato bello vedere come i due Eserciti si siano uniti durante le evoluzioni. Come i Paracadutisti italiani si siano amalgamati con i Paracadutisti della 173^ Airborne.

I Paracadutisti sono Paracadutisti e si ritrovano ovunque. E’ bello lavorare insieme ai nostri colleghi italiani. Questa non è la prima esercitazione e non sarà l’ultima. Ce ne saranno molte altre ancora.

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